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ALIMENTAZIONE BIOLOGICA

Agricoltura sinergica

L'agricoltura sinergica è un metodo di agricoltura ideato da Emilia Hazelip. Questa che osserva la natura e applica i principi per un agricoltura naturale ed ecologica. Scopriamola meglio.

>  Le origini dell'agricoltura sinergica

>  Le regole guida

>  Come si crea un orto sinergico

Agricoltura sinergica


Le origini dell'agricoltura sinergica

L'agricoltura sinergica è un metodo di coltivazione concepito e creato da Emilia Hazelip, agronoma spagnola che armonizzò i principi dell'agricoltura del non fare del microbiologo giapponese Fukuoka insieme ai concetti della permacultura e delle sue sperimentazioni personali in Francia e negli USA, adattando il tutto al clima mediterraneo.

Secondo la Hazelip, la Terra, come un vero e proprio essere vivente, deve la sua vitalità e fertilità a ciò che accade sotto la superficie del suolo, laddove l'insieme di microrganismi, batteri, funghi, lombrichi, residui organici e gli essudati rilasciati dalle radici, creano un ambiente in grado di autoregolarsi e accrescere la propria vitalità.

Sempre secondo la Hazelip, così come il terreno accresce le piante, a loro volta le piante stesse aiutano la fertilità del terreno attraverso le sostanze biochimiche rilasciate nelle interazioni tra pianta e piante, tra pianta e animali e, più in generale, tra pianta e ambiente.

 

Regole guida dell'agricoltura sinergica

I principi alla base dell'agricoltura sinergica si fondano sui quattro pilastri dell'agricoltura del non fare di Fukuoka.

1) Nessuna lavorazione del terreno: il suolo non si ara né si disturba se non al principio, durante la creazione dei bancali (aiuole). Ciò preserva la stratificazione del terreno (struttura tessutale) in modo da rispettare le attività di tutte le forme di vita presenti e garantirne la continuità. Il terreno è visto come un vero e proprio laboratorio biochimico, all'interno del quale avviene anche l'immagazzinamento di CO2, il non lavorare il terreno previene quindi che venga dispersa nell'atmosfera come in seguito ad ogni aratura, contribuendo all'effetto serra.

2) Non compattare il suolo: per garantire la fertilità del terreno è indispensabile la presenza di cunicoli per un riflusso areo. Lasciare le radici delle piante a fine ciclo e non disturbare il lavoro degli microrganismi e dei piccoli animali permette di creare gallerie porose che rendono più soffice il terreno e previene l'asfissia della vita presente nel sottosuolo e lo sviluppo di un ambiente anaerobico in superficie.

3) Nessuna concimazione chimica: la fertilità è data dalla copertura di origine organica del terreno, come avviene in natura in un sottobosco, dove le foglie distaccate ricoprono uno strato di materiale che si decompone fino allo stato chiamato humus. Utilizzare il metodo della pacciamatura permette di ricreare questo processo nei nostri orti: si recuperano materiali come paglia, foglie, corteccia, rametti eccetera, ponendone uno strato al di sopra del suolo. Ciò assicura anche un livello umidità e di temperatura stabili al terreno e alle piante; trattiene l'acqua e le sostanze nel terreno proteggendo dalle forti piogge e dall'essiccazione; inoltre regola e controlla la proliferazione delle erbe spontanee invasive.

4) Biodiversità: coltivare almeno tre famiglie botaniche, soprattutto mantenendo la presenza costante di liliacee (ottimi repellenti contro insetti nocivi e muffe e malattie fungine) e leguminose (azoto-fissatrici). Ovviamente la scelta delle piante si basa su principi di consociazione  e disposizione nello spazio. Incrementare il più possibile la biodiversità contribuisce allo sviluppo di un ecosistema che si autoregola attraverso numerose e varie sinergie tra gli esseri viventi; non a caso proprio da questo principio prende il nome l'intera metodologia agricola in questione: l'agricoltura sinergica.

 

Puoi approfondire quali sono le piante da coltivare in base al calendario della semina

Semina, quando farla

 

Creazione di un orto sinergico

Ecco i passi per la creazione di un bancale secondo il metodo dell'agricoltura sinergica:

  1. Progettazione: osservare lo spazio a disposizione e raccogliere i dati su esposizione, clima, venti, orientamento eccetera, e scegliere la forma delle aiuole rialzate (bancale).
  2. Preparazione dei bancali: smuovere il terreno (una prima ed unica volta) creando dei cumuli altri dai 20 ai 50 centimetri di altezza e larghi mediamente 120 centimetri e lunghi dai 5 ai 7 metri. Tra bancale e bancale servono dei camminamenti larghi almeno 50 centimetri.
  3. Irrigazione: l'irrigazione a goccia è considerata generalmente la migliore, per via del risparmio idrico e quindi di un minor impianto ambientale.
  4. Pacciamatura: coprire con materiale organico come descritto sopra l'intera superficie del bancale.
  5. Sostegni permanenti: impiantare dei sostegni di legno o metallo o materiali di recupero per permettere alle piante rampicanti di svilupparsi in altezza.
  6. Semine e trapianti: l'ultimo step è la messa a dimora delle piante. La posizione che la pianta occuperà sul bancale deriva da criteri propri dell'agricoltura sinergica, che guardano alle consociazioni e ai bisogni precipui della pianta in questione. La scelta delle piante da utilizzare non si limita ai soli ortaggi ma include anche piante aromatiche, fiori, erbe spontanee e officinali.

 

In Italia troviamo diversi corsi e formatori di agricoltura sinergica che insegnano e diffondono questo metodo di agricoltura. Quello direttamente collegato alla fondatrice è la libera scuola di agricoltura sinergica "Emilia Hazelip".

 

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