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Inquinamento acustico: quali rischi si corrono

Non tutti hanno la fortuna di risvegliarsi al suon delle onde del mare o con il cinguettio degli uccellini: ecco quali sono le possibili conseguenze e i rischi dell'inquinamento acustico sulla salute e come vi si può porre rimedio

Inquinamento acustico: quali rischi si corrono

Lo scorso settembre su La Repubblica è apparso un articolo riguardante il fatto che un europeo su quattro è esposto a inquinamento acustico, sottolineandone i possibili risvolti negativi per la salute.

L'articolo ha fatto seguito a un report dell'Agenzia europea per l'ambiente, che aveva "mappato" le zone più silenziose e quelle più rumorose d'Europa.

In Italia la situazione pare differire da città a città e da regione a regione e vede capofila Palermo, seguita da Firenze, Torino, Milano e Roma (Il Sole24ore Salute).

Vediamo quali sono i rischi dell'inquinamento acustico e perché è importante insistere su una politica che favorisca il rispetto del silenzio.

 

I rischi del troppo rumore

Per troppo rumore si intende quel frastuono costante che si è costretti a subire nell'arco della giornata e che supera un tot di decibel - l'agenzia Arpa comunica che il limite di sopportazione si aggira gà intorno ai 50dB - , quelli che l'orecchio umano può mediamente sopportare.

Nello specifico si parla di rumori cittadini, come il traffico urbano, ferroviario o aereo; la presenza di aree industriali che producono rumore; lavori in corso con l'uso di strumenti come martelli pneumatici, seghe elettriche, ma anche impianti di riscaldamento o ventilazione, centrifughe o compressori; per terminare, si annoverano tra i pericoli per le orecchie anche quelle pratiche come la caccia e il tiro a segno che generano rumori impulsivi.

Le conseguenze dell'esposizione al rumore possono essere:

  • fastidio e ronzii alle orecchie, ipoacusia ovvero indebolimento dell'udito, danni al timpano
  • stress e difficoltà a concentrarsi
  • mal di testa, emicrania, senso di nausea
  • disturbi legati al sonno, risvegli notturni, incubi e ansie
  • disturbi gastrici
  • disturbi cardiaci e ipertensione
  • malumore, nervosismo, depressione e senso di malessere

 

Come rimediare all'inquinamento acustico

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, il valore ottimale del suono è mediamente di 35 dB e valori non superiori a 45 dB; questi sono garanzia di una buona qualità del sonno per soggetti normali.

Non sempre è semplice però isolarsi dai rumori, ma, con qualche piccolo accorgimento, si possono tamponare e limitare.

Anzitutto con un po' di fai-da-te tra le pareti domestiche: esistono in commercio materiali appositamente studiati per rivestire pareti, come pure la possibilità di sistemare pavimenti o soffitti fonoassorbenti, ma anche di usare isolanti speciali per vetri e finestre.

Come sottolina la Linea Amica del Governo italiano, in caso di inquinamento acustico intollerabile e persistente, si possono chiamare gli ispettori dell'Arpa che ha competenza di zona per effettuare le dovute verifiche e controlli.

 

 

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