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OLIO DI ARNICA: IL RIMEDIO NATURALE CONTRO I TRAUMI

Conosciuta come "tabacco di montagna", in quanto le foglie essiccate venivano usate come tabacco da naso, l’arnica è citata per la prima volta da Ildegarda di Bingen contro contusioni ed ecchimosi grazie alle potenti virtù antinfiammatorie e analgesiche del suo olio

L’olio di arnica è un oleolito ottenuto dalla macerazione dei fiori di Arnica montana in un olio vegetale e dotato di proprietà antinfiammatorie e analgesiche sui traumi del sistema circolatorio, dei muscoli e dell’apparato osteoarticolare.

Totalmente ignorata dagli antichi perché non cresce se non in alta montagna, è citata per la prima volta da Ildegarda di Bingen (1098-1179) nel trattamento di contusioni ed ecchimosi: nel “De arboris” completa le conoscenze fitoterapiche di Teofrasto, Dioscoride, Galeno e Plinio (originari del bacino del Mediterraneo) e divulga le proprietà di circa 250 piante di cui molte, come arnica e pilosella, che sono state segnalate da lei, per la prima volta.

L’arnica è pianta erbacea perenne della famiglia delle Composite che cresce spontaneamente nelle regioni alpine e prealpine. I fiori, completamente gialli e a forma di margherita sono la parte utilizzata in fitoterapia. Dai fiori si ottiene l'estratto secco titolato in rutina minimo 1%, destinato al solo uso esterno. L'arnica è utilizzata soprattutto sotto forma di pomate, creme o gel, preparati con una percentuale che va dal 10 al 30% del suo oleolito.

 

Come si prepara l’olio di arnica

Per fare l'olio di arnica sono utilizzati i fiori raccolti nel loro tempo balsamico, nel cuore dell'estate, quando il sole fornisce il massimo calore e dona alla pianta il suo caratteristico colore giallo-arancione.

In un barattolo di vetro si mettono per ¾ della sua capienza i capolini essiccati dell’arnica, quindi si aggiunge l’olio di mandorle dolci, fino al riempimento completo del contenitore e si conseva per circa 1 mese in un luogo fresco e buio. Terminato il tempo della macerazione si passa al filtraggio dell’olio.

Con l’aiuto di un colino, versate l'oleolito in modo da eliminare i capolini, e premete su di essi con un cucchiaio perché è lì che si concentrano tutte le sostanze terapeutiche. Se si desidera un olio puro si può operare un secondo filtraggio usando una garza di cotone in questo modo le fibre della garza cattureranno gli ultimi residui e impurità e si otterrà un olio purissimo.   

 

Proprietà e benefici dell'olio di arnica

L’olio di arnica contiene flavonoidi, triterpeni, lattoni sesquiterpenici e olio essenziale che conferiscono a quest’oleolito proprietà antinfiammatorie, antidolorifiche e stimolanti la circolazione. Oltre a ridurre il dolore dovuto a traumi quali urti e cadute, favorisce anche il riassorbimento dei lividi, ematomi, ecchimosi ed edemi e riducendo rapidamente il gonfiore e il dolore.

Il suo impiego è indicato in tutte quelle situazioni in cui mettereste del ghiaccio (cadute, fratture, lussazioni, incidenti) per evitare la formazione di un versamento, che sia di liquidi o causato dalla rottura dei vasi sanguigni. Inoltre è molto efficace anche su strappi e stiramenti muscolari, distorsioni, contusioni, slogature, flebiti, dolori articolari caratterizzati anche da infiammazione e gonfiore, e reumatismi.

Ideale per un massaggio tonificante sui muscoli, prima e dopo attività sportiva o per chi durante le giornate fredde, fa sport all’aperto. Dona energia alle membra stanche e doloranti. Si utilizza massaggiando poche gocce d’olio di arnica direttamente sul muscolo o diluendolo ulteriormente in un olio da massaggio.  

Nel trattamento delle vene varicose l’olio di arnica è un valido aiuto per sfiammare e far rientrare i vasi, grazie alla sua azione antinfiammatoria e astringente sul sistema circolatorio. Per questa ragione è impiegato anche sulle emorroidi.

 

Scopri gli oli essenziali da usare in caso di traumi e lesioni

 

Controindicazioni dell'olio di arnica

L'arnica può prefentare effetti collaterali e controindicazioni. L’olio di arnica deve essere utilizzato solo per via esterna. Se ingerita l'arnica può provocare disturbi al fegato, gastriti, nausea, vomito, enterocoliti, cefalea, ipotensione arteriosa e palpitazioni.

Anche la crema per uso esterno non va applicata su ferite aperte, dato che può provocare arrossamenti e irritazioni. La presenza di elenalina può provocare in alcuni individui, dopo sensibilizzazione, dermatite da contatto.

 

Descrizione della pianta

Pianta aromatica perenne, il fusto (40 cm.) nasce da una rosetta basale di foglie ovate, con nervature evidenti e leggermente pelose e porta due foglie opposte. I fiori sono di colore giallo simili a quelli della calendula. Dalla tintura madre dei suoi fiori si ottiene il rimedio omeopatico Arnica montana.

 

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Immagine | Thomas Ribière


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