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ERBE E PIANTE OFFICINALI

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Epilobio, quando e come utilizzarla

A cura di Maria Rita Insolera, Naturopata

 

L'Epilobio è principalmente utilizzato nel trattamento dei disturbi della prostata, tuttavia, grazie anche alle sue proprietà antinfiammatorie e antibatteriche, viene impiegato per combattere diverse altre patologie. Scopriamolo meglio.

>  Proprietà dell'epilobio

>  Modalità d'uso

>  Controindicazioni dell'epilobio

>  Descrizione della pianta

>  L'habitat dell'epilobio

>  Cenni storici

Epilobio

 

Proprietà dell’Epilobio

Grazie alla sua azione antiflogistica, l'epilobio interviene nel trattamento delle iperplasie benigne della prostata e, in generale, migliora il sistema urinario. Inoltre, uno dei principi attivi dell'epilobio, il miricetolo-3-0-beta-D-glucuronide, ha la particolarità di inibire la liberazione di prostaglandine.

Poiché contiene dei tannini, questa pianta può anche combattere le infezioni e ridurre le emorragie, in particolare nei casi di ciclo mestruale eccessivamente abbondante. Questi componenti consentono anche di drenare le secrezioni in eccesso, di distendere i tessuti molli e riparare quelli danneggiati, da cui l'utilità dell'epilobio in affezioni come le diarree e le irritazioni cutanee (compreso l'eczema).

L'epilobio deve le sue proprietà antinfiammatorie grazie anche alla presenza di un numero elevato di flavonoidi nella sua composizione.

 Usi comuni per i trattamenti con epilobio sul corpo:

 

Modalità d’uso

L'Epilobio viene usato in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: espettoranti, antinfiammatorie, analgesiche ed astringenti, mentre per uso esterno vanta proprietà: astringenti, emollienti ed antiflogistiche.

L'Epilobio trova quindi impiego per uso interno nel trattamento dell'adenoma della prostata, della diarrea, della tosse e delle infiammazioni delle vie aeree.

Per uso esterno, l'Epilobio è adatto per curare le dermatiti, le infiammazioni del cavo orale e nella cura delle afte.

Nella moderna fitoterapia l'Epilobio viene utilizzato sotto forma di infusi e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 1,5-2 grammi di droga Epilobio in una tazza di acqua bollente (infuso), 40 gocce di Epilobio tintura madre due volte al giorno. In fitoterapia, le parti utilizzate dell'epilobio sono le foglie e i fiori, ma anche le sommità fiorite. Le foglie tenere ed i giovani germogli di Epilobio possono essere usati, crudi o cotti, nella preparazione di insalate. 

 

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Controindicazioni dell'epilobio

Alle dosi terapeutiche l'Epilobio non provoca particolari effetti collaterali, a meno che non ci sia ipersensibilità accertata verso uno o più principi attivi contenuti nella droga. A scopo cautelativo l'impiego di Epilobio è sconsigliato durante la gestazione e l’allattamento

 

Descrizione della pianta

L'Epilobio (Epilobium angustifolium), chiamato anche con il nome di garofanino di bosco, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Oenotheraceae.

Questa pianta presenta steli eretti e può raggiungere un'altezza massima di 2 metri. Le foglie sono lanceolate e molto allungate. Disposte a spiga, sono caratterizzate da nervature circolari che non terminano sui bordi.

I fiori si presentano in grappoli che crescono, di fatto, sul baccello del seme, di un colore che va dal rosso porpora al magenta. In alto, una capsula lineare rosso scuro libera, aprendosi, rilascia centinaia di semi, favorendo così l'inseminazione. L'epilobio si riproduce anche attraverso le radici

 

Habitat dell’epilobio

L’epilobio si trova molto spesso in terreni umidi e leggermente calcarei, su campi e pascoli caratterizzati dalla terra bruciata, da cui deriva il suo nome inglese “fireweed” erba di fuoco, dato che questa pianta officinale tende a crescere in boschi nei periodi successivi ad un incendio.

 

Cenni storici

In antichità, i nativi americani raccoglievano i giovani germogli dell’epilobio che venivano poi mescolati alla verdura cruda e consumati come pasto principale dato che, se prelevati durante le prime fasi della loro vita, i fiori dell’epilobio sono un’ottima fonte di vitamina C e pro-vitamina A, mentre il gambo della pianta veniva comunemente impiegata per preparare un unguento applicabile su tagli e ferite, facendo fuoriuscire il pus infetto e permettendo la rimarginazione della zona.

 

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Immagine | Wikimedia

 

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