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NUTRACEUTICA

Alimenti funzionali

Gli alimenti funzionali sono un’integrazione, benefica e salutare, nell’ambito di una dieta complessivamente bilanciata e di uno stile di vita attivo. Scopriamoli meglio.

 

Cibi probiotici tra gli alimenti funzionali

Cibi probiotici tra gli alimenti funzionali

 

Alimenti funzionali, cosa sono

Negli ultimi anni il concetto di “cibo” ha subito una radicale trasformazione fino al punto da attribuire agli alimenti, oltre alle loro proprietà nutrizionali e sensoriali, anche un importante ruolo sul mantenimento della salute, sul benessere psico-fisico e sulla prevenzione di alcune patologie.

Tra questi troviamo gli alimenti funzionali (functional food), prodotti alimentari ideati per offrire, rispetto agli alimenti tradizionali, un beneficio in più nel migliorare il benessere psico-fisico e concorrere alla riduzione del rischio di alcune malattie come parte di un normale regime alimentare.

Sono alimenti caratterizzati da effetti addizionali dovuti alla presenza di componenti (generalmente non nutrienti) naturalmente presenti o aggiunti che interagiscono più o meno selettivamente con una o più funzioni fisiologiche dell’organismo (biomodulazione) continuando comunque a restare «alimenti» poiché non possono essere definiti alimenti funzionali pillole, pastiglie o integratori di sorta.

Vanno quindi distinti dagli alimenti supplementari e/o fortificati e da quelli definiti “dietetici” che non sono destinati a soggetti sani ma a persone con particolari patologie sotto indicazione medica specifica.

Il concetto di alimenti funzionali non è totalmente nuovo; nelle zone asiatiche, influenzate dalla cultura cinese, gli alimenti e i farmaci sono spesso stati considerati derivanti da un'unica fonte. Il termine di alimenti funzionali nasce in Giappone. Negli anni ’80, le autorità sanitarie di questo Paese, riconobbero la necessità di migliorare la qualità della vita parallelamente all’incremento dell’aspettativa di vita di un numero crescente di anziani per poter controllare i costi sanitari.

Fu introdotto, quindi, il concetto di alimenti specificamente sviluppati per favorire la salute o ridurre il rischio di malattie lanciando per primi il “fibe mine” (soft drink arricchito di fibra) di Otsuka Pharmaceutical. Nel 1991 il Ministero della Salute e del Welfare giapponese stabilì i criteri per l’identificazione e approvazione di una specifica categoria di alimenti, chiamata FOSHU (Food for Specified Health Uses) e ne regolamentò anche l’etichettatura nutrizionale permettendo che fossero in seguito commercializzati con questo marchio.

Se da un lato in Giappone gli alimenti funzionali tradizionali sono considerati come una categoria separata di alimenti, in Europa e USA invece, parlare di alimento funzionale significa aggiungere funzionalità a un prodotto tradizionale già esistente non costituendo una categoria separata di alimenti.

 

Perché i cibi funzionali fanno così bene?

 

Alimenti funzionali, dicono di loro

Da un punto di vista pratico un alimento funzionale può:

  • contenere naturalmente la componente funzionale;
  • contenere la componente funzionale che è addizionata all’alimento mediante mezzi tecnologici o biotecnologici per aumentarne/aggiungerne la concentrazione;
  • essere un alimento da cui è stato eliminato o modificato un componente particolare (ad esempio, per migliorare la biodisponibilità).

L’arricchimento degli alimenti serve per ottimizzare l’apporto di nutrienti che spesso sono assunti in quantità insufficienti. Può, però, essere effettivamente valido, efficace e sicuro, solo tenendo presenti le possibili interferenze con diversi fattori alimentari e nutrizionali e in particolare, con la composizione chimica dell’alimento di partenza.

Esistono, difatti, parametri chimico-fisici e condizioni fisiologiche che possono influenzarne l’effettiva utilizzabilità. Tra questi ci sono la stabilità all’interno del prodotto alimentare, la biodisponibilità per l’organismo e l’eventuale interazione con altri componenti alimentari.

