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Eccesso di potassio: sintomi, cause, alimentazione

L'eccesso di potassio può dipendere da un cattivo funzionamento dei reni, e causa crampi o debolezza muscolare, squilibri di pressione, affaticamento e tachicardia. Scopriamo meglio come curarlo.

>  1. I sintomi dell'eccesso di potassio

>  2. Le cause

>  3. Eccesso di potassio e alimentazione

 

Gli squilibri di pressione sono tra i sintomi di un eccesso di potassio

Squilibri di pressione causate da eccesso di potassio

I sintomi dell’eccesso di potassio

Monitorare il livello di potassio (minerale K) nel corpo umano è indispensabile. Il potassio è un minerale che non deve mai mancare nella dieta quotidiana, ma ugualmente non deve mai essere in eccesso.

Il potassio in eccesso, anche definito come iperpotassemia o iperkaliemia, è infatti dannoso, soprattutto in casi di patologie che colpiscono le persone anziane, come ipertensione arteriosa e cardiopatia.

I sintomi legati all’eccesso di potassio nel sangue sono crampi o debolezza muscolare, a volte tremori, squilibri di pressione, affaticamento e astenia, tachicardia fino ad arresto del battito cardiaco, shock e morte.

 

Le cause dell’eccesso di potassio 

Una delle cause principali dell’aumento del potassio è legata a un disturbo fisico connesso alla funzionalità renale. I reni ammalati, che non filtrano e non adempiono pienamente al loro compito, non riescono a smaltire il potassio in eccesso, che si accumula e rischia di causare gravi danni alla salute. Insufficienza renale e squilibrio della pressione arteriosa sono due concause di iperpotassemia.

Altre motivazioni possono essere disidratazione, eccessivo apporto nella dieta, terapie con diuretici che impediscono o riducono l’escrezione del potassio, morbo di Addison, ipoaldosteronismo (ridotta secrezione dell'ormone chiamato aldosterone da parte del surrene), crisi emolitiche causate da malattie del sangue o da trasfusioni.

 

Eccesso di potassio e alimentazione

L’eccesso di potassio si può regolare anche osservando una corretta alimentazione. Per esempio, nei casi di iperpotassemia cronica, si possono programmare, con l’aiuto di un bravo medico, diete su misura, basandosi sul potassio contenuto negli alimenti.

Un programma alimentare in grado di eliminare il potassio in eccesso prevede anzitutto una riduzione di consumo di tè, caffè, cacao, frutta, verdura.

Nello specifico, per ridurre l’assunzione del minerale K, vanno evitati anche alimenti quali: frutta secca, come datteri, prugne, uvetta o albicocche; arachidi, olive, pinoli, mandorle; frutta, come banana, kiwi, avocado, ciliegie, pesche, albicocche.

Si dovrebbe ugualmente limitare il consumo di verdure quali barbabietole, pomodori maturi, carciofi, cavoli, finocchi, indivia, lattuga, rucola, spinaci; limitare il consumo di legumi secchi, come ceci, lenticchie, fave, piselli e fagioli; salse come ketchup, salsa di soja, vino, birra. Dire no anche alle patate, all’aglio, al lievito di birra, al riso integrale.

Importante è non abbinare tra loro alimenti che contengono molto potassio: se si mangia la pasta e fagioli, per esempio, bisognerebbe evitare poi il contorno, almeno non assumere i pomodori, che ne contengono quantità elevate.

Quindi no anche al sugo o alla salsa di pomodoro, da assumere con moderazione. Fare attività fisica in questo caso è davvero benefico.

 

Quali sono le conseguenze della carenza di potassio

 

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