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SOSTANZE NATURALI E PRINCIPI ATTIVI

Tannini: proprietà, uso, controindicazioni

I tannini, sintetizzati nella corteccia di alcune piante, hanno un’azione astringente, antidiarroica, antinfiammatoria e antibatterica. Scopriamoli meglio.

>  1. Che cosa sono i tannini

>  2. Dove si trovano

>  3. Proprietà e uso dei tannini

>  4. Tannini nei cosmetici

>  5. Controindicazioni dei tannini

Tannini nella cortecce

Che cosa sono i tannini

I tannini sono sostanze polifenoliche sintetizzate nelle piante in particolare a livello della corteccia. Il ruolo biologico dei tannini è quello di difesa; infatti,la loro espressione si ha in corrispondenza dei punti di lesione di foglie o altre parti della pianta a seguito di un attacco dei predatori. Lo scopo è quello di rendere meno gradevole e appetibile la pianta stessa.

Il sapore sgradevole e astringente caratteristico dei tannini  è dovuto alla loro capacità di precipitare le proteine. Sono proprio i tannini a conferire la qualità astringente di molti vini rossi. Tale caratteristica è dovuta alla precipitazione di mucoproteine salivari che venendo così allontanate dalla bocca, la rendono più asciutta. Nel caso dei vini rossi i tannini si concentrano maggiormente nei semi e nelle bucce degli acini di uva. 

I vantaggi che l’uomo ha potuto trarre da questa capacità sono molteplici, tra questi il più antico è legato alla concia delle pelli per la loro lavorazione e trasformazione in cuoio e pellame.

In fitoterapia, i tannini sono impiegati nel trattamento di stadi diarroici e in tutte quelle manifestazioni in cui si ha un’ipersecrezione sebacea (es. acne, forfora) e quindi si ricerca la capacità astringente e antinfiammatoria di tali composti.

 

Dove si trovano i tannini

I tannini sono presenti nelle piante arboree ed arbustive, a livello della corteccia. Una delle piante che si predilige per la raccolta dei tannini è il castagno, Castanea vesca Gaertn.

Albero maestoso che può raggiungere i 30 metri di altezza e una età di 1000 anni. Il fusto grigio-argenteo e liscio negli individui più giovani, tende a fessurarsi in quelli più vecchi. Le foglie sono riunite in gruppi lunghe anche 30-40 cm, lanceolate e seghettate in modo grossolano. I fiori sono giallastri riuniti in racemi fitti e penduli. I frutti (castagne) sono racchiuse in un “riccio” in gruppi di tre. La concentrazione di tannini nella pianta può raggiungere anche il 9%.

Non solo le arboree ma anche le erbacee possono essere ricche in tannini. Questo è il caso di molte Rosaceae. All’interno di questo gruppo tassonomico (o di classificazione botanica) troviamo anche una pianta molto impiegata per il suo contenuto in tannini, l’Agrimonia eupatoria L. Pianta erbacea che cresce lungo i sentieri ombreggiati e freschi.

Fiori gialli raccolti in spighe terminali, foglie composte da 5-15 parti (foglioline) ovali, seghettate, intervallate da altre foglioline più piccole ugualmente incise al margine.

 

Proprietà e uso dell'olmo, ricco di tannini

Olmo

 

Proprietà dei tannini

I tannini mostrano, come detto sopra, una spiccata affinità per le proteine, inoltre, risultano essere poco biodisponibili e questo impedisce loro di esercitare un’azione tossica a livello sistemico.

Assunti per via orale, i tannini raggiungono immodificati il lume intestinale, dove sono trasformati, ad opera della flora batterica. A questo punto possono esercitare la loro azione astringente, antinfiammatoria, antidiarroica, antibatterica, emostatica, antiossidante.

L’effetto astringente è reso possibile dal fatto che una volta a contatto con le proteina della mucosa del digerente, rendono quest’ultima poco permeabile. In questo modo la mucosa del tratto digerente è protetta da parassiti e sostanze irritanti e riduce la secrezione.

L’azione antidiarroica è determinata dalla formazione di uno strato protettivo di proteine coagulate, sulla mucosa intestinale che riduce lo stimolo alla peristalsi intestinale, limita il passaggio di microrganismi patogeni e inibisce l’azione di proteine infiammatorie.

Lo stesso meccanismo d’azione consente ai tannini di esercitare un’azione antiulcera.

Inoltre, localmente, sono impiegati per la loro azione emostatica, dovuta a vasocostrizione e aumentata coagulazione. A questo scopo sono inseriti in molti prodotti antiemorroidari e nel trattamento di piccoli sanguinamenti del digerente.

 

Tannini nei cosmetici

L’azione astringente si applica a livello cutaneo, qualora si riscontri un’ipersecrezione sebacea. I tannini trovano, pertanto, impiego in molti preparati ad uso cosmetico: nelle creme per il trattamento di problemi acneici e negli shampoo per ridurre la formazione di forfora.

 

Controindicazioni nei tannini

I tannini sono sostanze considerate tossiche; nonostante ciò, la scarsa biodisponibilità ne attenua tale proprietà a livello clinico.

È necessario comunque prestare attenzione all’utilizzo. Dosi elevate di tannini possono provocare effetti irritanti sulle mucose del tratto digerente e tossicità epatica. Pertanto, sono da consigliare periodi brevi di trattamento e a basse dosi. L’impiego cronico di tannini inibisce gli enzimi digestivi con conseguenti disturbi nella digestione e riduzione dell’effetto lubrificante della saliva.

Da evitare l’uso in caso di stipsi e costipazione.

 

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