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Patate, proprietà e benefici

 

Patate: nome di battesimo

Tubero derivato dalle patate della specie Solanum tuberosum.

 

Patate: dicono di loro

“Le patate contengono una sostanza antitumorale, l’acido cloro genico.” spiega Mary Ellen Camire, Professore associato e capo del Dipartimento di Scienza Alimentare e Nutrizionale Umana della University of Maine a Orono. “Per trarre il massimo giovamento dalle proprietà antitumorali delle patate, bisogna mangiare anche la buccia o, in alternativa, bollirle senza sbucciarle e usare l’acqua di cottura per altri piatti, per esempio minestre o stufati.”

 

Patate, alleate di

Apparato digerente, circolazione sanguigna, pelle, peso.

 

Proprietà delle patate

Regine dei tuberi, le patate sono ricche di vitamina C, efficace nel limitare i danni causati dai radicali liberi, molecole di ossigeno nocive per i tessuti organici. Inoltre, la presenza di potassio le rende un ottimo aiuto contro l’ipertensione; impacchi con fette di patate sono utili anche nei casi di ustioni leggere, e la fecola può essere utilizzata per idratare la pelle secca. Le patate sono alimenti energetici e disinfiammanti dell’apparato digerente; favoriscono inoltre la formazione e l’espulsione di feci abbondanti e morbide e sono utile quindi in presenza di emorroidi, in caso di gastriti, di ulcere dello stomaco e del duodeno, di coliti, specialmente se ulcerose. Le patate sono ricche di carboidrati complessi, dunque indicate per chi soffre di diabete. I carboidrati complessi infatti devono essere scomposti in zuccheri semplici prima di essere assorbiti, il che significa che entrano in circolazione in maniera graduale, contribuendo a una maggiore stabilità della glicemia. Le patate danno un forte senso di sazietà e perciò aiutano a controllare la fame e a perdere peso.

 

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Sapevate che

- In Europa le patate non riscossero subito fortuna e non per qualche inconveniente intrinseco, ma perché, appartenendo alla famiglia delle Solanacee, venivano associate ad altri vegetali che fanno parte dello stesso gruppo, tra i quali anche la pianta velenosa conosciuta con il nome di belladonna. Prima di essere apprezzate, dunque, le patate in Europa sono state temute.

- A inventare le patatine fu un cuoco indio-americano, George Crum. Era una sera d’estate del 1853, quando al Moon Lake, il ristorante di lusso di Saratoga Springs (New York) dove lo chef lavorava, approdò l’esigente magnate delle ferrovie Cornelius Vanderbilt. L’imprenditore aveva rimandato indietro per ben tre volte un piatto di patate perché non erano abbastanza sottili per il suo palato. Esasperato Crum decise allora di vendicarsi; tagliò le patate in fette sottilissime, immaginando che, una volta fritte, sarebbero state troppo dure per essere mangiate. Al contrario, Vanderbilt fu entusiasta della ricetta e il piatto divenne una specialità del ristorante. Qualche anno dopo Crum aprì un ristorante tutto suo: ogni cliente accomodandosi al proprio tavolo, veniva accolto da un cesto di patatine fritte. Crum non brevettò mai la ricetta e nel 1920 una ditta californiana, la Scudder’s Potato, aprì la strada al consumo di massa, inventando i tipici sacchetti per patatine fritte, studiati per preservare freschezza e croccantezza.

 

Una ricetta nella manica

Le patate trovano un largo impiego in cucina, sia in ricette ricche che in quelle modeste. Di base possiamo distinguere due tipi di patate: quella bianca, farinosa, adatta per gnocchi e purè, e quella gialla, di grana più compatta.

Noi vi suggeriamo una ricetta che potete realizzare con entrambe le varietà: i supplì di patate.

Ingredienti per 6 persone: 500 g di patate, 500 g di farina, 2 uova, 80 g di burro, 30 g di lievito di birra, sale, mezzo bicchiere di latte, 4 cucchiai di parmigiano grattato, 50 g di salame, olio per friggere (meglio quello di arachidi). Lavate le patate, sbucciatele e passatele ancora calde. Mettete il purè ottenuto sulla tavola e unite farina, uova, burro e lievito sciolto con un po’ di acqua tiepida. Condite con un pizzico di sale e impastate il tutto. Lasciate il composto a lievitare per 2 ore.

Preparate una besciamella a base di burro (una noce), farina (un cucchiaio) e del latte (mezzo bicchiere) che condirete con sale, parmigiano e salame in pezzetti. Dividete la pasta in pezzi (ne verranno circa una trentina) cui darete la forma di una pallina, aiutandovi con farina. Al centro di ogni palletta formate una fossetta e riempitela con la besciamella condita. Una volta rinchiuso il ripieno, friggete in olio caldo. Potete servirli sia caldi che freddi.

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