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ERBE E PIANTE OFFICINALI

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Rosa canina, quando e come utilizzarla

La rosa canina è una specie spontanea appartenente alla famiglia delle Rosaceae. Grazie alle sue proprietà antinfiammatoria e vitaminizzante, è molto utile nella cura di congiuntivite e asma, ma anche per l'assorbimento di calcio e ferro. Scopriamola meglio.

>  Proprietà della rosa canina

>  Modalità d'uso

>  Controindicazioni

>  Descrizione della pianta

>  L'habitat della rosa canina

>  Cenni storici

>  Una ricetta con la rosa canina

 

Rosa canina, proprietà e utilizzo

 

 

Proprietà della rosa canina

Il gemmoderivato di giovani germogli ha proprietà immunomodulante, cioè regola la risposta immunitaria dell’organismo, conferendo al preparato un’efficace azione contro tutte le forme di allergia. In particolare la sua assunzione migliora la risposta immunitaria a livello respiratorio nei soggetti a tendenza allergica e nei bambini.

La proprietà antinfiammatoria trova un importante impiego terapeutico nelle flogosi acute che comportano alterazioni delle mucose nasali, degli occhi e delle prime vie aeree con conseguente produzione di catarro.

Per tali proprietà, la rosa canina non solo rappresenta un ottimo rimedio nella prevenzione di allergie e nella cura di rinite, congiuntivite e asma dovute al contatto con pollini; ma è consigliato nelle affezioni infantili come le tonsilliti, le rinofaringiti, otiti, tosse e raffreddore di origine infettiva.

I piccoli frutti (bacche) della rosa canina sono considerati le "sorgenti naturali" più concentrate in Vitamina C, presente in quantità fino a 50-100 volte superiore rispetto alle arance e limoni, e per questo in grado di contribuire al rafforzamento delle difese naturali dell'organismo (100 grammi di bacche contengono la stessa quantità di vitamina C di 1 chilo degli agrumi tradizionali).

L’azione vitaminizzante si lega a quella antiossidante dei bioflavonoidi, contenuti nelle polpa e nella buccia, che agiscono sinergicamente alla Vitamina C, ottimizzando la circolazione sanguigna.

Questo benefico effetto sulla qualità del sangue è dovuto alla sua capacità di favorire l'assorbimento di calcio e del ferro nell'intestino, equilibrando il livello di colesterolo e contribuendo alla produzione di emoglobina; inoltre rende attiva la vitamina B9 (acido folico) dal leggero effetto antistaminico.

Poiché la vitamina C, conosciuta anche con il nome di acido ascorbico, non può essere sintetizzata direttamente dall'uomo (a differenza di quanto avviene per gli altri animali), deve essere introdotta o con gli alimenti, se la dieta è buona ed equilibrata, o con l'integratore alimentare, nei casi in cui l'alimentazione ne è carente, come normalmente succede.

Lo stile di vita occidentale, l'inquinamento industriale, l'influsso di apparecchi elettronici e il fumo di sigarette sono tutti fattori che aumentano il nostro fabbisogno, per cui un’integrazione di vitamina C è praticamente necessaria.

In questo senso la rosa canina è un eccellente tonico per fronteggiare l'esaurimento e la stanchezza, aiuta a sconfiggere lo stress; stimola l’eliminazione delle tossine (soprattutto gli acidi urici, che provocano gotta e reumatismi) attraverso la diuresi.

Le bacche hanno un’azione astringente dovuta alla presenza di tannini, utile in caso di diarrea e coliche intestinali.

La rosa canina può essere utilizzata anche sotto forma di macerato glicerico per la cura dei nostri amici animali, e in particolare per prevenire la laringite di cane e gatto nel periodo invernale.

 

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Modalità d'uso

Sempre meglio seguire le indicazioni dell’erborista di fiducia e utilizzare fitoterapici di qualità titolati e standardizzati:

  • Tintura madre: 45 gocce 3 volte al giorno lontano dai pasti in casi di raffreddore o influenza,
  • Infuso: una tazza di tisana da bere 3 volte al giorno, utile per le infezioni delle vie aeree.
  • Macerato di petali (5 gr in 15 ml di acqua per 24 ore): da aggiungere al miele (20 gr) e da assumere a cucchiai, ottimo per la gola.
  • Macerato glicerinato dei germogli: 40-50 gc in due somministrazioni giornaliere, lontano dai pasti.

 

Controindicazioni

Non sono state evidenziate particolari controindicazioni dovute a interazioni con patologie. Gli effetti collaterali annoverati sono generalmente dovuti al sovradosaggio del rimedio, che fornisce un forte apporto di vitamina C e che ha effetti diuretici: nausea, vomito, mal di testa, bruciore di stomaco, diarrea, affaticamento.

Ne è sconsigliata l‘assunzione in stato di gravidanza e nei bambini.

La Rosa Canina ha interazione con alcuni farmaci
•    gli antiacidi che possono contenere alluminio. La vitamina C in generale ne favorisce l’assorbimento. Meglio evitarne l’assunzione concomitante.
•    Il litio assunto in casi di regolazione dell’umore, ha necessità di essere poi velocemente smaltito dall’organismo. La vitamina C può interagire e rallentare questa fase di eliminazione.

 

Descrizione della pianta

Arbusto spinoso, alto 100 - 200 cm. Ha fusti legnosi glabri, con spine (rosse) robuste, arcuate, a base allungata, compresse. Le foglie sono composte da 5-7 foglioline ovali o ellittiche con margini dentati (denti semplici).

I fiori, rosati hanno grandi petali e sono poco profumati. Fiorisce nei mesi di maggio e giugno. I suoi frutti sono bacche ovoidali e carnose e colorate dal giallo al rosso intenso, chiamati “cinorrodi” raggiungono la maturazione nel tardo autunno.

 

L'habitat della rosa canina

La specie è diffusa in una vasta area nelle zone temperate di tutto il mondo. Cresce in campagna e in collina fino ai 1500 m. di altitudine. Si rinviene con facilità in siepi, radure, macchie, lungo sentieri. Si adatta a qualsiasi terreno purché ben azotato e soleggiato.

 

Cenni storici

Questa pianta deve l’appellativo botanico “canina” a Plinio il vecchio, che riportava di un soldato romano, morso da un cane e guarito dalla rabbia, grazie all’assunzione di un decotto di radici.

La rosa canina era già apprezzata per la sua efficacia nel rafforzare le difese dell'organismo contro infezioni e particolarmente contro il comune raffreddore.

Nel Medioevo era comunemente usata in rimedi tradizionali per problemi alle vie respiratorie, e i frutti erano molto popolari nei dolci.

Il suo impiego ha avuto un ruolo importante nella fornitura di Vitamina C ai bambini britannici durante la seconda guerra mondiale in sostituzione della fonte normale degli agrumi.

Il procedimento usato nel XVIII secolo di ridurre i frutti in purea come forma di assunzione della pianta, ha ceduto il posto all’infuso delle sue bacche essiccate.

 

Una ricetta con la rosa canina

USO INTERNO
INFUSO: 1 cucchiaio raso di rosa canina bacche, 1 tazza d’acqua
Versare la pianta nell’acqua prima che arrivi al punto di ebollizione. Spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo al momento del bisogno in caso di influenza o semplicemente per il delizioso sapore agrumato.

 

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Immagine | Wikimedia

In collaborazione con Erboristeria del Pigneto

 

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