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DIWALI, LA FESTA INDIANA DELLE LUCI

Diwali, la festa delle luci, è la più importante celebrazione indù, ormai diffusa anche al di fuori dei confini dell'India. Scopriamo cosa significa e come si celebra.

L’Italia sta pian piano raggiungendo gli altri Paesi occidentali per quanto riguarda multiculturalità, multietnicità e integrazione. Questo significa anche incorporare alcuni usi e costumi degli immigrati, che portano nella nostra penisola anche le feste a loro più care.

Quando si tratta di immigrati indiani e cultura indiana, una delle feste più importanti – assieme a Holi, la festa dei colori – è Diwali, la festa delle luci.

Come in molti altri casi di celebrazioni e feste indiane, le date cambiano di anno in anno, essendo per lo più basate sul calendario lunare, ma cadono sempre tra i nostri mesi di ottobre e novembre.

 

Cosa si celebra per Diwali in India

Diwali è l’occasione di celebrare la vittoria della luce sull’oscurità. Questo sia a livello materiale, in quanto si celebra Diwali durante la luna nuova della stagione più buia del calendario indù, ovvero nel mese di Kartika; sia a livello interiore, dove la luce crescente dopo la notte più buia rappresenta lo sviluppo della conoscenza sul buio dell’ignoranza.

Benchè la celebrazione di Diwali, per lo più notturna, duri una notte, quello che veramente coinvolge le persone sono i lunghi giorni di preparazione. Anch'essi infatti sono considerati parte del festival che di fatto dura cinque giorni, anche se talvolta il periodo può allungarsi fino a venti giorni.

Infatti per Diwali tutti gli angoli delle città e dei villaggi, comprese case, negozi, strade, capanne, uffici, templi e via discorrendo, sono completamente decorati con piccole lampade a olio che restano accese per tutta la notte.

A differenza di Holi, nel quale gli aspetti negativi della vita vengono scacciati via dal rumore caotico delle celebrazioni e dalle esplosioni di colore (un po’ come nel nostro carnevale), per Diwali le celebrazioni sono più composte e pacate

Si spende una notte assieme agli altri membri della comunità, una notte paradossalmente piena di luci nonostante l’oscurità più fitta. È  un’occasione di consapevolezza della transitorietà delle negatività, un’occasione di supporto reciproco e, non per ultimo, un’occasione per abbuffarsi di dolci fatti apposta per l’occasione.

 

Origini di Diwali

Andando a dipanare le origini di questa antica festa, scopriamo che in realtà si tratta di un sunto di varie celebrazioni vediche bucoliche, fuse assieme dagli astrologi di quegli antichi tempi.

Di fatto, Diwali comincia con una prima occasione di celebrazione, ovvero la fine della stagione dei raccolti, ovvero per rendere grazie ai numi della terra per il cibo.

Questa coincide con la notte più oscura dell’intero calendario indù, che a sua volta cade proprio con la celebrazione dell’inizio del mese nuovo, quello di Kartik, il mese ideale per la pratica dello yoga e delle pratiche spirituali.

Fertilità, abbondanza, prosperità, nuova vita, benessere, illuminazione interiore, rinascita interiore e nuovo vigore alle pratiche spirituali: questi sono i contenuti della celebrazione di Diwali.

Nella festa di Diwali vanno a convergere molte storie religiose che coinvolgono le principali divinità dell'induismo:

> molti vi celebrano il ritorno di Rama vittorioso alla sua città natale dopo aver sconfitto Ravana;

> altri celebrano Vishnu che libera il mondo dai demoni sotto forma del nano Vamana;

> c’è chi riconosce nella luna nuova di Diwali il momento per approcciare l’aspetto più benevolo della dea Lakshmi;

> vi si celebra anche la sconfitta di Narakasura per mano di Krishna;

> e, infine, lo scambio di conoscenze tra il dio della morte Yama e Nachiketa.

 

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La festa più estetica, la festa più importante

Stiamo parlando dell’equivalente indiano del Natale occidentale, ovvero la notte in cui la luce rinasce e riprende potere e vigore andando a creare nuove stagioni calde e rigogliose. 

È la festa più importante per gli indù e per l’occasione tutti sfoggiano i più bei vestiti, decorano le case con kolam e rangoli (sorta di mandala decorativi disegnati di fronte alle porte con farina di riso e polveri colorate), e girano con vassoi di lampade e fiori. 

È una festa estremamente estetica ed elegante, che attira giornalisti, fotografi e curiosi da tutto il mondo. La rivista National Geographic non manca mai di offrire un servizio a questa celebrazione altamente estetica e significativa.

Ai nostri giorni non si disdegna di celebrare Diwali coi fuochi di artificio, anche se la pratica non è ben vista in quanto è eccessivamente caotica e quindi intacca l'atmosfera di pace che dovrebbe contraddistinguere Diwali.

 

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Credit foto: phive2015 / 123rf.com

 

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