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ERBE E PIANTE OFFICINALI

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Passiflora, quando e come usarla

La passiflora, pianta del frutto della passione, è utile contro ansia, stress e dolori mestruali. Scopri i benefici, quando usarla, quando evitarla.

 

La passiflora (Passiflora incarnata) è una pianta appartenente alla famiglia delle Passifloracee. Grazie alla sua azione calmante, è uno dei rimedi fitoterapici più utilizzati per i disturbi della sfera nervosa. Scopriamola meglio.

>  Proprietà della passiflora

>  Modalità d'uso

>  Controindicazioni

>  Descrizione della pianta

>  L'habitat della passiflora

>  Cenni storici

>  Una ricetta con la passiflora

 

Proprietà della passiflora

Le foglie e le parti aeree della passiflora contengono alcaloidi, flavonoidi, fitosteroli, acidi fenoli, cumarine, eterosidi, cianogenici, tracce di olio essenziale. I flavonoidi in essa contenuti svolgono un’azione sul sistema nervoso centrale, soprattutto a livello della zona del midollo spinale, adibito al controllo dei movimenti e dei centri del sonno.

Recentemente è stato dimostrato che questi principi attivi sono in grado di legarsi ai recettori delle benzodiazepine situati nel cervello, spiegando così l’azione calmante di questa pianta, che e la rende uno dei fitoterapici più utilizzati nei disturbi della sfera nervosa.

Le proprietà della pianta sono, essenzialmente sedative, e ansiolitiche, e fanno della pianta un rimedio estremamente efficace nel combattere l'insonnia, perché stimolano un sonno fisiologico senza risvegli notturni, senza produrre senso di intorpidimento mattutino, ed effetti narcotici o assuefazione; in caso di stress, ansia e senso di angoscia; nelle forme di nevrosi isterica, fobica, ossessiva e post traumatica; nei disturbi della menopausa, come nervosismo, irritabilità, depressione, tachicardia, dispnea, vampate di calore, ed è preventiva per gli attacchi di cuore.

Gli alcaloidi armanici inoltre hanno un’azione antispasmodica, in quanto rilassano il tessuto muscolare liscio dell’utero, dell’apparato gastrointestinale e bronchiale,. L’assunzione della passiflora e quindi indacata in caso di dolori mestruali, in caso di crampi causati dalla sindrome dell’intestino irritabile di origine nervosa, tosse, e in tutte le forme dolorifiche caratterizzate da spasmi.

 

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Modalità d'uso

In infuso: da bere al bisogno.

Tintura Madre di passiflora: 30 gocce diluite in acqua da assumere anche 3 volte al giorno; oppure 30-40 prima di andare a dormire.

 

Controindicazioni

La passiflora presenta alcuni effetti collaterali e controindicazioni. A causa del suo potenziale effetto ossitocinico dovuto alla presenza di armaline può provocare contrazioni uterine, quindi se ne sconsiglia l’assunzione a gestanti. Si sono evidenziate interazioni della Passiflora con farmaci ansiolitici tanto da poterne potenziare gli effetti collaterali e indesiderati.

 

Descrizione della pianta

Pianta erbacea perenne con arbusti dal portamento rampicante e lianoso ( 5-6 m.) Il fusto abbondantemente ramificato, è sottile, verde nei giovani esemplari, ricoperto da corteccia nei soggetti vetusti.

Le foglie sono alterne, lanceolate, nelle ascelle ci sono gli organi di ancoraggio, a forma di viticci. I fiori sono normalmente ermafroditi, ascellari e solitari, hanno tre brattee di varia forma, a volte colorate e dotate di ghiandole nettarifere, il calice più o meno allungato, con 5 sepali, 5 petali a volte assenti; è normalmente presente una corona di filamenti.

I frutti sono generalmente bacche ovoidali o allungate, ricoperte da un leggero tegumento che, a maturazione, si colora di giallo, all'interno del frutto si trova una polpa gelatinosa (arillo) che contiene piccoli semi di forma appiattita, cuoriformi, di colore scuro, coriacei e rugosi.

 

L'habitat della passiflora

La passiflora è una pianta ornamentale rampicante originaria delle zone tropicali e subtropicali del centro e del sud America; alcune specie provengono del nord America ed altre dall’Asia e dall’Australia; oggi coltivata anche nelle nostre regioni e in molti paesi a clima temperato-caldo.

 

Cenni storici

Questa pianta fu introdotta in Europa nel 1610 da Emmanuel de Villegas, padre agostiniano che rientrava dal Messico. Era rimasto affascinato da una pianta che produceva un fiore straordinario, che gli indigeni chiamavano granadilla e della quale mangiavano il frutto (il famoso frutto della passione).

Il missionario era rimasto colpito dal fiore in quanto ad esso associava la passione e la crocifissione di Gesù Cristo:  la corona di filamenti colorati che circonda l'ovario era la corona di spine; i 5 stami, le 5 ferite di Gesù; i 3 stigmi, i 3 chiodi; i 5 petali ed i 5 sepali gli apostoli rimasti fedeli a Gesù; l'androginoforo la colonna della flagellazione ed i viticci i flagelli.

Appena rientrato in patria fece vedere la pianta a Padre Giocomo Bosio, e ne fu talmente affascinato che scrisse, nello stesso anno, un "Trattato sulla Crocifissione di Nostro Signore" con la prima descrizione del fiore che venne chiamato Passione incarnata. E, infatti, il nome del genere, adottato da Linneo nel 1753 è passiflora dal latino passio che significa appunto “passione” e flos, “fiore”.

 

Una ricetta con la passiflora

USO INTERNO

INFUSO: 1 cucchiaio raso di foglie e parti aeree di passiflora, 1 tazza d’acqua

Versare la pianta nell’acqua bollente e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo al momento del bisogno in caso di ansia, nervosismo, palpitazioni o prima di andare a dormire per usufruire della sua dolce azione sedativa

 

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Immagine | Wikimedia

 

In collaborazione con Erboristeria del Pigneto

 

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