Per attribuire specifiche proprietà salutistiche e/o fisiologiche ad alimenti o a loro componenti è necessario seguire un iter scientifico rigoroso che si basa su tre livelli sequenziali:

  • primo livello: identificazione e comprensione dei meccanismi d’interazione tra alimento (o componente) e funzioni biochimiche cellulari, al fine di dimostrare i potenziali effetti fisiologici;
  • secondo livello: sviluppo di modelli e metodologie per dimostrare attraverso studi di nutrizione umana questi effetti e le loro conseguenze;
  • terzo livello: studi di nutrizione umana per dimostrare, al di là degli effetti funzionali, un beneficio sulla salute, compresa la prevenzione di malattie.

 

Puoi approfondire il rapporto tra alimentazioni e salute: scopri tutte le guide

Alimentazione e salute

 

Alimenti funzionali, le proprietà

Si tratta di prodotti che possono contenere diverse componenti attive suddivise nelle seguenti categorie:

  • Probiotici (costituiti da microrganismi vivi come lattobacilli e bifidobatteri in grado di influenzare positivamente l’equilibrio della flora batterica intestinale e contribuire a potenziare le difese immunitarie);
  • Prebiotici (fibre solubili come fruttooligosaccaridi-FOS e inulina che possono svolgere un ruolo particolarmente importante grazie alla loro capacità di promuovere selettivamente la crescita e l'attività metabolica di una o più specie batteriche ritenute benefiche per la salute dell'ospite stesso. Studi recenti hanno dimostrato la loro efficacia anche nel favorire l'assorbimento e quindi la biodisponibilità di alcuni microelementi come il calcio e il magnesio e nell'influire positivamente sul metabolismo del colesterolo);
  • Simbionti (che contengono nella loro formulazione sia una componente probiotica sia prebiotica. Questo significa che assumendo un alimento di questo genere l'organismo introduce microrganismi in grado di esercitare un'azione positiva sulla flora intestinale e, contemporaneamente, un ingrediente alimentare non digeribile dal corredo enzimatico umano che, raggiunto intatto il lume intestinale, agisca stimolando in modo selettivo lo sviluppo e l'attività dei batteri probiotici e quindi favorendo il riequilibrio della flora intestinale);
  • Fibre (solubili e insolubili)
  • Grassi (monoinsaturi e polinsaturi che riducono i fattori di rischio delle patologie cardiovascolari. In letteratura si trovano numerosi studi scientifici che dimostrano come l'assunzione degli acidi grassi omega 3 (w3), acido eicosapentaenoico (EPA, 20:5) e docosaesaenoico (DHA, 22:6) con la dieta, determini una riduzione dei livelli di trigliceridi plasmatici che rappresentano un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari);
  • Estratti vegetali (Carotenoidi come beta-carotene, luteina e licopene, Polifenoli e Flavonoidi, Fitoestrogeni, Fitosteroli, Isotiocianati, Solfuri e Tioli contenuti in abbondanza negli alimenti di origine vegetale);
  • Vitamine (soprattutto vitamine C, D, E e del gruppo B utili nel trattamento dell'ipertensione arteriosa);
  • Minerali (come calcio, selenio, zinco, magnesio).

 

I cibi probiotici tra gli alimenti funzionali: scopri quali sono

 

Alimenti funzionali, alleati di

In Europa, nell'ultimo decennio, si è osservato un significativo aumento dell'interesse dei consumatori per il binomio alimentazione-salute. Infatti, le tendenze demografiche e i cambiamenti socio-economici hanno stimolato la produzione di alimenti con maggiori proprietà salutistiche.

Gli alimenti funzionali, migliorando una specifica funzione fisiologica al di là del loro ruolo nella crescita corporea e nello sviluppo, possono contribuire a:

  • rallentare l'invecchiamento cellulare (stress ossidativo) combattendo i radicali liberi. Richiede un soddisfacente introito di antiossidanti (polifenoli, carotenoidi, flavonoidi, vitamine) per bilanciare attività ossidante e sistemi di difesa;
  • rinforzare le difese immunitarie;
  • migliorare le funzioni intestinali (includendo  l’equilibrio della microflora, l’attività immunitaria, la biodisponibilità di nutrienti, la motilità del transito intestinale);
  • ridurre i fattori di rischio per le patologie a carico del sistema cardiovascolare mediante il controllo di colesterolemia e trigliceridemia.

Concludendo, i functional food possono davvero apportare benefici alla salute; è importante, però mantenere una prospettiva equilibrata ed essere consapevoli del fatto che essi non rappresentano una soluzione magica ai problemi di salute ma che possono essere un’integrazione, benefica e salutare, nell’ambito di una dieta complessivamente bilanciata e di uno stile di vita attivo.

 

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