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FITOTERAPIA E DISTURBI

Come curare il fegato con la fitoterapia

Il fegato è la ghiandola più voluminosa del corpo umano, a secrezione endocrina ed esocrina, localizzata al di sotto del diaframma, tra il colon e lo stomaco. Rappresenta il principale filtro di depurazione dell’organismo, in quanto ricevendo il sangue, ricco di principi nutritivi, gioca un ruolo fondamentale nella demolizione delle sostanze nutritive immesse con l'alimentazione. Vediamo i vari rimedi fitoterapici per curarlo.

>  1. Le piante officinali per la salute del fegato

>  2. I gemmoderivati

Fegato


In fitoterapia si utilizzano erbe e piante officinaliper la depurazione del fegato, per proteggerlo dalle possibili intossicazioni e sostenerlo nella sua funzione di eliminazione delle tossine dall'organismo. 

Infatti, il fegato interviene nel metabolismo dei carboidrati (sintesi del glucosio e demolizione dell'insulina e di altri ormonii); delle proteine (converte l'ammoniaca in urea); dei lipidi (sintesi del colesterolo e dei trigliceridi); svolge una serie di processi, come la produzione di fattori di coagulazione; funge da deposito per numerose sostanze, tra cui il glucosio (come glicogeno), la vitamina B12, il ferro e il rame; contiene numerose cellule specializzate del sistema immunitario che agiscono da "filtro" nei confronti degli antigeni; e infine ha la funzione fondamentale di rimuovere le tossine e altri elementi nocivi dal sangue.

Il fegato demolisce anche numerose sostanze tossiche e numerosi farmaci nel processo noto come metabolismo dei farmaci. Il processo può portare ad intossicazione, quando il metabolita è più tossico del suo precursore.

Infatti, le principali tossine che il fegato deve metabolizzare sono la stragrande maggioranza dei farmaci e dei loro residui, così come l’alcol, le sostanze tossiche ambientali, gli additivi alimentari; anche il surplus di ormoni prodotti dal nostro organismo in caso di stress è metabolizzato dal fegato. 

Alimentazione scorretta, colesterolo, diabete ed obesità sono condizioni che facilitano l'insorgenza di problemi epatici. Oltre a non eccedere con il consumo di grassi è molto importante tenere sotto controllo le calorie totali apportate dalla dieta e limitare il consumo di zuccheri (dolcificanti, gelati, prodotti dolciari e bevande zuccherate). L'infiammazione e la necrosi (morte) delle cellule può essere causata da infezioni (soprattutto virali), da sostanze chimiche (compresi farmaci e alcol) e da reazioni autoimmunitarie. Quando questo organo è alleggerito dalle tossine, lavora meglio il sistema immunitario e aumentano i livelli di energia vitale e ci si sgonfia.

 

Le piante officinali per curare il fegato

Le piante officinali possono essere utilizzate per la preparazione di tisane disintossicanti, capsule o tinture madri

