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OMEOPATIA E DISTURBI

Gotta e omeopatia

A cura del Dott. Francesco Candeloro

 

La gotta è una malattia che colpisce le articolazioni e dipende da elevati livello di acido urico. Scopriamo i rimedi omeopatici per curarla.

Gotta

 

Cause e sintomi della gotta

La gotta è la conseguenza di elevati livelli di acido urico nel sangue. Si tratta di un’affezione, inizialmente spesso limitata a una o poche articolazioni, in cui si produce un’artrite, cosiddetta chimica, che un tempo veniva considerata la conseguenza di libagioni abbondanti in ceti sociali decisamente agiati, ma che poi si è visto avere una componete genetica predominante, in cui lo stile di vita ha un’incidenza marginale.

La gotta è di quasi esclusivo appannaggio del sesso maschile, ed esordisce tra i 30 e i 50 anni di età in media. Come valori ancora tollerabili di acido urico nel sangue – un prodotto del metabolismo proteico – si considerano 7 mg/dl nell’uomo e 6,5 mg/dl nella donna. Per valori uguali o superiori a 9 mg/dl il rischio di un attacco gottoso è estremamente elevato, e per questo – per la prevenzione degli attacchi – è necessario ricorrere a opportune terapie farmacologiche e comportamentali.

La gotta è la conseguenza di una predisposizione genetica, pertanto, su cui si determina o un eccessivo introito di alcuni alimenti, come cacciagione, prodotti in scatola, e alcolici, nonché dell’uso ripetuto di alcuni farmaci di uso tradizionale (aspirina e diuretici), oppure di una ridotta escrezione urinaria di acido urico spesso legata a cause intercorrenti di alterata funzionalità renale.

Il paziente colpito da gotta presenta una tipica artrite monoarticolare, spesso intensamente dolorosa e associata a gonfiore, rossore e calore della parte.

Gli episodi dolorosi interessano in particolare le articolazioni di mani e piedi e, in circa il 90% dei casi, quella dell'alluce. Nelle forme croniche possono comparire dei noduli di grandezza variabile detti tofiA livello renale la gotta facilita la formazione di calcoli, fino a comprometterne, in uno stadio avanzato, l'intera funzionalità.

Nella terapia tradizionale ci sono cure, questa volta differenti, sia degli stati acuti - che utilizzano alcuni comuni antidolorifici del gruppo dei FANS, fatta eccezione l’aspirina ovviamente - sia delle complicazioni croniche, che invece si basano sull’utilizzo di farmaci (allopurinolo) che interferiscono col metabolismo dell’acido urico. Ovviamente consigli dietetici di esclusione di alcuni cibi, così come dell’alcool, nonché di riduzione del peso corporeo, si accosteranno sempre alle terapie suddette. 

 

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Rimedi omeopatici contro la gotta

In questa sezione ci soffermeremo a descrivere l’utilizzo di quei rimedi omeopatici più spesso indicati nell’attacco acuto di gotta - che è, essenzialmente, come abbiamo già detto, un’artrite monoarticolare caratterizzata dalla precipitazione in essa di sali di acido urico sottoforma di cristalli - rimedi che se ben utilizzati, sono sempre assolutamente privi di effetti secondari.  

Ovviamente anche per questa affezione, così come per tutte quelle ad andamento cronico-recidivante, il riscontro di un rimedio – o meglio una sequenza di rimedi omeopatici – capaci di agire in profondità sull’organismo, e più precisamente su quella componete infinitesimale che ne regola il buon funzionamento, sarà fondamentale alla prevenzione del ripetersi degli attacchi e delle complicazioni della malattia, ma, sempre in un’ottica di personalizzazione delle cure, necessiterà di una visita preliminare ed estesa a tutti gli organi e apparati, compresa ovviamente la sfera mentale della persona che tanto ruolo ha nella differenziazione delle cure.

Nella fase acuta iniziale, dunque, dove prevarranno decisamente i caratteri dell’infiammazione in fase più florida, utilissimo sarà Belladonna: rossore, tumefazione, calore che proviene dalla parte colpita e dolore spesso battente e pulsante, saranno sempre fondamentali alla sua prescrizione, in qualsiasi tipo di infiammazione acuta.

Se l’affezione si viene invece a determinare lentamente, producendo anche una certa quota di versamento, e obbligando il paziente all’immobilità assoluta, fino alla necessità di comprimere la parte, il rimedio indicato sarà Bryonia, mentre all’opposto, in coloro che non sopportano neanche il più semplice contatto della parte colpita, e presentano un’articolazione dolente ma essenzialmente pallida, preferiremo Ledum Palustre.

Infine in chi presenta dolore bruciante della parte, migliorato da applicazioni fredde, e insorto repentemente, che si associa ad un colorito per lo più roseo dell’articolazione colpita, utilissimo sarà Apis.

Ovviamente sarà oltremodo importante individuare la situazione scatenante all’origine dell’attacco, per cui in traumatismi o sforzi eccessivi della parte colpita, penseremo a Arnica o Rhus tox, mentre in quegli attacchi preceduti da abbondanti libagioni, innaffiate anche da bevande alcoliche in eccesso, ancora una volta indicato sarà certamente Nux Vomica.

 

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