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SONNO

Ore di sonno

Quanto bisognerebbe dormire? La domanda così posta ne apre altre. Quanto è sufficiente dormire? Quanto bisognerebbe dormire per star bene? Quanto dovrebbe durare un sonno naturale? Scopriamo tutte le risposte a questi interrogativi.

>  1. Quantità di sonno

>  2. Ontogenesi del sonno

>  3. Ore di Sonno dello “Psicotipo”

>  4. La qualità del sonno

Quante ore di sonno

 

Quantità di sonno

Importanti studi e ricerche delle università americane arrivano in nostro soccorso per spiegare quante ore di sonno sono necessarie all'organismo umano per mantenersi in salute. Secondo la University of Pittsburgh School of Medicine and Western Psychiatric Institute and Clinic la durata del sonno deve essere di otto ore. Al di sotto di questa soglia possono insorgere patologie anche gravi.

Il sistema immunitario si indebolisce e insorgono più facilmente malattie virali, raffreddori, mal di gola. Sempre secondo questa ricerca la deprivazione delle ore di sonno a lungo andare incide sul funzionamento dei reni e dei polmoni, possono insorgere attacchi cardiaci e ictus.

Anche il metabolismo subisce sbalzi con il rischio di ingrassare perché alcuni ormoni non vengono più rilasciati;  il diabete è dietro l’angolo poiché la sintesi degli zuccheri viene modificata.

Alcuni studi giapponesi addirittura hanno dimostrato che un sonno inferiore a sei ore ha manifestato un’aumentata incidenza di tumore al seno. Insomma una catastrofe! Bisogna dormire e dormire bene!

 

Ontogenesi del sonno

Al di là di questi campanelli di allarme, vero è che il quantitativo di ore deputate al sonno sono inscritte in una griglia di valutazione che tiene conto di alcuni parametri standard, quali l’età degli individui in primis e gli aspetti caratteriali in seconda istanza. 

Un proverbio recita “le ore di sonno devon essere: cinque al viandante, sei al mercante, sette allo studente e otto all'altra gente”. Come sempre la saggezza popolare corre in aiuto alla comprensione laddove i risultati di certe ricerche standardizzano le prescrizioni e le decontestualizzano. Non tutti gli esseri umani necessitano di dormire otto ore al giorno e una quota inferiore non porta necessariamente a malattia.

Il sonno però è indispensabile per tutti ed è funzionale alla rigenerazione fisica (Sonno NREM) e cerebrale (Sonno REM). Da un punto di vista quantitativo il fabbisogno di ore di sonno è inversamente proporzionale all’aumento dell’età. Più si invecchia e meno si ha bisogno di dormire.

Si pensi che un bambino fino a due anni necessita di 12,5 ore di sonno, dai tre ai cinque anni 11 ore, dai sei ai nove anni 10 ore e 20 minuti, dai dieci ai tredici anni 10 ore, dai quattordici ai diciannove anni 8 ore e 20 minuti, dai venti ai venticinque anni 8 ore. Fino a trent’anni sono sufficienti 7 ore e 20 minuti, fino a quarantacinque 7 ore, fino a cinquant’anni 6 ore e 20 minuti e oltre i cinquanta bastano 6 ore di sonno totale. Molte persone anziane frazionano il dormire anche in brevi riposini diurni, diminuendo ulteriormente il fabbisogno di sonno notturno.

Per contro la resistenza al sonno è molto più forte nei soggetti giovani, che riescono a stare svegli fino a tardi per divertimento o per studio, mentre soggetti più anziani, in mancanza di stimoli particolari, si addormentano molto più facilmente: spesso la televisione per loro diventa un sonnifero.

 

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Ore di Sonno dello “Psicotipo”

Oltre al fattore età, esistono peculiarità, inclinazioni psicologiche molto personali legate al singolo soggetto che ne caratterizzano il sonno e la sua durata. Personalità molto energiche, ambiziose, estroverse, attive generalmente dedicano poco tempo al sonno, il loro fabbisogno è limitato e vivono la fase del dormire come un bisogno di ricaricare le energie per affrontare a pieno ritmo la nuova giornata.

Soggetti invece maggiormente introversi, più riflessivi che attivi, tendenti alla preoccupazione e al rimuginare, generalmente necessitano di più ore di sonno, per riposare dallo stress e dalla fatica. Depressione del sonno o eccesso di sonno rispetto ai parametri quantitativi e alle singole caratteristiche personali rientrano nelle patologie e come tali devono essere trattate.

 

La qualità del sonno

La grande discriminante è rappresentata dalla qualità del sonno. E’ importante che il ciclo del sonno rispetti la sua architettura e si alterni dalle fasi NonREM in cui il corpo si rilassa, il sistema vegetativo rallenta, l’organismo si riposa, alla fase REM in cui il cervello si riattiva, le cellule cerebrali si rigenerano e la memoria si consolida.

Una fase è propedeutica all’altra e in questo ciclo, che in media si alterna ogni 90 minuti, l’essere umano si rinnova, si riposa, recupera energia, sogna e si prepara per un nuovo intenso ciclo di veglia. Se giusta quantità e ottima qualità potessero essere sempre compresenti, molti disturbi e patologie sarebbero sicuramente un ricordo lontano.

 

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Immagini | Uratex.com

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