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DIABETE: UNA VERA E PROPRIA EPIDEMIA

I dati sul diabete che arrivano dalle fonti ufficiali mostrano un’incidenza sempre più elevata di malati in tutto in mondo.

A cura della Redazione di Scienzaeconoscenza.it

I dati pubblicati nel 2011 dalla International Diabetes Federation, nell’Atlante del diabete, parlano chiaro. Il diabete affligge, a oggi, 366 milioni di persone nel mondo e se non si farà nulla le stime indicano che, per il 2030, questo numero è destinato a raddoppiare, fino a raggiungere quota 700 milioni. Il 46% di tutti i malati rientra nella fascia di età compresa tra i 40 e i 59 anni e 78.000 sono invece i bambini che si ammalano ogni anno di diabete di tipo 1. Si stima che oltre 4,6 milioni di morti possano essere attribuite al diabete ogni anno. Ciò significa circa 12.600 morti al giorno o nove morti al minuto.

Il diabete, soprattutto quello di tipo 2, oggi interessa il 5,9% della popolazione adulta del mondo. Le regioni con l’incidenza più elevata sono il Mediterraneo orientale e il Medio Oriente, dove è affetto il 9,2% della popolazione adulta, e il Nord America (8,4%). I numeri più elevati, comunque, si trovano nelle zone del Pacifico occidentale, dove circa 67 milioni di persone hanno il diabete, seguite dall’Europa con 53 milioni.

 

Diabete e stile di vita

A preoccupare in particolar modo è l’aumento drammatico dell’incidenza di diabete riscontrato nei paesi a basso e medio reddito. Può sembrare strano che i paesi in via di sviluppo, spesso associati a condizioni socio-economiche disagiate, siano colpite da un’epidemia di diabete di tipo 2, malattia correlata al benessere e a stili di vita scorretti. Tutto ciò può essere spiegato dall’alto tasso di urbanizzazione di paesi come l’India, che si è adattata agli stili di vita dei paesi industrializzati, finendo per registrare malattie collegate proprio a queste nuove abitudini.

L’associazione tra dieta scorretta, obesità, mancanza di esercizio fisico e diabete è forte.

Dal punto di vista epidemiologico, il diabete mellito è stato associato allo stile di vita occidentale e non è comune in culture dove è diffusa una dieta indigena e tradizionale. Il diabete di tipo 2 pare avere la maggiore incidenza nelle culture indigene che hanno difese genetiche minime. Nel momento in cui le popolazioni abbandonano le loro diete locali per passare alle abitudini alimentari occidentali, l’incidenza del diabete aumenta e, a volte, raggiunge le stesse proporzioni che si registrano nelle società del benessere.

Nel 2007 i tre paesi con il maggior numero di diabetici erano l’India (40,9 milioni), la Cina (39,8 milioni) e gli Stati Uniti (19,2 milioni), seguiti dalla Russia (9,6 milioni) e dalla Germania (7,4 milioni).


Impatto economico

L’impatto economico stimato del diabete è considerevole e sta diventando un problema molto sentito nei paesi più poveri, dove i diabetici e le loro famiglie sostengono l’intero costo delle cure di cui hanno bisogno. In America Latina le famiglie pagano di tasca loro il 40-60% dei costi totali della malattia e in India le persone più povere spendono in media il 25% del loro reddito per ricevere cure private.

Poiché il diabete, nei paesi in via di sviluppo, sta aumentando più velocemente della crescita economica dei paesi stessi, saranno proprio queste nazioni a sentire maggiormente il peso di questo fardello.

A New York, metà degli studenti delle elementari è in soprappeso e circa uno su quattro è obeso (con oltre il 20% di soprappeso). Lo stato cerca di promuovere l’esercizio fisico, ma in città i budget delle scuole sono tali da prevederne poco. A questo si aggiunge che i bambini americani guardano circa 20.000 ore di spot pubblicitari che promuovono cibo spazzatura, molto del quale può essere comprato nei distributori automatici presenti nelle loro scuole.

Le persone con diabete hanno un rischio maggiore di sviluppare una serie di gravi problemi di salute. Livelli di glucosio nel sangue costantemente elevati possono portare a gravi malattie cardiovascolari, cecità, insufficienza renale, amputazione degli arti inferiori e problemi neurologici. Le persone con diabete hanno bisogno di un regolare monitoraggio delle complicanze. Il diabete è associato alle malattie respiratorie croniche, al cancro, ai problemi cardiovascolari e per questi motivi è diventato una vera e propria priorità della strategia globale per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili.

 

Fonte

Gabriel Cousens. “Curare il diabete in 21 giorni” Macro Edizioni.

 

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