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Oligoelementi

UN METALLO CONTRO L'ANEMIA: IL FERRO

Il pallore della pelle unito a stanchezza immotivata, sono i segni più evidenti dell'anemia. In tutti questi casi, può aiutare l’utilizzo del ferro che, assunto in oligoelemento, ne reintegra la carenza in modo naturale

Un metallo contro l'anemia: il ferro

In oligoterapia si utilizza il ferro per l’anemia, disturbo che si manifesta con una riduzione del numero di globuli rossi e del loro contenuto in emoglobina, ovvero la proteina, presente nei globuli rossi del sangue dei vertebrati, responsabile del trasporto dell'ossigeno ai tessuti.

Il ferro, nelle piante, negli animali e nell’uomo ha un ruolo essenziale nella respirazione cellulare e interviene nei processi di ossidoriduzione. Il corpo adulto contiene mediamente 4-5 grammi di ferro, la maggior parte del quale, il 60-70%, si trova nella emoglobina ed in minor misura nella mioglobina, pigmento presente nei muscoli, la cui funzione è sempre quella di legare l’ossigeno.

 

Le cause dell’anemia

L'anemia si presenta in varie forme e può avere molteplici cause. Quella più frequente è dovuta a errori nutrizionali o difetti di assorbimento intestinale. Si riscontra anche in presenza di malattie infiammatorie croniche, disfunzioni endocrine (per esempio della tiroide), malattie del fegato, alcolismo, diminuzione della funzionalità renale, intossicazione da piombo o per effetto di trattamenti con alcuni farmaci. 

Altri fattori che causano l’anemia possono essere l’ereditarietà (difetto di membrana), emorragie, diverse malattie infettive (infezioni virali, malaria, toxoplasmosi), alcuni farmaci, difetti enzimatici o interni al globulo (anemia mediterranea, fauvismo). I sintomi più evidenti sono il pallore e la stanchezza, in quanto il sangue contiene meno emoglobina e quindi è meno "rosso", ma anche perché l'organismo tende a convogliarlo verso gli organi più importanti, a scapito della pelle e delle mucose.

 

Il ferro in oligoelemento e l’anemia

Per la cura dell’anemia il ferro, in oligoelemento, è impiegato per reintegrare la sua carenza in modo naturale (1 ml di sangue contiene 0,5 ml di ferro), senza creare accumuli nell’organismo, grazie alla sua forma molecolare facilmente digeribile ed assimilabile dall’intestino. Il ferro, infatti, viene assorbito dal duodeno e accumulato nella mucosa intestinale sotto forma di ferritina.

Il ferro è essenziale per i neurotrasmettitori come la serotonina, la dopamina, la noradrenalina che regolano il comportamento e l’umore. Si combina con le proteine e con il rame per la formazione e la colorazione dei globuli rossi. Il ferro favorisce la resistenza allo stress e alle malattie, rinforza il sistema immunitario e aumenta la produzione di energia. 

Anche il fegato, la milza, il midollo osseo ed i muscoli, ne accumulano una certa quantità, la particolarità della fisiologia del ferro è che una volta immesso nell’organismo, la sua eliminazione è molto scarsa, a meno che non si è in presenza di una emorragia. A parte questa eventualità, la quantità di ferro persa attraverso le urine, le feci, il sudore, la desquamazione cellulare, il taglio periodico delle unghie e dei capelli è nell’ordine di qualche milionesimo di grammo.

La carenza di ferro altera la capacità di resistenza dell’organismo allo sforzo, e soprattutto indebolisce cuore e cervello, provoca stanchezza, pallore, deficit immunitario, tachicardia, pelle squamosa, unghie molli e fragili, ronzii alle orecchie, emorragie, dolori mestruali, disturbi gastrointestinali diminuzione delle prestazioni intellettuali, sonnolenza, irritabilità, diminuzione dell’attenzione e difficoltà a concentrarsi. La carenza di ferro è frequente in gravidanza, in chi ha il ciclo mestruale abbondante, nelle donne fertili, in chi perde sangue a causa delle emorroidi.

 

Il ferro e la sua assunzione

Il ferro per l’anemia viene assimilato meglio se associato alla vitamina C, la quale ne favorisce l’assorbimento e svolge azioni sinergiche con esso; mentre il calcio ed il rame sono essenziali per la sua assimilazione. Si trova sottoforma di ferro gluconato e va preso 20 gocce 1-3 volte al giorno.

Immagine | Andrew Mason