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ERBE E PIANTE OFFICINALI

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Pino, quando e come utilizzarlo

A cura di Maria Rita Insolera, Naturopata

 

Il Pino possiede diverse proprietà curative che permettono di curare diverse patologie tra cui quelle dell’apparato respiratorio. Scopriamola meglio.

>  Proprietà del Pino

>  Modalità d'uso

>  Controindicazioni del Pino

>  Descrizione della pianta

>  L'habitat del Pino

>  Cenni storici

Pino

 

Proprietà del Pino

Il Pino è una pianta che svolge un'zione: 

  • Antisettica per le vie utinarie, respiratorie e per il fegato; 
  • Espettorante-fluidificante delle secrezioni bronchiali, 
  • Antireumatica

Tali proprietà del pino sono utili soprattutto in caso di raffreddore, bronchite, tracheite, polmonite, asma; influenza; cistite cronica, prostatite, leucorrea e colecistite.

I costituenti chimici del pino, invece, sono:

  • Oleoresina, dalla quale si ricava per distillazione l’essenza di trementina;
  • Olio essenziale, ricco di monoterpeni;
  • Coniferoside;
  • Sostanze amare.

 

Modalità d’uso

Le gemme di Pino silvestre possono essere utilizzate per la cura delle vie aeree e dei polmoni, contro febbre, raffreddore e bronchite. Inoltre, queste risultano utili per calmare la tosse, eliminare il muco e il catarro, ma anche come disinfettante dell’apparato urinario (data anche l’azione diuretica) e come anti-reumatico

Le gemme di pino possono essere usate per realizzare dei decotti, utili per disinfettare la pelle, e come deodorante per l’ambiente, mentre le foglie del pino hanno una azione purificante, utile per polmoni, reni e vescica. 

L’olio essenziale di Pino viene utilizzato anche nel settore della cosmesi naturale per produrre saponi e detergenti che hanno proprietà purificanti, deodoranti, stimolanti e energizzanti contro la stanchezza. 

L’olio essenziale può essere acquistato anche puro e utilizzato attraverso degli inalatori contro affreddore e bronchite, date le sue proprietà balsamiche, sedative, e antinfiammatorie. 

Oltre che dagli aghi, anche dalla corteccia si ottiene un olio essenziale di qualità inferiore che viene usato per realizzare prodotti di cosmesi naturali per il bagno. Invece, dalla resina di ottiene l’essenza di trementina. 

In caso di tosse, sinusite e raffreddore, è possibile realizzare un infuso con una tazza di acqua calda e un cucchiaio di aghi. Trascorsi 10 minuti di infusione è possibile filtrare, unire 20 gocce di macerato glicerico di pino e consumarne fino a 2 tazze al giorno. 

Contro i reumatismi, invece, è possibile massaggiare una miscela olio di mandorle dolci e 1-2 gocce di olio essenziale di Pino sulle parti interessate.

 

Controindicazioni del pino

L'uso dell'olio essenziale di pino può causare irritazioni alla cute e alle mucose, specie se utilizzato per aerosol. Evitarne l'uso in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.

 

Scopri anche le proprietà e le controindicazioni dell'olio essenziale di pino

Olio essenziale di Pino

 

Descrizione della pianta

Il Pinus sylvestris è un albero sempreverde con chioma espansa. Appartiene alla famiglia delle Pinacee e presenta foglie aghiformi e raggruppate in mazzetti.

I fiori del pino possono essere microsporofilli, se formano dei piccoli coni peduncoli di colore giallo; oppure macrosporofilli, con piccoli coni rossastri, eretti ed isolati. 

Il Pinus sylvestris è una Conifera e come tale ha il seme nudo, non racchiuso in un ovario. Le Conifere sono classificate come Gimnosperme.

 

Habitat del Pino

Il Pino è una pinata diffusa dalla pianura all'alta montagna. È molto frequente su tutta la catena alpina ed occupa anche una piccola area dell'Appennino Settentrionale. Viene anche coltivato per effettuare distesi rimboschimenti.

Il pino è una pianta che ama stare in piena luce; predilige i terreni sciolti e sabbiosi dei litorali marittimi. È molto usuale la formazione di pinete vicino alle spiaggie e fra le dune, dove è possibile trovare il pino con altre piante tipiche della macchia mediterranea.

 

Cenni storici

Nell’antica Grecia il pino era sacro a Rea, la Grande Madre, e a Dioniso. Virgilio, Ovidio e Plinio lo ritenevano simbolo di fecondità e generosità.

Invece, durante il Rinascimento, il pino era visto come un simbolo di morte, perché, una volta tagliato, non può rinascere da se stesso. Mentre la sua resina richiama all’immortalità e alla purezza e la pigna chiusa alla castità e quella aperta alla fecondità.

 

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