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ERBE E PIANTE OFFICINALI

ERBE E PIANTE OFFICINALI

Spirea, quando e come utilizzarla

La spirea (Filipendula ulmaria) è una pianta della famiglia delle Rosaceae. Nota per le sue proprietà antinfiammatorie e diuretiche, è utile contro dolori articolari e stati febbrili. Scopriamola meglio.

>  Proprietà della spirea

>  Modalità d'uso

>  Controindicazioni della spirea

>  Descrizione della pianta

>  L'habitat della spirea

>  Cenni storici

Spirea

 

Proprietà della spirea

I fiori e le sommità fiorite della spirea sono usate in fitoterapia nel trattamento dei dolori articolari, gli stati febbrili e influenzali per effetto delle sue proprietà antinfiammatorie, diuretiche e antispasmodiche. Il suo fitocomplesoo contiene derivati salicilici (aldeide salicilica, salicilato di metile, salicilato di etile) ben conosciuti grazie all’acido acetilsalicilico, principio attivo dell’aspirina, flavonoidi, vitamina C, oli essenziali e sali minerali.

Considerata insieme al salice, il "salicilato vegetale", la pianta svolge azione antinfiammatoria, analgesica e antipiretica, perché inibisce la sintesi delle prostaglandine (PGE2), responsabili del dolore e del processo infiammatorio dei tessuti. Viene perciò utilizzata in caso di febbre e per alleviare gli stati dolorosi causati da artrosi, artrite reumatoide, dolori articolari, mal di testa, mal di denti, mal di schiena e cervicale.

Tuttavia a differenza dei farmaci antinfiammatori di sintesi, non presenta azione ulcerogena (gastrite, ulcera), effetto collaterale di questa categoria di farmaci. La presenza delle mucillagini, infatti, conferisce alla spirea un’azione protettiva per le mucose, in grado di ridurre gli spasmi e i processi erosivi delle pareti gastriche.

Studi recenti dimostrano le proprietà immunomodulanti della spirea, perché è capace sopprime svariate reazioni anomale dei nostri anticorpi che provocano la liberazione d’istamina e conseguenti attacchi del nostro stesso sistema immunitario, caratteristico delle malattie autoimmunitarie.

Per la presenza dei flavonoidi (quercetolo-4-glucoside, quercetolo-3-galattoside), si impiega anche nel trattamento della ritenzione idrica ed edemi. Il suo utilizzo risulta pertanto utile nel trattamento della cellulite, perché esercita azione vasoprotrettice sulle pareti dei vasi sanguigni e fluidificante del sangue, con effetto decongestionate sul sistema circolatorio.

Infine per le sue proprietà diuretiche e depurative, che favoriscono l’eliminazione delle scorie metaboliche (scorie azotate, acidi urici, zuccheri, trigliceridi), che intossicano l’organismo e trattengono il liquidi è efficace nel trattamento del diabete, dell'obesità e dell'ipertensione.

 

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Modalità d'uso

INFUSO
É bene ricordare che per la preparazione dell’infuso, non bisogna utilizzare l’acqua bollente (ma calda) perché l’acido salicilico è termolabile e si distrugge col calore. 
1 cucchiaio raso sommità fiorite di spirea, 1 tazza d’acqua
Versare la miscela di foglie e fiori nell’acqua calda e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min., quindi bere per alleviare di dolori articolari, stati influenzali o infiammatori.

2 capsule o compresse di estratto secco prima dei due pasti principali 

 

Controindicazioni della spirea

L'assunzione della spirea è controindicata ai soggetti con ipersensibilità accertata all’acido-acetil-salicilico e a chi è in trattamento con cardioaspirina o anticoagulanti del sangue, per evitare un potenziamento dell’effetto dei farmaci.

 

Descrizione della pianta

Pianta erbacea perenne con rizoma strisciante, alta fino a 150 cm. Le foglie sono decidue, dentate o lobate, verde scuro sulla pagina superiore, biancastre su quella inferiore. I fiori sono bianchi o rosati, piccoli e raccolti in vistose infiorescenze, chiamate corimbi. I frutti sono piccole capsule.

 

L'habitat della spirea

La spirea cresce bene nei luoghi umidi (da qui il nome di olmaria palustre) delle regioni continentali, dalla pianura fino a 1500 m di altitudine. Manca nelle zone costiere mediterranee.

 

Cenni storici

Il nome botanico deriva dal greco speira, perché la forma dei frutti è a "spirale".

Era una delle erbe sacre maggiormente tenute in considerazione dai Druidi, ma non è noto se veniva anche usata per le sue proprietà medicamentose.

Nel Rinascimento, la spirea è stata per lungo tempo un rimedio popolare in molti paesi europei, poi cadde nell'oblio, finché fu riabilitata da un prete di campagna, per i successi ottenuti contro l'idropisia o eccesso di umori linfatici, secondo la Teoria Umorale di Ippocrate.

L'importanza terapeutica di questa pianta divenne notevole quando intorno al 1845, Hermann Kolbe riuscì per primo a isolare l'acido salicilico, per distillazione dai fiori. Il 6 marzo 1899 unendo il prefisso "a-" (per il gruppo acetile) con "-spirina" (dalla spirea, da cui si ricava l'acido salicinico), fu brevettato dalla Bayer con il nome "aspirin", il principio attivo di acido acetilsalicilico per essere messo in commercio.

 

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Immagine | Wikimedia

In collaborazione con Erboristeria del Pigneto

 

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