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Cibi nervini, quali sono e a cosa servono

A cura di Cinzia Zedda, Naturopata Iridologa


Il cacao e il caffè, come molti altri cibi e sostanze, appartengono alla categoria dei cibi “nervini”. Si parla tanto di cibi nervini sopratutto se associato a regimi dietetici. Vediamo perché destano tanta curiosità e perché sono utili nella faticosa conquista del “peso forma”. 

>  Cosa sono i cibi nervini

>  Come agiscono

>  Chi deve evitare l’assunzione dei cibi nervini

>  Elenco dei cibi e delle sostanze nervine

 

La noce di cola tra i cibi nervini

La noce di cola tra i cibi nervini

 

Cosa sono i cibi nervini 

I cibi nervini sono generalmente sostanze di derivazione vegetale e denominate nervine perché esplicano la loro azione stimolando il sistema nervoso centrale e quello periferico. La sensazione che ne consegue è uno stato di benessere e un aumento della resistenza alla fatica.

Queste sostanze attive sono: la caffeina, la teobromina, l’efedrina, la teina, la sinefrina e la iombina.

Le  azioni sopraelencate le possiamo notare se beviamo una tazzina di buon caffè quando siamo stanchi e abbiamo bisogno di un “tirami su”. Fin qui non c’è nulla di male ma la questione controversa è che una costante e regolare assunzione di questi cibi ad azione “nervina” può produrre uno stato di assuefazione e nervosismo.

Non solo, nel caso del caffè se si supera un certo numero di tazze al giorno, verrà meno l’effetto tonico/ stimolante sull’organismo perché quest’ultimo ormai si è  abituato alla razione giornaliera di caffeina. Siamo di fronte a un possibile effetto paradosso. Se prendiamo il caffè per restare svegli e vincere la fatica ad un certo punto l’effetto sarà quello di una tisana rilassante.

 

Come agiscono

Che cos’è che produce l’effetto tonico stimolante in questi cibi? Nel caso del cacao e del caffè sono gli alcaloidi, sostanze attive di cui la caffeina e la teobromina per quanto riguarda invece il cacao. I cibi nervini, a parte qualche raro caso come per il cacao, non contengono calorie nè elementi nutritivi indispensabili per il sostentamento dell’organismo. Il più delle volte sono irritativi e hanno un’azione astringente mettendo a dura prova la regolarità dell’intestino infiammandolo e anche a carico il fegato di tossine e di super lavoro.

L’azione della caffeina trova un riscontro maggiore sul sistema nervoso centrale. Falsa è la credenza che aiuti la digestione. Proprio perché la caffeina stimola il sistema nervoso, bere una tazzina di caffè dopo il pranzo in realtà produce una falsa sensazione di svuotamento gastrico peggiorando di fatto la digestione. È infatti  tipico e nauseabondo il fiato dei grandi bevitori di caffè. Segno di un problema sul fegato e sull’intestino causato dall’assunzione di troppe tazzine di caffè.

La teofillina (the) invece ha un’azione  incentrata più sulla funzionalità cardiaca e favorisce l’eliminazioni di liquidi (effetto drenante) utile in caso di gonfiori e ritenzione. La teobromina (cacao) agisce stimolando entrambe le funzioni.

Ovvia è la sensibilità individuale verso le sostanze nervine che possono essere differenti. Vi sono infatti persone che denunciano episodi di tachicardia bevendo anche un solo sorso di caffè o assaggiando un solo quadretto di cioccolato.

I cibi nervini sono utilizzati nelle diete per l’effetto stimolante sul metabolismo attraverso la termogenesi. Attraverso questa funzione si velocizza il processo di combustione dei grassi che vengono così “bruciati” più in fretta rispetto al normale processo metabolico. In questo modo l’organismo  aumenta il suo lavoro producendo più consumo di energia. Questo attiva il degradamento dei grassi (lipidi) con la naturale perdita ponderale del peso.

