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ANEMIA, I TIPI PRINCIPALI

Cosa sia l'anemia è più o meno chiaro a tutti, pare. Ma quali siano i principali tipi di anemia e cosa li differenzi tra loro forse non è del tutto noto. Facciamo un po' di chiarezza sui principali tipi di anemia

Si pensa a ragazzine pallide ed emaciate, oppure si stigmatizzano i vegani con frasi catastrofiche tipo: “ma dove trovi il ferro” …

L’anemia è patologia nota ma forse solo superficialmente: è grave perché avere l’anemia significa che le nostre cellule non ricevono il giusto quantitativo di ossigeno e quindi fanno fatica a vivere.

Si definisce in generale l’anemia come la carenza di emoglobina e di ferro nel sangue: l’emoglobina, grazie al ferro che contiene, porta l’ossigeno alle cellule e preleva anidride carbonica, prodotto di scarto del metabolismo.

Vi sono parecchi tipi di anemia, e non tutti sono dipendenti dall’alimentazione.

Per non perderci nei meandri della medicina, vediamo in breve i tipi principali di anemia, classificati in base alla causa dell'anemia stessa.

 

Anemia, i tipi principali: anemia da carenza di ferro

Il ferro è componente essenziale dell’emoglobina, poiché è il ferro che si lega all’ossigeno e lo scambia con l’anidride carbonica. Se perdo sangue a causa di un’emorragia, se non introduco ferro a sufficienza con una corretta alimentazione, l’emoglobina prodotta nel midollo osseo non sarà efficace nel trasporto di ossigeno e si può verificare un' anemia da carenza di ferro.

 

Sintomi:

> Debolezza generale.
> Facile affaticabilità.
> Inappetenza.
> Bruciori di stomaco.
> Dolori nevralgici.
> Formicolii alle mani e ai piedi.
> Palpitazioni.
> Unghie e capelli fragili piatte o concave e fragili.

 

Chi è più a rischio? Chi soffre di:

> Donne con abbondanti o frequenti flussi mestruali.
> Presenza di ulcere.
> Presenza di polipi intestinali.
> Tumore al colon.
> Diete povere di ferro.
> Malassorbimento intestinale, celiachia.
> Presenza di emorragie.
> Emorroidi sanguinanti.

Con un’adeguata supplementazione di ferro, l'anemia guarisce, a condizione che si possa eliminare anche l'eventuale perdita di sangue che l'ha provocata.


Leggi anche Anemia, i 7 alimenti per combatterla a tavola >>

 

Anemia, i tipi principali: anemia secondaria (cronica)

Si definisce anemia secondaria l’anemia che è conseguenza di altre malattie: malattie croniche quali per esempio AIDS, cancro, epatite, malattie infettive o infiammatorie, oppure affezioni croniche diverse.

Esiste un’anemia secondaria, fisiologica, in gravidanza, causata dall’aumento di volume di sangue circolante nel corpo della donna gravida.

 

Sintomi:

> Gli stessi dell’anemia primaria.
> Più i sintomi della malattia predisponente.

 

Chi è più a rischio? Chi soffre di:

> Infezioni subacute e croniche (tubercolosi, endocardite lenta, sifilide congenita).
> Reumatismo articolare acuto.
> Poliartrite cronica evolutiva.
> Insufficienza renale cronica (uremia).
> Leucemie.
> Linfogranuloma maligno.
> Insufficienza epatica.
> Malattie endocrine
> Avitaminosi.

Raramente l'anemia secondaria è grave e la sua terapia e guarigione dipendono direttamente da quella della malattia causale.

 

Anemia, i tipi principali: anemia aplastica

L’anemia aplastica è causata da una limitata capacità del midollo osseo di produrre tutti e tre i tipi di cellule del sangue (globuli rossi, bianchi e piastrine). L’anemia aplastica, può mettere il paziente in pericolo di vita.

I sintomi sono quelli tipici dell’anemia. Chi è più a rischio:

> Soggetti con epatite.
> Soggetti esposti a sostanze chimico-tossiche.
> Soggetti in cura con certi medicinali.
> Presenza di tumori.

 

Anemia, i tipi principali: anemia emolitica

Nell’anemia emolitica i globuli rossi vengono distrutti  - nella milza - a un ritmo tanto veloce da non permettere al midollo osseo di rimpiazzarli; si verifica quando la vita media dei globuli rossi è inferiore a due settimane circa.