  • Aloe vera: conosciuta da millenni per le sue proprietà terapeutiche, è indicata per disintossicare l'organismo sia dalle tossine esogene (sostanze tossiche che provengono dall'ambiente esterno o dall'alimentazione) e da quelle prodotte internamente, come gli scarti metabolici, sostenendo la funzione depurativa del fegato, dei reni, del sistema linfatico. Inoltre esercita un'azione antinfiammatoria e cicatrizzante sui tessuti, e riequilibrante del ph e della flora batterica gastrointestinale, migliorando la digestione e l'assimilazione dei nutrienti del cibo. 
  • Tarassaco: La radice del tarassaco possiede proprietà depurative, in quanto stimola la funzionalità biliare, epatica e renale, cioè attiva gli organi emuntori (fegato reni pelle) adibiti alla trasformazione delle tossine, nella forma più adatta alla loro eliminazione (feci, urina, sudore). I principali componenti del suo fitocomplesso sono alcoli triterpenici (tarasserolo); steroli; vitamine (A,B,C,D); inulina, principi amari (tarassacina), sali minerali che conferiscono alla pianta proprietà amaro-toniche e digestive. Queste sostanze possiedono anche proprietà purificantiantinfiammatorie, disintossicanti nei confronti del fegato: favoriscono l’eliminazione delle scorie (zuccheri, trigliceridi, colesterolo e acidi urici) rendendo il tarassaco una pianta epatoprotettiva, indicata in caso di insufficienza epatica, itterizia e calcoli biliari
  • Curcuma: la radice della pianta svolge un'azione colereticaantinfiammatoria, ed epatoprotettiva conferite alla pianta dalla presenza dicurcuminoidi e olio essenziale. Questi principi attivi stimolano la secrezione biliare, favorendo la sintesi dei grassi.
  • Boldo: le foglie della pianta sono utilizzate per fluidificare la bile, di cui diminuisce la viscosità. Responsabili delle sue proprietà sono gli alcaloidi isochinolici, tra i quali la più importante è la boldina. Il meccanismo d'azione di questo principio attivo consiste in un'attività antiossidante e protettiva delle cellule epatiche; mentre a livello cardiovascolare ha mostrato capacità d'inibizione dell'aggregazione piastrinica e vasodilatazione. In fitoterapia il boldo è un rimedio elettivo per il trattamento delle turbe dispeptiche di origine epatobiliare, per i disturbi epatici e come coadiuvante nel trattamento della stitichezza.
  • Carciofo: i suoi costituenti principali sono gli acidi caffeolichinici, flavonoidi e lattoni sesquiterpenici che conferiscono il tipico sapore amaro. Le foglie sono adoperate da sempre per la capacità di favorire la produzione di bile, di cui migliora la composizione e proteggere il fegato, favorendo così la funzionalità gastrica ed epatica.
  • Cardo mariano: è utilizzato come rigeneratore delle cellule epatiche, stimolante dell'attività gastrica e come diuretico. Nella medicina popolare è da sempre utilizzato come tonico e protettore epatico, grazie alla presenza della silimarina, che ha dimostrato di possedere proprietà antiossidante, utile per prevenire l'ossidazione dei lipidi e la distruzione delle membrane cellulari. Questo principio attivo rende la pianta efficace nel trattamento del danno tossico al fegato; nella terapia di supporto in infiammazioni croniche; nella cirrosi epatica; e in tutte le disfunzioni del fegato dovute a tossine chimiche, incluso l'alcol. I frutti della pianta sono utilizzati per migliorare la funzione epatica e accelerare la rigenerazione delle cellule danneggiate dalle intossicazioni e altre malattie croniche del fegato dovute all'abuso di droghe e farmaci.
  • Bardana: in fitoterapia è usata per la sua attività depurativa, (stimola la funzionalità biliare ed epatica) ipoglicemizzante ipocolesterolemizzante, lassativa e antireumatica. La radice di questa pianta contiene lignani, vitamine del complesso B, amminoacidi, oligoelementi, sostanze amare, tannini e resine; ma soprattutto è costituita da inulina, che svolge un’azione drenante e purificante del sangue, che favorisce l’eliminazione delle tossine, cioè i “rifiuti” delle diverse reazioni metaboliche dell’organismo.   

 

Sapevi che le erbe amare aiutano a depurare il fegato? Scopri come

 

I gemmoderivati per la cura del fegato

  • Juniperus Communis: ottenuto dai giovani getti, il gemmoderivato del Ginepro è il rimedio per eccellenza per il fegato carente nella fase di scompenso, perché favorisce tutte le sue funzioni e viene impiegato per disintossicarlo dopo cure con farmaci pesanti. Per questo motivo è indicato nell'insufficienza epatica, nelle cirrosi degli alcolisti, negli itteri, nelle coliche e nelle epatiti
  • Rosmarinus Officinalis: il gemmoderivato del Rosmarino ottenuto dai giovani germogli, svolge un'azione rigeneratrice sulla funzionalità delle cellule epatiche è comunemente impiegato nelle coliche epatiche, nella cirrosi e nelle varie forme di epatite.
  • Juglans Regia: il gemmoderivato del Noce ottenuto dalle gemme fresche, favorisce l'eliminazione del colesterolo e svolge un'azione depurativa, antinfiammatoria e antibatterica. Viene utilizzato nel trattamento delle affezioni virali epatiche e nell'insufficienza pancreatica.
  • Corylus Avellana: il gemmoderivato del Nocciolo ottenuto dalle gemme fresche, è utilizzato nell'insufficienza epatica, cirrosi, nelle epatopatie croniche, in quanto esercita un'azione anti-cirrotica e tonifica il tessuto superficiale del fegato (parenchima epatico).

 

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