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ERBE E PIANTE OFFICINALI

ERBE E PIANTE OFFICINALI

Piantaggine, proprietà e uso

La piantaggine (Plantago lanceolata) è una pianta della famiglia delle Plantaginaceae. Usata come antinfiammatorio ed espettorante del catarro, è utile in caso d’infiammazioni delle mucose. Scopriamola meglio.

>  Proprietà della piantaggine

>  Modalità d'uso

>  Controindicazioni della piantaggine

>  Descrizione della pianta

>  Habitat della piantaggine

>  Cenni storici

Piantaggine

 

Proprietà della piantaggine

Le foglie di piantaggine contengono glucosidi iridoidi, flavonoidi (luteolina), mucillagini, tannini, pectine, acido salico, sali minerali. La presenza di questi principi attivi conferisce alla pianta proprietà bechiche, espettoranti, antibatteriche, antinfiammatorie, astringenti

L'azione antinfiammatoria della piantaggine è dovuta all'aucubina, che per idrolisi libera una genina biciclica di nome aucubigenina. Questo principio attivo possiede una marcata proprietà antiallergica e decongestionante, il cui meccanismo di azione si esplica nell'inibizione della sintesi dei mediatori dell'infiammazione. 

L'aucubigenina inoltre contrasta la proliferazione del batterio Staphilococcus Aureo, rivelandosi un rimedio batteriostatico nei contronti di questo microrganismo.

Per questa ragione la piantaggine è utilizzata efficacemente negli stati infiammatori della cute e delle mucose, che rivestono bocca, gola e vie respiratorie in genere, in caso tosse, catarro bronchiale, bronchite cronica, allergia, sinusite;  e per le infiammazioni dell'apparato urogenitale; in presenza di reazioni allergiche e infezioni batteriche, grazie anche all'azione antisettica, esercitata dagli acidi fenolici (acido clorogenico e idrossibenzoico). Infine trova impiego come rimedio diuretico e remineralizzante per il suo contenuto di acido silicico,  zinco e potassio.

Per uso esterno, la piantaggine è cicatrizzante, lenitiva, antipruriginosa, decongestionante, per cui è indicata in caso di dermatosi, piccole lesioni della pelle, acne, infiammazioni palpebrali e oculari anche di natura allergica.

 

Modalità d'uso

Può essere utilizzata sotto forma di infuso o decotto, anche associata ad altre piante balsamiche ed espettoranti oppure in estratto fluido, o in sciroppoper calmare la tosse e sciogliere il catarro. Le mucillagini contribuiscono all'azione lenitivastratificandosi sulle pareti delle mucose bronchiali, proteggendole così da ulteriori aggressioni.

USO INTERNO
INFUSO: 1 cucchiaio foglie di piantaggine, 1 tazza d’acqua 
Versare la pianta nell’acqua bollente e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berne 2 tazze al giorno lontano dai pasti.

Tintura madre di piantaggine: 40 gocce in mezzo bicchiere d'acqua, da bere 2 volte al giorno, lontano dai pasti.

 

Controindicazioni della piantaggine

Non esistono particolari controindicazioni per l'assunzione della piantaggine. Si consiglia di evitarne l'uso in caso di allergia accertata verso le piante del genere Plantago.

 

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Piantaggine

 

Descrizione della pianta

Pianta erbacea con scapo profondamente solcato alto 10-60 cm. Le foglie 3-5 nervie sono lanceolate o lineari-lanceolate e lungamente picciolate. L'infiorescenza è riunita in spiga terminale. 

 

L'habitat della piantaggine

Cresce comunissima nei luoghi erbosi, incolti e lungo le strade.

 

Cenni storici

Pianta assai modesta che non ha mai esercitato nessun fascino, né per la bellezza dei suoi colori, né per il profumo dei suoi fiori, la piantaggine è sempre stata presente nella vita quotidiana della gente, in quanto umile pianta della strada, necessariamente entrata a far parte delle pratiche mediche popolari. Il suo nome deriva dalla parola latina planta, sia per la somiglianza delle foglie alla pianta del piede; sia per l'uso che ne facevano i viandanti, che avevano la fortuna d'incontrarla sul loro cammino.

Dioscoride (I sec. d. C), la consigliava per la dissenteria, mentre Plinio la definiva "erba magica" per le sue numerose proprietà curative ci hanno tramandato notizie circa il suo utilizzo medicinale. 

I medici della Scuola Salernitana ne sfruttava le proprietà astringenti utilizzandola come rimedio contro le mestruazioni abbondanti e "gli spostamenti dell'utero"; mentre il medico e filosofo Alberto Magno (XIII sec.)  la considerava un formidabile antidoto contro il veleno di scorpioni e serpenti. 

 

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Immagine | Tcpermaculture

A cura dell'Erboristeria del Pigneto

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