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Terapie Coreutiche: alcune riflessioni

Breve riflessione sulle terapie coreutiche per invogliare i lettori a creare insieme una raccolta di notizie, esperienze e documentazioni su questa modalità di approccio di cura e benessere

Terapie Coreutiche: alcune riflessioni

Durante un incontro teorico-pratico con gli studenti del master in Sistemi Sanitari Medicine Tradizionali e non Convenzionali ho presentato una lezione teorica sulle Terapie Coreutiche dando poi spazio alla DanzaMovimentoTerapia, la mia formazione e su cui potete leggere nel portale alcuni articoli.

La tematica mi ha permesso di avvicinarmi ad un vasto mondo, fatto di diversi approcci metodologici, secondo i diversi sistemi di cura, tradizionali e non convenzionali, e di vita. 

Ho centrato la lezione sulle MnC (Medicine non Convenzionali) "riconosciute" dal sistema di cura italiano: Agopuntura, Fitoterapia, Omeopatia, Omotossicologia, Medicina Antroposofica, Medicina Ayurvedica, Medicina tradizionale Cinese.

Ho così introdotto alcune modalità di proposta di cura, riabilitazione, Attraverso il corpo, il movimento e il processo creativo.

Vorrei sollecitare nei lettori alcune riflessioni.

Quando parliamo di arti coreutiche facciamo riferimento all'arte della danza, secondo la “teoria del movimento” di Rudolf Laban (danzatore, coreografo, teorico della danza, ungherese1879-1958) e ai successivi sviluppi.  

Quando parliamo di Mnc parliamo di atti medici, individuati come sistemi di diagnosi, cura e prevenzione, che affiancano la biomedicina, avendo come scopo comune la promozione e la tutela dalla salute. A livello nazionale per tutti i professionisti non medici che esercitano e praticano terapie non convenzionali (vedi per esempio il terapista nella medicina ayurvedica, oppure gli arte terapeuti, …) esiste la norma 4/2013 “Legge per le professioni non riconosciute”

Occorre così precisare che quando parliamo di “Terapie Coreutiche,” dal punto di vista legislativo siamo nella situazione di cui sopra: questo è il motivo delle virgolette al termine “TERAPIA” per non incorrere in conflitto con le professioni sanitarie (è un periodo storico delicato in quanto l’Italia si sta aprendo, con la legge 4/2013 alle professioni non riconosciute, come ad esempio queste metodologie e tecniche legate a pratiche non convenzionali che sono attualmente oggetto di attenzione, di controllo e di normazione volontaria. Le Ariterapie sono comunque inserite all’interno di istituzioni pubbliche e private: es. in psichiatria) .


Un breve excursus tra le "terapie" coreutiche all'interno delle medicine non convenzionali

Nella Medicina Antroposofica l'euritmia terapeutica è una terapia di movimento, sviluppatasi dell'arte dell'euritmia. Nell’euritmia attraverso il suono, la musica e il movimento codificato e bene eseguito  anche nell’intensità, si creano modificazioni sui partecipanti, attivando così il processo di autoguarigione insito in ognuno di noi.  L’euritmia terapeutica è una forma di terapia che affianca il trattamento medico, è spesso utilizzata per disturbi dell’apparato locomotore, della vista, dell’udito e del linguaggio e anche nella disabilità psichica.

Il terapista fa svolgere esercizi di euritmia terapeutica in base alla diagnosi definita dal medico antroposofo. La Medicina Antroposofica dà ampio spazio alle arti: la terapia artistica (per maggiori approfondimenti potete visitare il sito della Società italiana di medicina antroposofica).

La Danza è utilizzata in culture tradizionali, non solo come espressione di cultura e arte, ma anche come modalità di equilibrio:  nell’Ayurveda e nella Medicina Tradizionale Cinese, le ginnastiche terapeutiche (Qi Gong) o lo Yoga, per esempio, sono tutte forme di movimento, che possono essere ricondotte alla danza e che generano equilibrio e ben-essere in chi le pratica.  Esperienze di danza del ventre o le danze sciamaniche, le danze sacre, in cerchio sono comunque particolari modalità di incontro con il proprio corpo e il proprio ben-essere.

Infine da me ampiamente trattate: LE ARTITERAPIE.

Le artiterapie non interessano solo il mondo rappresentativo (il disegno, la scultura, la danza, ecc.), ma anche tutte quelle attività che portano ad uno scambio, ad un “momento di incontro”,  attraverso una relazione non verbale nel quale  “raccontare il proprio quotidiano”.

La risorsa utilizzata è il processo creativo: Jung ha parlato di arte come un mezzo per contattare e esprimere le immagini appartenenti all’inconscio, portando l’attenzione sul processo creativo, che consiste nell’attivare le immagini archetipe inconsce, rielaborarle e tramutarle in un prodotto finito, anche una danza. L’artista è dunque colui che traduce le immagini archetipe che derivano dal profondo inconscio nel linguaggio del presente, fatto di gesti, movimenti, colori, suoni  rendendole così comprensibili a tutti.

Potrebbe essere interessante creare una raccolta di esperienze e di documenti che evidenzino la possibilità della Terapia Coreutica nei suoi diversi approcci. Un articolo da costruire insieme! Per chi desiderasse condividere con me questo progetto scrivete a info@lospazio.org 

Nella foto cerchio di danza