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SONNO

Sonno REM

Il sonno è contraddistinto da due macro-fasi, quella NonREM e quella REM. Il sonno NonREM inizia con un primo stadio di assopimento, si protrae fino a quello di sonno profondo e riemerge a un livello di addormentamento che introduce al sonno REM. Scopriamo meglio la fase REM del sonno.

>  1. Rapid Eye Movement

>  2. Fisiologia del Sonno Rem

>  3. Funzioni del Sonno Rem

>  4. Il sogno

>  5. Sonno Polifasico

Sonno

 

Rapid Eye Movement

Mediamente la fase NonREM occupa il 75-80% del sonno, mentre il restante 20-25% del tempo è destinato a quella REM. Nel corso del sonno le fasi REM incrementano la loro durata: il primo ciclo dura da 1 a 7 minuti, quelli successivi da un minimo di 20 a più di 40 minuti e si ripetono per circa 4 o 5 volte.

La definizione R.E.M. si deve a Eugene  Aserinsky e Nathaniel Kleitman che nel 1953, nel corso dei loro studi, notarono rapidi movimenti oculari durante il sonno e attraverso un poligrafo registrarono le onde cerebrali manifestate in quella condizione.

Dieci anni dopo lo stesso Kleitman, insieme a William Dement, introdusse la distinzione tra fase NonREM e fase REM e il concetto di architettura del sonno.

 

Fisiologia del Sonno Rem

Movimento Rapido degli Occhi, sia in orizzontale sia in verticale in modo sincronico e concorde. Questa è solo una delle caratteristiche che connotano questa fase del sonno, altrimenti detto Sonno Paradosso.

Pur dormendo infatti, vi è una sollecitazione corticale che “agita” il sistema vegetativo: la respirazione si velocizza, il consumo di ossigeno da parte del cervello aumenta, il battito cardiaco oscilla tra bradicardia e tachicardia, il tono arteriolare periferico presenta brevi episodi di vasocostrizione, a volte con tumescenze dei genitali, mentre la temperatura corporea si abbassa, il tono muscolare è lasso e completamente soggetto alla forza di gravità, come paralizzato.

L’attività cerebrale è caratterizzata da onde di frequenza Theta intervallate da rapidi scambi Alpha e Beta, in modo desincronizzato, ovvero con un’alternanza casuale. Il sistema ortosimpatico, che favorisce l’eccitazione e l’attività fisica, prevale su quello parasimpatico, che al contrario stimola il rilassamento, il riposo e l’immagazzinamento di energia.

 

Funzioni del Sonno REM

• Rispetto al sonno NREM, definito anche sonno lento, che risulta essere funzionale al ristoro dell'organismo, il sonno REM contribuisce al riposo e alla rigenerazione del cervello. Il Sistema Nervoso Centrale matura e in questa fase la memoria, in particolare quella procedurale, attiva un processo di recupero e fissazione delle informazioni immagazzinate.

• Se il sonno REM favorisce questa riattivazione cerebrale, allora potrebbe anche contribuire alla sviluppo ontogenetico del cervello stesso. Infatti nei bambini la quota di REM è di molto superiore rispetto ad un soggetto adulto. Si pensi infatti che occupa circa il 50% dell’intero sonno, per poi ridursi al 20-25% in età adulta. E’ interessante notare che nell’analisi dell’ontogenesi del sonno, con l’avanzare degli anni i quattro stadi NREM subiscono alterazioni quantitative, con una maggiore penalizzazione del terzo e quarto stadio (sonno profondo), mentre la percentuale di sonno REM si mantiene pressoché costante.

Nella fase REM si sogna!!! Forse il sogno potrebbe rappresentare una sorta di andito di decompressione in cui vengono sfogate tensioni, pulsioni, frustrazioni accumulate nella fase di veglia ed essere così considerato un mezzo di riprogrammazione del cervello!

 

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Il Sogno

Nella fase REM l’attività onirica è alla sua massima espressione, perché l’attività corticale è molto elevata e desincronizzata.

La definizione che ne danno gli psicofisiologi, in base al loro approccio specifico, è molto interessante - “sogno: un’esperienza mentale nel sonno con carattere di alienità, maggiore o minore nitidezza percettiva, contraddistinta da allucinazioni e frequente partecipazione personale ed emozionale del sognatore alla scena sognata” (Bosinelli-Franzini, Psicofisiologia del Sonno, 1986).

Quindi è una attività mentale, partecipata emotivamente, con gradi di percezione più o meno accentuati. Questo spiega il fatto che generalmente i contenuti dei sogni REM vengono ricordati. Da questa fase ci si risveglia piuttosto rapidamente, le percezioni sensoriali sono subito attivate e la mente è lucida.

Tale lucidità a volte si estende anche ai sogni stessi, sono i cosiddetti lucid dreams, durante i quali il sognatore è consapevole di essere impegnato in un’attività onirica e ne controlla i contenuti.

 

Sonno Polifasico

Come sopra descritto la fase REM è quella deputata all’apprendimento e alla rigenerazione cerebrale. Secondo alcune teorie, il sonno REM sarebbe l’unico vero sonno indispensabile alla sopravvivenza, mentre il sonno Non REM potrebbe essere ridotto notevolmente senza alcuna conseguenza.

Questa convinzione sta alla base della tecnica del Sonno Polifasico. La fase REM dura in totale circa due ore: poiché il cervello dedica mediamente 20 minuti alla volta per rigenerarsi, in base a questa teoria bisognerebbe frammentare il sonno in brevi sonnellini REM di tale durata, alla scadenza dei quali ci si deve svegliare.

Esistono tre metodologie, una di più semplice fruizione, detta Sonno Bifasico, che riduce il sonno totale a 5 ore e mezza da articolare in due fasi asincrone, e due molto più rigide, quella Everyman  che prevede 3 ore notturne di sonno e 3 sonnellini diurni della durata di 30 minuti ciascuno,e infine quella Uberman che prevede solo due ore di sonno, suddivise in sonnellini di venti minuti, sei volte al giorno!

 

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