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Valeriana, proprietà e uso

 

valeriana

 

 

 

 

 

 

 

Nome

Valeriana officinalis – Valerianacee


Proprietà della valeriana

La radice della pianta, dall’inconfondibile odore sgradevole, contiene olii essenziali (esteri dell'acido valerianico, esteri dell'acido valerico, cariofillene, terpinolene, valerenolo, valerenale e composti diterpenici noti col nome di iridoidi), alcuni alcaloidi (valerina, actinidina, catinina e alfa-pirrilchetone) e flavonoidi (linarina, 6-metilapigenina ed hesperidina).

Il meccanismo d'azione dei suoi costituenti è abbastanza conosciuto. Si deve agli esteri degli acidi valerianici e agli iridoidi la capacità di inibire l'enzima (acido gamma-aminobutirrico transaminasi) preposto alla degradazione metabolica del neurotrasmettitore gamma-aminobutirrico (GABA). Questo mediatore chimico è responsabile nella regolazione dell'eccitabilità neuronale in tutto il sistema nervoso della sensazione di rilassamento anche dell'induzione del sonno. Non a caso, molti farmaci ad azione calmante, miorilassante, anticonvulsivante e ipnotica, agiscono stimolando i recettori del GABA (in termini tecnici si dice che sono suoi agonisti recettoriali).

Per la presenza di questi principi attivi, la valeriana possiede proprietà sedative, rilassanti e ipnoinducenti, cioè favorenti il sonno. Riducendo il tempo necessario per addormentarsi e migliorandone la qualità, la valeriana è indicata in tutti i suoi disturbi, insonnia e ansia.

Infine, pare che alcuni dei terpeni e dei flavonoidi possano fare da agonisti con i recettori dell'adenosina ed essere in parte responsabili dell'azione spasmolitica sulla muscolatura liscia, utile in caso di crampi e sindrome dell’intestino irritabile.


Descrizione della pianta

Pianta erbacea e perenne, con fusto eretto e solcato in superficie da scanalature; radici fibrose emananti uno sgradevole e penetrante odore; in condizioni ottimali può raggiungere altezze superiori al metro. 
Le foglie sono opposte e prive di stipole, con picciolo presente solo in quelle inferiori (le superiori sono sessili); tutte si presentano composte e imparipennate, costituite da 11-19 foglioline a lamina intera o dentata e di un bel colore verde intenso. I fiori, leggermente profumati, si trovano riuniti a formare un particolare tipo di infiorescenza detta corimbo; sono ermafroditi, con calice ridotto e corolla a 5 petali, tubolare e dal colore rosa chiaro. Il frutto è un achenio striato provvisto di setole piumose derivanti dalla modificazione che i piccoli denti del calice subiscono con la maturazione. La loro presenza ne aiuta la dispersione per mezzo del vento.

 

L'habitat della valeriana

Originaria delle regioni boscose dell’Europa e dell’Asia è diffusa anche nel Nord America e nelle regioni tropicali sudamericane. Predilige gli ambienti freschi e umidi, cresce nei prati ombrosi fino a un’altitudine di 1400 metri.


Cenni storici

Il nome botanico deriva dal latino valere, che significa “essere sano”, “avere forza”. Il nome popolare, erba dei gatti, proviene dal fatto che la pianta fresca esercita un'attrazione di tipo "stupefacente" sui gatti, i quali che la distruggono strofinandosi sopra, ed è forse questo il motivo per il quale, pur essendo decorativa, la si trova raramente nei giardini.

La valeriana si conosce fin dai tempi più antichi e nel Medioevo era considerata una panacea. Si racconta che Fabio Colonna, famoso scienziato del 1500, abbia curato l'epilessia grazie a questa pianta.

La valeriana non è usata in cucina. Spesso la si confonde con la valerianella (Valerianella locusta) appartenente alla stessa famiglia, conosciuta come "songino" che fornisce una deliziosa insalata.


Una ricetta con la valeriana

USO INTERNO
Ad alte dosi (900 mg al giorno di estratto secco) e per periodi prolungati si sono manifestati casi di delirio con crisi di tachicardia, per questo non bisogna mai superare le dosi consigliate. È controindicata in gravidanza, durante l’allattamento, e ai bambini di età inferiore ai 6 anni.
 La valeriana non dovrebbe essere usata in concomitanza con barbiturici, altri sonniferi e tranquillanti, perché potrebbe verificarsi un potenziamento di questi farmaci.

INFUSO: 1 cucchiaio raso di valeriana radice, 1 tazza d’acqua
Versare la valeriana nell’acqua bollente, spegnere il fuoco, coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo, per usufruire dell’azione antispasmodica e sedativa, prima di andare a dormire.

15-30 gc di tintura madre in un po’ d’acqua, 30 min. prima di andare a dormire.

1 o 2 compresse o capsule di estratto secco (massimo 500-600 mg al giorno), 30 min. prima di andare a dormire.

 

Immagine | Wikimedia

In collaborazione con Erboristeria del Pigneto

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