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FITOTERAPIA E DISTURBI

Come curare la prostata con la fitoterapia

Come mantenere la prostata in buona salute grazie ad a piante e erbe officinali e rimedi fitoterapici utili per prevenire e tenere sotto controllo i disturbi più frequenti di questo organo.

 

La prostata è una ghiandola endocrina, grande come una noce, che fa parte dell'apparato genitale maschile. Percorsa dalla prima porzione dell'uretra, si trova sotto la vescica e ha la funzione di produrre il liquido seminale, uno dei costituenti dello sperma, che contiene gli elementi necessari a nutrire eveicolare gli spermatozoiVediamo i vari rimedi fitoterapici per curarla.

Le piante officinali

> I gemmoderivati

Le sostanze naturali

La fitoterapia ricorre a piante officinali e sostanze naturali che svolgono un'azione antinfiammatoria e antibatterica e riequilibrante del sistema ormonale maschile, per curare i disturbi della prostata. Quest'organo può essere la sede di malattie infiammatorie quali le prostatiti, l'ipertrofia prostatica benigna (BPH), e tumore maligno (adenocarcinoma prostatico). Trovandosi situata sotto la vescica e intorno all'uretra può influire sul modo di urinare; pertanto ogni volta che insorgono bruciori o alterazioni nella minzione, la prostata può potenzialmente esserne la causa.

Man mano che gli uomini invecchiano, la prostata tende a ingrandirsi. Per la maggior parte degli uomini questo ingrossamento non è un problema, ma in alcuni casi può dare luogo a  sintomi di carattere urinario: flusso lento e/o interrotto, difficoltà o bisogno più frequente di urinare, sensazione di svuotamento non completo, e in taluni casi, incontinenza (perdita del controllo della funzione urinaria).

- Prostatite: è un'infiammazione, che colpisce uomini in giovane età ed è causata il più delle volte da un'infezione da batteri, provenienti dalla vescica o dal canale urinario. Anche errate abitudini di vita, stress, abuso di alcol o la pratica di alcuni sport come equitazione o ciclismo possono provocare questo disturbo. La cronicizzazione è data dalla conformazione stessa della ghiandola prostatica che favorisce il ristagno delle secrezioni e dei batteri. La prostatite, soprattutto quella cronica, è spesso associata a diminuzione della qualità della vita a causa dei sintomi prostatici, che hanno un forte impatto sia fisico che psicologico, dovuto a difficoltà nelle relazioni interpersonali, soprattutto nella sfera affettivo-sessuale; tanto che ancora non risulta chiara se la prostatite cronica sia una concausa della depressione o se la depressione possa portare ad un peggioramento dei sintomi prostatici. 

- ipertrofia prostatica benigna (BPH) provoca il progressivo ingrossamento della prostata, che inizia di norma con la mezza età. Anche se non sono ancora del tutto chiare le cause effettive di questa patologia, i dati dimostrano che esiste una relazione tra l'insorgenza di tale disturbo e il cambiamento ormonale, tipico dell'avanzare dell'età. Infatti circa il 25% degli uomini oltre i 50 anni, inizia a sviluppare questo disturbo. 

- Tumore alla prostata: (adenocarcinoma prostatico) spesso asintomatico, non è provocato da BPH, può essere rivelato da un aumento della concentrazione nel sangue del semenogelasi o antigene prostatico specifico (PSA), una sostanza secreta dalla ghiandola prostatica nello sperma, i cui valori devono rimanere inferiori ai 4 ng/ml. Si tratta di un tumore relativamente comune, la cui incidenza aumenta con l'età. Tuttavia, è di solito uno dei tumori che meglio risponde alle terapie. Sopra i 50 anni, il rischio è più elevato e pertanto l'esame del PSA andrebbe eseguito almeno una volta all'anno dopo aver raggiunto quell'età. Le cause di tumore non sono facilmente identificabili ma sembra esserci una componente genetica, oltre quella legata allo stile di vita, di alimentazione ecc.

 

