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ESSERE ZEN MENTRE TUTTO INTORNO CROLLA (O COSÌ DICONO)

Tiriamo un respiro lungo, restiamo a contatto. Sì, ma come si fa, quando il chiacchiericcio mentale è forte, gli amici ti deludono o il lavoro non ti piace più. Che significa essere zen mentre c'è chi in Italia si uccide per la crisi?

L'acqua e il ritorno a ciò che è vitale

L'immagine che vedete qui nel pezzo l'ho scelta perché dava serenità. Se guardate bene, il volto di questa donna sta sorridendo. E' intenta a fare qualcosa, è presente a un'azione. E non è che tutto intorno a lei sia pulito, ordinato e lussuoso, anzi.

Potremmo riassumere così l'essenza della gioia? Sorriso presenza combinate insieme?

Stare nelle cose vivendole con animo leggero e profondo simultaneamente? 

L'ho recuperata tra le immagini della One Drop Foundation disponibili in rete. La fondazione si occupa della distribuzione di acqua ad uso idropotabile per le popolazioni delle Honduras. 

E partiamo dall'acqua come elemento vitale, provando a immaginare almeno alcune delle variabili che potrebbero rivelarsi necessarie per restare zen ed essere zen in questo momento in cui pare tutto affondi.  

Essere zen vuol dire essere fedeli e aderenti a un centro al cui intorno tutto ruota, un tutto inteso come purezza totalizzante di intento e significati. Non a caso, la parola giapponese Zen deriva dal cinese ch'an e dal sanscrito dhyana, che significa non solo "meditazione" ma anche "tutto, insieme".

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Essere zen in tempo di crisi: consigli per l'uso evoluto della coscienza 

Il vero centro muove e ci muove, ma ce ne tagliamo fuori per inseguire ciò che il guscio mentale pensa di volere e che invece crea squilibri. Piccoli consigli su come essere più o meno zen e cercare un rilassamento e un modo di stare al mondo che vincano sulla frenesia e sui traguardi che nemmeno sappiamo più se ci va di raggiungere, ma li perseguiamo ciecamente, senza farci domande o se anche scappiamo di fronte alla scelte per paura di far peggio.

E' possibile crescere interiormente mentre tutto intorno decresce? Più possibile che mai, forse in virtù di una decrescita necessaria. Ma cerchiamo di vedere alcune possibilità da vicino:

  • La contrazione potrebbe essere un'occasione per scoprirsi di nuovo. Ricordarsi chi si è, spingere il pedale sui talenti;
  • Non perdere l'ascolto degli altri, primi tra tutti gli amici e parimerito gli estranei;
  • Non smettere di investire sull'evoluzione interiore. Cercate danze liberatorie, tecniche psicofisiche, terapie del movimento, strumenti di psicologia transpersonale, incontri di Gestalt, cene che sono anche corsi di cucina per imparare a volersi bene a tavola; 
  • Di fronte a chi si lamenta e basta, abbiate uno sguardo amorevole ma un filtro deciso. Non potete fare nulla per chi ama piangersi addosso, se non un piccolo gesto per mostrare qualcosa che han smesso di vedere; 
  • Posizioni, respirazioni, elementi di meditazione vanno più che bene, ma a una condizione: siate dolci con voi stessi. Se vi va di saltare e urlare non vediamo perché dovreste stare immobili a contrarvi ulteriormente per cercare una spiritualità posticcia. Dirigete volontariamente l'attenzione su ciò che vi è utile;
  • Cercate di restare vigili. Pubblicità, richiami, distrazioni vanno prese per quel che sono. Siate coscienti mentre fate gesti quotidiani in modo che diventino spontanei e naturali, per potere entrare in un assaggio di successivo stato meditativo; 
  • Osservate i pensieri che vi infastidiscono. Non sono un ostacolo, ma i "materiali" che compongono una chiave preziosa per evolvere.

 

Immagine | One Drop Foundation


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