 

Sintomi:

> Malessere.
> Brividi.
> Febbre.
> Cefalea.
> Epistassi (sangue dal naso).
> Ematuria (sangue nelle urine).
> Dolori addominali.
> Dolori alle articolazioni.
> Ittero (colorazione gialla più o meno intensa della pelle e delle mucose).
> Tachicardia.
> Vertigini.
> Nell'emolisi cronica: ittero talvolta appena percettibile o assente, splenomegalia (ingrossamento della milza) ed epatomegalia (ingrossamento del fegato).

Chi è più a rischio. Persone con:

> Patologie autoimmuni.
> Malattie infettive, come polmonite virale.
> Setticemia da streptococco.
> Intossicazioni da sostanze chimiche (anche farmaci e veleno di serpenti).

La guarigione può avvenire spontaneamente, alla guarigione dalla patologia " a rischio", ma una abbondante trasfusione sanguigna è in grado di accelerarla.

 

Anemia, i tipi principali: anemia emolitica – eritroblastosi fetale

Un caso particolare di anemia emolitica è l’eritroblastosi fetale, detta anche anemia emolitica del neonato. Si tratta di una sindrome emolitica la cui causa è in relazione con il fattore sanguigno Rh (ovvero una proteina che si trova sulla superficie dei globuli rossi delle persone di “gruppo” RH-positivo).

Quando la madre è Rh-negativa, il padre Rh-positivo e il feto Rh-positivo, piccole quantità di sangue fetale che giungono a quello materno attraverso al placenta o al momento del parto, provocano una sensibilizzazione materna, ovvero inducono la formazione, nel siero sanguigno della madre, di anticorpi contro la proteina RH che, se entrano nel sangue del feto, provocano l'emolisi.

Generalmente, alla prima gravidanza in queste condizioni il neonato è sano (perché normalmente la sensibilizzazione materna è conseguenza del parto), l’eritroblastosi fetale avviene solo nella seconda gravidanza e si aggrava nelle successive, sempre quando la madre è Rh-negativa e il feto Rh-positivo.

 

Sintomi nei neonati:

> Idrope congenito, cioè edema generalizzato.  
> Idramnios (eccesso di liquido amniotico).
> Epatomegalia e splenomegalia.
> Il bambino nasce morto o muore poco dopo la nascita.
> Ittero grave con liquido amniotico giallo e ittero che si manifesta poco dopo la nascita. Il bambino ha possibilità di sopravvivenza che dipendono dal grado dell'anemia: un decimo dei bambini con ittero prolungato presenta lesioni cerebrali permanenti.

La sola terapia utile è la trasfusione sanguigna al feto, entro i sette mesi e mezzo e la exanguinotrasfusione (sostituzione totale del sangue) al neonato.

Per evitare una sensibilizzazione stabile, si fa profilassi della eritroblastosi fetale sia evitando che le donne Rh-negative ricevano, fin dall'infanzia, trasfusione di sangue Rh-positivo, sia praticando loro, subito dopo ogni parto, una vaccinazione con anticorpi anti-Rh (immunoprofilassi passiva).

 

Anemia, i tipi principali: anemia mediterranea

Detta anche anemia di Cooley, morbo di Cooley, o talassemia, l’anemia mediterranea è una malattia emolitica ereditaria che si manifesta negli individui omozigoti recessivi , ovvero per i quali il gene patologico recessivo è presente nel padre e nella madre che risultano portatori sani. L'anemia mediterranea è diffusa soprattutto nel bacino del Mediterraneo orientale e centrale

 

Sintomi:

> Splenomegalia.
> Epatomegalia.
> Crisi febbrili.
> Decalcificazioni ossee o ispessimento poroso delle ossa della volta cranica.
> Aspetto mongolide.
> Crescita ritardata.

Negli individui eterozigoti recessivi (portatori “sani”) si osservano forme di anemia lieve, a evoluzione benigna.

 

Anemia, i tipi principali: anemia perniciosa

Detta anche anemia di Biermer-Addison, è una malattia spontanea cronica caratterizzata sia dalla presenza di globuli rossi di grandi dimensioni, sia da un blocco della loro maturazione.

La malattia si manifesta con maggiore frequenza dai 40 ai 70 anni ed è provocata probabilmente dall'assenza di un enzima – il fattore intrinseco di Castle - necessario per l'assorbimento della vitamina B12 contenuta negli alimenti di origine animale.

 

Sintomi:

> Sindrome anemica.
> Inappetenza.
> Vomito.
> Diarrea.
> Dolori addominali.
>  Infiammazione della lingua.
> Formicolii alle gambe.

Nella maggior parte dei casi, la terapia con vitamina B12 porta alla guarigione, ma deve essere proseguita per evitare ricadute. Non curata, l'anemia perniciosa ha conseguenze molto dannose sula salute, anche letali.

 

Leggi anche Gli alimenti per l'anemia in gravidanza >>

 

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