Come possiamo intuire l’uso prolungato o l’abuso in quantità di tali sostanze può dar luogo ai seguenti fenomeni:

  • tremori e tachicardia,
  • osteoporosi (queste sostanze chelano infatti numerosi minerali fra cui il calcio a danno dello scheletro),
  • modificazioni dei valori pressori verso l’alto.

Si sottovaluta spesso l’aspetto della dipendenza e assuefazione specie nei confronti del cacao (cioccolato) che può diventare anche “patologica”.

 

Puoi approfondire le proprietà del caffè, uno dei cibi nervini più utilizzato

Caffè tra i cibi nervini

 

Chi deve evitare l’assunzione dei cibi nervini

L’assunzione di cibi stimolanti è controindicata in caso si sia soggetti a tachicardia o vi siano comunque dei problemi cardiocircolatori in essere. Anche chi è tendente al nervosismo deve limitare il consumo di questi cibi.

Le persone che soffrono di emicranie, disturbi digestivi, stitichezza o colite, steatosi devono astenersi dal loro utilizzo che eventualmente potrà essere sporadico e saltuario. Se ne astengano gli ipertesi o chi soffre di sbalzi pressori improvvisi.

 

Elenco dei cibi e delle sostanze nervine

  • Il cacao lo conosciamo tutti e non ha bisogno di presentazioni. Stimola fortemente i sensi, può creare dipendenza. Con il cacao si realizzano vari tipi di cioccolato ma i veri estimatori lo mangiano puro al 99%. Spesso è il rifugio per chi soffre di pene d’amore e funziona meglio sotto questo profilo di un farmaco!
  • La cola contiene alcaloidi e tannini, regala energia e aumenta la resistenza alla fatica. Indicata quindi per gli sportivi o come ricostituente dopo una malattia. Può essere indicata nei regimi dietetici e nei casi di ritenzione per l’effetto blandamente diuretico. In caso di affaticamento mentale la cola può aiutare a potenziare le prestazioni mnemoniche. Si astengano coloro che soffrono di pressione alta  e di quelle patologie a carico del cuore.
  • Il the (Teofillina). Esistono molte varietà di the alcune delle quali posseggono virtù e qualità importanti per il nostro organismo. Se ne parliamo  in modo più generalizzato dobbiamo fare attenzione se soffriamo di stitichezza o di fragilità ossea. Il the infatti se di scarsa qualità ha un effetto demineralizzante nei confronti del nostro patrimonio osseo. Diversamente possiamo riscontrare delle attività diuretiche e antiossidanti. Molto conosciuto per queste proprietà è il the verde.
  • Il guaranà (Paulinia capuana) è particolarmente ricca in caffeina. Coloro che abbandonano la tazzina di caffè a favore del più” innocuo” guaranà, se hanno una spiccata sensibilità verso la caffeina, devono rivedere la loro scelta. Per la sua concentrazione di caffeina spicca una forte attività a livello nervoso, favorisce la concentrazione  e aumenta la resistenza agli sforzi fisici che intellettuali. È astringente e antidiarroico. Purtroppo le controindicazioni sono molte. Causa tremori, agitazione e irregolarità del ritmo cardiaco. Può creare ansia e sviluppare disturbi del sonno. Non si sottovaluti l’effetto sullo stomaco (ulcere, bruciori e reflusso).
  • La noce moscata è una spezia e può essere considerata a tutti gli effetti un cibi nervino. L’elemicina e  la miristicina sono due sostanze in essa contenute ad effetto stimolante sul cervello. Per questo motivo il suo impiego trova  ampio campo nella cura di patologie quali l’Alheimer. Ha altre numerose buone qualità ma una sola grande controindicazione; la tossicità. Si pensi che solo cinque grammi di noce moscata possono creare seri problemi di avvelenamento. Un dosaggio superiore può dare luogo a allucinazioni, disturbi come eccessiva sonnolenza fino alla morte. Se lo tenete in casa quindi riponetela in un luogo sicuro lontano dalla portata dei bambini o di animali.

 

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