Stomatite, cause, sintomi e trattamento

La stomatite è un'infiammazione alla bocca piuttosto comune, soprattutto tra i bambini, e può essere correlata a disturbi di vario tipo. Vediamo come riconoscerla e come curarla.

stomatite

Credit foto
©lzflzf/123rf.com

 

Cos'è la stomatite

La stomatite è una condizione medica caratterizzata dall'infiammazione della mucosa della bocca e delle labbra. Può essere causata da diverse ragioni, tra cui infezioni virali, batteriche o fungine, nonché da irritazioni chimiche o lesioni fisiche. Può risultare fastidiosa o anche molto dolorosa, perché causa arrossamento, gonfiore e la formazione di ulcere orali (chiamate afte).

 

Le sedi coinvolte

Tale infiammazione colpisce soprattutto le mucose orali, cioè il palato e la parte interna di labbra e guance. Ma si può avere la stomatite anche su lingua, gengive, labbra o faringe (cioè la parte posteriore della gola). 

 

Le cause della stomatite

Perché viene la stomatite? La domanda in realtà ha più di una risposta, perché esistono diversi tipi di stomatite, ciascuno con cause e sintomi peculiari:

  • Stomatite erpetica: si chiama così perché è causata dall’herpes virus. Colpisce soprattutto i bambini: di solito inizia con la febbre, anche piuttosto alta, seguita dalla formazione di piccole vescicole piene di siero che si rompono lasciando esposte le ulcere. Questo è l’unico caso in cui la stomatite è contagiosa.
  • Stomatite aftosa o ulcerosa: è la forma più comune e, come suggerisce il nome, si caratterizza per la presenza di piccole ulcere (afte) sulle mucose di labbra, guance, lingua o faringe. Tende a riacutizzarsi in condizioni di stress e indebolimento del sistema immunitario.
  • Stomatite da contatto: si verifica a seguito di una reazione allergica o irritativa a sostanze chimiche presenti in dentifrici, collutori o altri prodotti per l'igiene orale.
  • Stomatite da candida: è causata dal fungo Candida albicans e può verificarsi in persone con un sistema immunitario indebolito, anche per via della contemporanea assunzione di antibiotici (in tal caso si parla anche di stomatite da antibiotici).
  • Stomatite da carenza vitaminica: può insorgere a causa di una carenza di vitamina B12 o acido folico.
  • Stomatite da nicotina: è causata dal fumo di sigaretta ed è una dolorosa infiammazione dei tessuti del cavo orale. 
  • Stomatite catarrale: è un arrossamento della mucosa orale, con gonfiore e salivazione aumentata.
  • Stomatite angolare: detta anche cheilite angolare o boccarola: è una piccola lesione, un’abrasione o una screpolatura che coinvolge uno o entrambi gli angoli della bocca e, oltre al fastidio, può risultare sgradevole a livello estetico. Può avere diverse cause, tra cui alcune carenze vitaminiche, il freddo, infezioni fungine (da Candida, soprattutto) oppure un ambiente costantemente umido.  

 

I sintomi

Vediamo ora quali sono i sintomi della stomatite, ricordando come essi varino a seconda della tipologia e della localizzazione:

  • arrossamento e gonfiore della mucosa orale;
  • piccole ulcere nella bocca o sulla lingua, dette afte;
  • vescicole piene di liquido all’interno della bocca;
  • lesioni dovute alla rottura delle vescicole stesse;
  • fastidio o dolore;
  • bruciore, soprattutto quando si ingeriscono cibi e bevande;
  • una maggiore sensibilità al contatto;
  • perdita di appetito, proprio a causa di questo disagio;
  • linfonodi ingrossati;
  • se la stomatite è particolarmente intensa o di origine virale, anche febbre, stanchezza e mal di testa. 

 

Disturbi associati 

La stomatite può essere correlata a disturbi di vario tipo

  • infezioni virali, per esempio da herpes simplex, o batteriche;
  • carenze di alcuni nutrienti, come la vitamina B12, l’acido folico o alcuni minerali (esse possono essere dovute a loro volta a un’alimentazione non equilibrata oppure a problemi di malassorbimento);
  • malattie gastrointestinali, come morbo di Crohn o colite ulcerosa;
  • reazioni allergiche;
  • indebolimento del sistema immunitario, dovuto a malattie come l’AIDS o all’assunzione di farmaci immunosoppressori;
  • alcune malattie autoimmuni, nelle quali il sistema immunitario si scaglia erroneamente contro l’organismo;
  • stress, ansia e altri fattori di tipo psicologico;
  • effetti collaterali di alcuni farmaci.

 

I fattori di rischio

Da tutte le casistiche fin qui descritte, appare evidente come certe condizioni espongano al rischio di stomatite:

  • infezioni virali, batteriche o fungine;
  • carenze nutrizionali;
  • compromissione del sistema immunitario;
  • ansia e stress;
  • allergie; 
  • malattie autoimmuni;
  • problemi di tipo gastrointestinale;
  • età, perché i bambini sono più vulnerabili alla stomatite aftosa;  
  • uso di alcuni farmaci;
  • fumo di sigaretta.

