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Melatonina per Dormire

La melatonina è un ormone secreto dall’epifisi in grado di regolare il ciclo sonno-veglia. La melatonina, infatti, è utile per chi soffre di insonnia iniziale ma aiuta anche a stimolare il corretto funzionamento del sistema immunitario. Scopri quali sono i benefici della melatonina, come assumerla e quali sono gli effetti collaterali. 

 

La melatonina, ormone secreto dall’epifisi, è un regolatore del ciclo sonno-veglia utile per chi soffre di insonnia iniziale. Scopriamolo meglio.

>  1. Che cos'è la melatonina?

>  2. La Melatonina come integratore nei disturbi del sonno

>  3. Forme, Posologia, dosaggio

>  4. La melatonina: integratore o farmaco?

>  5. Controindicazioni della melatonina

Melatonina per dormire


Che cos'è la melatonina

La melatonina è prodotta principalmente dall’epifisi ed è un regolatore del ciclo sonno-veglia.

Viene comunemente definita un ormone, anche se in realtà alcune sue caratteristiche non la connotano tra gli ormoni propriamente detti:

  • Viene secreta dall’epifisi, ma anche da altri distretti quali l’ipofisi, la tiroide, le ghiandole surrenali, le gonadi, la retina, la mucosa intestinale.
  • Qualora l’epifisi venga asportata, la melatonina circolante non scompare, come invece accade quando vengono rimosse altre ghiandole endocrine secernenti ormoni.
  • Per la melatonina non esistono fattori di rilascio.

Fisiologicamente la melatonina è strettamente connessa all’epifisi, piccola ghiandola endocrina definita anche ghiandola pineale poiché assomiglia ad una piccola pigna. La melatonina viene prodotta dai pinealociti, cellule dell’epifisi, grazie alla mancata stimolazione dei fotorecettori retinici da parte della luce.

Regola il ciclo sonno-veglia seguendo un ritmo circadiano buio-luce. Regola anche la sensibilità recettoriale di molte molecole come la serotonina, la dopamina, e gli oppioidi.

Nei primi tre mesi di vita il livello di melatonina è molto basso e non si manifestano particolari escursioni tra il giorno e la notte, ecco perché il sonno dei neonati è così frammentato.

La produzione di melatonina aumenta progressivamente nel corso della crescita, in concomitanza alla maturazione della ghiandola pineale per arrivare ad un suo completamento intorno ai tre anni, con una normalizzazione del sonno. In età adulta s’innesca un lento ma progressivo processo di calcificazione dell’epifisi, con una conseguente diminuzione di melatonina secreta e diminuzione delle ore di sonno.

 

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La Melatonina come integratore nei disturbi del sonno

Purtroppo i disturbi del sonno possono insorgere al di là di una corretta produzione di melatonina, e scompensare l’orologio biologico interno, scatenando un circolo vizioso che desincronizza il ciclo sonno-veglia.

L’assunzione di melatonina di sintesi può rappresentare un valido aiuto per riequilibrare il ritmo circadiano del sonno. In particolar modo trovano efficaci risultati coloro che soffrono di sindrome del ritardo di fase (DSP) o di insonnia iniziale, i cosiddetti “gufi” che tendono a rimanere svegli fino a tardi. In questi casi la somministrazione accorcia i tempi di addormentamento.

L’integrazione di melatonina in casi di jet-lag ha dato ottimi risultati. Infatti chi affronta spesso viaggi intercontinentali ha riscontrato benefici nel riassetto del ciclo del sonno, poiché la melatonina riesce a sincronizzare l’orologio biologico interno con quello esterno, sfalsato dai fusi orari. E’ un ottimo regolatore anche per coloro che lavorano su turni e devono continuamente variare gli orari deputati al riposo.

Gli ottimi risultati riscontrati con l’assunzione di melatonina non sono dovuti solo alla sua capacità regolatrice, ma anche alla sua azione in senso ipnotico, soprattutto a dosaggi superiori a 1 mg. Non vi sono però studi che ne certifichino effetti pari a quelli dei farmaci ipnotici come le benzodiazepine, infatti la melatonina non provoca un rapido aumento della sonnolenza, ma un generale rallentamento delle varie funzioni dell’organismo che ben predispone all’addormentamento.

Un’ulteriore differenza è rappresentata anche dalla totale assenza di effetti modificatori sull’architettura del sonno: la melatonina infatti non inficia sulla giusta alternanza e tempi delle fasi N-REM e di quelle REM, come invece avviene con i farmaci ipnotici.

 

Forme, Posologia, dosaggio

In commercio negli ultimi anni si posso trovare integratori di melatonina sotto qualsiasi forma: compresse, capsule, compresse retard, compresse pulse, compresse coniugate, compresse slow release, bustine, gocce, sciroppi, con dosaggi che vanno da 0,5 mg a 5 mg, spesso in associazione con altri sinergici come estratti fitoterapici, sali minerali, oligoelementi, vitamine.

I claims (le indicazioni) contemplano vari disturbi del sonno o connessi ad esso, quali jet-lag, irrequietezza, difficoltà di addormentamento, risveglio notturno. Generalmente sono sufficienti 1 o 2 mg di melatonina per determinare un rapido aumento di questo ormone nel sangue e predisporre l’organismo al rilassamento e al sonno.

Studi recenti dimostrano che dosaggi inferiori possono compensare i deficit organici di melatonina e si stanno rivedendo i formati in commercio, in ottemperanza ai Regolamenti Europei.

 

La melatonina: integratore o farmaco?

È proprio in tempi recenti che il Ministero della Salute ha pubblicato una circolare (n. 27074 del 24.06.2013) Rivalutazione degli apporti ammessi di melatonina negli integratori alimentari nella quale viene ricordato che con il Regolamento Europeo 432/2012 è stato redatto un elenco di claims, cioè di indicazioni autorizzate per gli integratori a base di vitamine, minerali, etc..

Gli apporti quantitativi indicati dai claims hanno una valenza fisiologica e non terapeutica, cioè sono indicazioni date per contribuire al buon funzionamento dei processi funzionali dell’organismo.

Per la melatonina sono stati autorizzati solo due claims: 1) “contribuisce ad alleviare gli effetti del jet-lag” con 0,5 mg  e 2) “contribuisce alla riduzione di tempo richiesto per prendere sonno” con 1mg. Questo significa che per dosi superiori a 1 mg, la melatonina non sarà più classificata come integratore ma come farmaco e questo avverrà a decorrere da Gennaio 2014, salvo proroghe

 

Controindicazioni della melatonina

Non esistono studi che abbiano registrato eventuali effetti collaterali per dosaggi di melatonina assunti in tempi prolungati e non esistono rilevamenti di controindicazioni per assunzioni in periodi brevi. Nel trattamento dell’insonnia con alti dosaggi di melatonina (5 mg) non sono stati riscontrati effetti negativi sulle capacità psicomotorie e cognitive al risveglio.

Per questo la melatonina viene consigliata per forme di sonno perturbato e disturbato in adolescenti e in anziani. Necessita di controllo medico in caso di interazione con altri farmaci regolatori dell'umore e in caso di patologie cardiache e renali.

 

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