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Carenza di selenio: i sintomi, le cause e l'alimentazione

La carenza di selenio è una patologia molto rara, spesso connessa all'ipotiroidismo, che può dipendere anche dal sovrappeso o dal metabolismo rallentato. Scopriamo meglio come curarla.

>  I sintomi della carenza di selenio

>  Le cause

>  Come integrare la carenza di selenio con l'alimentazione

 

Noci del brasile, importante fonte di selenio

Noci del brasile, fonte di selenio

 

I sintomi della carenza di selenio

Varie sintomatologie sono associate a una carenza di selenio, più o meno gravi. Si deve precisare però che al giorno d'oggi è improbabile riscontrare un'insufficienza del minerale nell'organismo, se non come concausa di particolari tipologie o di estrema povertà del suolo.

Una carenza di selenio può comportare la tendenza al sovrappeso, spesso connessa a ipotiroidismo, una disfunzione della tiroide che ne provoca il rallentamento del metabolismo. Il selenio, infatti, aiuta l’organismo ad assimilare lo iodio, necessario per far lavorare questa ghiandola e, quindi, il metabolismo.

In casi più gravi si hanno sintomatologie come la malattia di Keshan, il morbo di Keshan-Beck (disturbi tipici di zone in cui il suolo è povero di selenio), il gozzo endemico, sofferenza epatica e muscolare, depressione dell’attività microbicida dei neutrofili, patologie cardiovascolari, cretinismo endemico, tiroidite di Hashimoto.

 

Le cause della carenza di selenio

Nelle persone sane la carenza di selenio è un fattore abbastanza raro, anche se può verificarsi in soggetti la cui funzione intestinale ha subito gravi danni, in persone di età avanzata (oltre i 90 anni), e nelle popolazioni le cui risorse alimentari derivano da fonti agricole ottenute da terreni poveri di selenio o inquinati, come per esempio la Cina.

Anche se la Nuova Zelanda ha bassi livelli di selenio nel suolo, sembra che effetti negativi sulla salute non siano stati rilevati. Una carenza di selenio può presentarsi anche a seguito di forti stress, come l'esposizione chimica o lo stress ossidante incrementato anche a causa di carenza di vitamina E.

 

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Carenza di selenio e alimentazione

Il selenio è presente in molti alimenti; fra quelli che ne sono più ricchi vi sono i pesci e i molluschi, le noci del Brasile, i cereali (frumento, cereali integrali, germe di grano), le uova, il lievito di birra, i broccoli, i cavoli, i cetrioli, i ravanelli, l’aglio e la cipolla. Il contenuto di selenio nei prodotti ricavati dalla terra dipende ovviamente dalla presenza di selenio nel suolo che, anche quando è ottimale, può essere assorbita non efficacemente dalle piante nel caso i terreni vengano trattati con fertilizzanti contenenti zolfo.

Il selenio può essere assunto mediante integratori naturali alimentari o fitoterapici.

È contenuto in tessuti non grassi, in particolar modo nei tessuti di milza, fegato, reni e cuore. L’eliminazione del selenio viene fatta per via urinaria e per via polmonare. Un’eventuale presenza di selenio nelle feci indica un basso assorbimento di questa sostanza.

 

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