 

Quanto dura la stomatite

La stomatite è una di quelle condizioni che, soprattutto se trascurata, può trascinarsi a lungo e risultare quindi piuttosto fastidiosa. La durata però varia a seconda della causa e del trattamento scelto:

  • Stomatite aftosa: le ulcere tendono a guarire da sole ma, soprattutto se sono recidivanti, necessitano di una terapia ad hoc.
  • Stomatite erpetica: di norma le vescicole si rompono nell’arco di una settimana, dopodiché si forma una crosta che richiede altro tempo per guarire.
  • Stomatite da contatto: migliora rapidamente non appena si elimina la causa della reazione allergica.
  • Stomatite da candida: la guarigione può richiedere qualche giorno o diverse settimane, anche sulla base della terapia scelta.
  • Stomatite da carenza vitaminica: perché guarisca bisogna correggere la dieta (o assumere i supplementi) per un tempo sufficiente a ripristinare i corretti livelli di vitamine e minerali.

Se la stomatite è associata ad altre malattie o all’assunzione di farmaci, i tempi di guarigione diventano più lunghi e si può intervenire semmai per alleviare il dolore.

 

Stomatite nei bambini 

I bambini sono più vulnerabili alla stomatite rispetto agli adulti? Se sì, perché? Lo abbiamo chiesto al professor Riccardo Longhi, coordinatore del Servizio di Pediatria del CDI (Centro Diagnostico Italiano).

 

“Sono più vulnerabili perché i bambini, soprattutto piccoli, si mettono tutto in bocca: la contaminazione quindi è più facile”, risponde. “Bisogna però ricordare che le forme più frequenti, le stomatiti aftose ricorrenti, non sono di origine virale e dunque non sono trasmissibili da bambino a bambino”. 

 

“Le cause esatte non si conoscono ancora. Ci sono più concause, tra cui i traumatismi in bocca: i bambini con disturbo dello spettro autistico ne soffrono molto perché si mordicchiano le guance. Ci possono essere anche delle forme congenite: se i due genitori hanno una storia di afte, è quasi certo che ce la avrà anche il bambino”, continua il professor Longhi. “Poi ci sono le alterazioni ormonali e della risposta immunitaria; insomma, le possibili cause sono davvero tante, quelle che ho citato fin qui sono le più frequenti e banali”.

 

“Infine, esistono vere e proprie malattie di cui la stomatite aftosa è solo un epifenomeno: per esempio le malattie croniche intestinali, celiachia, infezioni da streptococco e Helicobacter pylori, citomegalovirus e altre infezioni virali”.

 

Quando rivolgersi al medico

“È opportuno andare dal medico quando la situazione non è molto chiara, quando le infezioni sono molto frequenti (più di due o tre all’anno) oppure quando sono particolarmente rilevanti, con un peggioramento delle condizioni generali del paziente”, sottolinea il professor Riccardo Longhi. 

 

“Le afte sono di tre tipi: minori, maggiori ed erpetiformi. Le afte minori sono le più comuni, sono lesioni piccole (di diametro inferiore al centimetro) e scompaiono nell’arco di una decina di giorni. Le forme maggiori sono più grandi di un cm, associate spesso a febbre e a uno scadimento delle condizioni generali. La stomatite erpetica di norma si accompagna a febbre alta o altri sintomi che non compaiono nelle altre forme di stomatite”.

 

Ma come si svolge la visita? “Di norma non sono necessari altri approfondimenti: se la forma non fa parte di una più ampia manifestazione clinica, per esempio una malattia cronica intestinale, di solito la clinica e l’anamnesi sono sufficienti”, risponde il professor Longhi. “Le lesioni sono abbastanza caratteristiche, biancastre, ovali e tondeggianti, con margini netti e delimitati, e danno un dolore intenso”.

 

Il trattamento

Vediamo ora come si cura la stomatite. “Ci sono tantissimi farmaci. Sono tutti prodotti da banco e si basano su tre tipi di intervento:

  • sostanze ad azione antidolorifica;
  • antinfiammatori;
  • sostanze ad azione emolliente che ammorbidiscono le mucose e facilitano la guarigione.

Nelle forme più complesse, il medico può prescrivere anche dei cortisonici”.

 

“Se il bambino non è ancora in grado di usare un collutorio si possono utilizzare gel e spray orali. Se il paziente porta un apparecchio ortodontico di misure non perfette, il metallo può, a contatto continuo con la guancia, provocare la formazione di afte”, conclude il professor Longhi.

 

I rimedi naturali

È possibile alleviare la sintomatologia e accelerare il recupero attraverso i rimedi naturali per la stomatite. Una buona idea per esempio è quella di fare sciacqui più volte al giorno con limone, acqua e bicarbonato di sodio, oppure con un infuso tiepido di acqua e salvia

 

Anche l’acido tannico contenuto nel tè nero ha un effetto positivo: basta lasciare in infusione una bustina e, quando ormai è tiepida, appoggiarla sull’area dolente. 

 

Le vitamine del gruppo B e la vitamina C, infine, sono preziose per la loro azione antiossidante e immunostimolante. Un’alimentazione equilibrata fornisce da sola l’apporto che serve; in presenza di carenze accertate, si può ricorrere all’integrazione. 

 

Tra le buone abitudini se si soffre di stomatite (ma non solo!) c’è quella di curare in modo meticoloso l’igiene orale, ricordandosi anche il filo interdentale, e di astenersi dal fumo.