Le piante officinali per la prostata

  • Serenoa: gli indigeni precolombiani usavano le bacche per curare diverse disfunzioni urologiche, infiammazioni della prostata, disfunzioni erettili e atrofie testicolari. Anche la fitoterapia moderna utilizza I suoi frutti, ricchi in steroli, acidi grassi essenziali, carotenoidi, olii essenziali e polisaccaridi, nella cura delle malattie dell'apparato uro-genitale maschile e nel trattamento dell’alopecia (calvizie androginica). Gli steroli, gli acidi grassi essenziali, i carotenoidi, gli olii essenziali e i polisaccaridi svolgono un'azione riequilibrante del sistema ormonale maschile, antinfiammatoria e diuretica utili nell’ipertrofia prostatica benigna al primo stadio, in cui predominano i disturbi urinari (disuria)" e al secondo stadio, in cui aumenta la ritenzione urinaria, per cui la vescica non si svuota mai completamente, ma rimane sempre un residuo, ambiente perfetto per la proliferazione di microbi e batteri. 
  • Uva ursina: può essere considerata un antisettico assai attivo da utilizzare ogni qualvolta vi sia un'infiammazione o infezione a livello delle vie urinarie, in quanto è in grado di determinare un'azione antibatterica, antinfiammatoria e calmante lo stimolo continuo della minzione o il dolore. Può essere prescritta in caso di prostatite, cistite acuta e cronica, nell'uretrite, nella colobacillosi. Un'indicazione interessante, in ambito geriatrico, è l'ipertrofia prostatica con componente infiammatoria ed infettiva e le cistiti da catetere. Tra i vari principi attivi che caratterizzano l'uva ursina, gli eterosidi fenolici (arbutoside (6-10%,) determinano l'azione antibatterica, in quanto rilasciano il vidrochinone, la sostanza che effettivamente elimina i microbi. Quest'ultimo processo è favorito dall'alcalinità delle urine, quindi nel caso di quei batteri che rendono l'ambiente basico come Proteus vulgaris o Klebsiella pneumoniae, l'uso di Uva ursina risulta più che mai appropriato, mentre nel caso di urine acide è bene basificare artificialmente, col bicarbonato di sodio. I tannini gallici (15-20%)  proteggendo le mucose delle vie urinarie e influenzano l'aderenza dei microbi all'epitelio; inoltre hanno qualità astringenti e bloccano perciò le secrezioni prodotte dalle mucose infiammate cistite. I triterpeni monotropeoside (iridoide) e il piceoside (idrossiacetofenone) lavorano in sinergia con l'arbutina, esercitando un'azione antinfiammatoria, utilissima nelle infezioni di questo tipo, caratterizzate da forte bruciore.  

 

Scopri anche gli antinfiammatori naturali, quali sono e quando usarli

 

I gemmoderivati

  • Sequoia gigantea: il gemmoderivato della sequoia, svolge un'azione energizzante, antidepressiva, stimolante, utile nei soggetti anziani maschili. Viene impiegato in fitoterapia in presenza di ridotta vitalità’, inappetenza, affaticamento, ipertrofia prostatica, osteoporosi e depressione senile. Nelle persone avanti con gli anni, dona una sensazione di euforia ed un recupero delle forze, utile nei casi di neuroastenia con una buona azione sia sul piano fisico, che a livello psicologico. Utile anche nei disturbi dell'apparato riproduttivo, nelle malattie dell'apparato urinario, nell'atrofia dei testicoli, come coadiuvante in associazione con altre piante nella impotenza maschile, in quanto è un regolatore ormonale. In associazione con Ribes nigrum svolge un'azione antinfiammatoria per l'ipertrofia e l'adenoma prostatico

 

Le sostanze naturali utili alla prostata

 

  • Semi di zucca: vantano una lunga e consolidata tradizione popolare contro i vermi intestinali, l'enuresi notturna dei bambini e le affezioni della prostata. Oggi, sono largamente impiegati in prodotti fitoterapici per la cura dell'ipertrofia prostatica benigna. Questo ingrossamento anomalo della prostata, come abbiamo visto, è caratterizzato da disturbi minzionali, quali diminuzione del calibro e del getto urinario, urgenza minzionale, minzione intermittente, minzione frequente, senso di incompleto svuotamento della vescica, ritenzione urinaria e gocciolamento post-minzione. I semi di zucca contengono betasteroli strutturalmente simili agli androgeni ed agli estrogeni. Queste sostanze si sono dimostrate utili per abbassare i livelli di colesterolo e migliorare i sintomi dell'ipertrofia prostatica, effetto che sembra legato in parte alla capacità di inibire la conversione del testosterone in diidrotestosterone, ed in parte all'ostacolo offerto nei confronti del legame tra recettori degli androgeni e diidrotestorone. Quest'ultima sostanza è un ormone derivato dal testosterone per opera dell'enzima 5-alfa-reduttasi, coinvolto - tra l'altro - nell'iperproliferazione delle cellule prostatiche.
  • Polline: è utilizzato con efficacia nella terapia dell'ipertrofia prostatica e la prostatite. Questa sostanza naturale contiene licopene, beta-sisterolo e numerosi flavonoidi che hanno dimostrato un'azione inibente della crescita di tessuto della prostata, in grado di ridurre il dolore, l'infiammazione e il rischio di cancro alla prostata. Il polline aumenta anche l'efficacia delle cure di chemioterapia se somministrato contemporaneamente. Al contrario delle medicine, il polline non attacca direttamente il tumore, ma piuttosto stimola il sistema immunitario.

 

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In collaborazione con Erboristeria del Pigneto

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