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ERBE E PIANTE OFFICINALI

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Rusco o pungitopo, quando e come utilizzarlo

Il rusco (Ruscus aculeatus), o pungitopo, è una pianta della famiglia delle Ruscaceae. Nota per le sue proprietà vasoprotettrici e antinfiammatorie, è utile per la circolazione venosa. Scopriamola meglio.

>  Proprietà del rusco

>  Modalità d'uso

>  Controindicazioni del rusco

>  Descrizione della pianta

>  L'habitat del rusco

>  Cenni storici

Rusco o pungitopo

 

Proprietà del rusco

Le radici di rusco contengono saponine steroidee, oli essenziali e resine, che hanno dimostrato efficaci proprietà vasoprotettrici, e antinfiammatorie sulla circolazione venosa periferica, unitamente ad una ottima tollerabilità. La pianta è impiegata nel trattamento dei disturbi associati all'insufficienza venosa cronica quali dolori e senso di pesantezza alle gambe, edema, prurito e crampi notturni ai polpacci. È utile contro le emorroidi e nelle turbe della circolazione retinica.

Il rusco presenta infatti una spiccata attività flebotonica data dalle ruscogenine (2% min.), che aumentano il tono venoso, rendendo più elastiche le pareti dei vasi, utili in caso di fragilità capillare; e inoltre riducono l'eccessiva permeabilità dei capillari, che provoca ristagni linfatici e cellulite.

Il rusco, o pungitopo, possiede anche proprietà antiedemigene e diuretiche indicate in caso di flebiti, gonfiore agli arti, eccesso di acidi urici che causano reumatismi e gotta.

 

Modalità d'uso

USO INTERNO 
500-750 mg di estratto secco di rusco, divise in 2 somministrazioni al giorno, lontano dai pasti

30-40 gocce di Tintura madre
 per 2 volte al giorno lontano dai i pasti 

 

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Controindicazioni del rusco

Non esistono controindicazioni o effetti collaterali conosciuti per i rusco. Per ragioni preventive, se ne sconsiglia l'uso durante la gravidanza e l'allattamento.

 

Descrizione della pianta

Arbusto sempreverde alta dai 30 agli 80 cm, con rizoma robusto, spesso ramificato e provvisto, nella parte inferiore, di grosse radici. I fusti, originati all'apice del rizoma, sono alti fino a 60 cm, hanno la porzione basale lignificata e sono molto rigidi, semplici inferiormente e abbondantemente ramificati in alto.

Quelle che sembrano foglie, in effetti, sono dei rametti appiattiti detti cladodi, che hanno preso la forma e la funzione delle foglie; sono ovali e terminano all'apice in una punta rigida e pungente; le nervature sono più o meno parallele. Le vere foglie sono molto piccole e inserite al centro dei cladodi, hanno forma triangolare o lanceolata e sono lunghe solo alcuni millimetri.

I fiori, inseriti isolati o più raramente appaiati all'ascella delle vere foglie, hanno un involucro composto da 6 petali e sono tutti di colore verdastro. Il frutto è una bacca sferica di colore rosso vivo contenente 1-2 semi.

 

L'habitat del rusco

Originario dell’Europa, si trova nei boschi, prevalentemente su terreni calcarei, costituendo una delle componenti del sottobosco delle pinete e delle leccete.

 

Cenni storici

Gli Antichi Romani usavano il rusco come talismano perché credevano che piantandolo intorno alla casa allontanasse i malefici. Le proprietà del pungitopo erano note fin dall'antichità.

Ne parlava Plinio dicendo che il decotto di radici con il vino si impiegava per le infezioni renali.

Anche Dioscoride considerava il rusco "una pianta capace di indurre il flusso urinario e il sanguinamento mestruale" e utile nel trattamento della calcolosi biliare, dell'ittero e del mal di testa.

Nel Medioevo si preparava la "Pozione delle cinque radici", utilizzata ancora oggi con prezzemolo, al finocchio, al sedano e all'asparago come diuretica.

Il nome volgare pungitopo deriva invece dal fatto che veniva posto attorno alle scorte alimentari per difenderle dai topi.


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Immagine | Wikimedia

In collaborazione con Erboristeria del Pigneto

 

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