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CONOSCIAMO IL GINSENG INDIANO

La natura non smette mai di stupire di regalare vegetali ricchissimi di proprietà benefiche per l'uomo. Scopriamo quelle del ginseng indiano, molto usato nella medicina ayurvedica

Ciclicamente specifiche piante o rimedi generalmente esotici salgono sugli altari delle cronache perché considerati sorprendenti panacee: fu così la papaya, sono le bacche di Goji (per fare un esempio) sarà domani qualche altro vegetale.

Questo non solo perché divengono oggetto di veri e propri culti e mode, ma anche perché hanno effettivamente delle pontenzialità.

In questo articolo vi presenteremo una pianta dalle mille proprietà, molto nota e utilizzata nella tradizione ayurvedica: l’ashwagandha (Withania somnifera), amichevolmente chiamata ginseng indiano.

 

Le molte aree di azione del ginseng indiano

Il ginseng indiano appartiene alla stessa famiglia dei più famigliari pomodori, melanzane o della patata e presenta delle caratteristiche bacche rosse.

Predilige i climi asciutti, caldi e soleggiati dunque cresce spontaneamente ed è coltivata in tutto il bacino del Mediterraneo, in Medio Oriente e in India. Ad essere maggiormente utilizzate sono le radici perché più ricche di principi attivi, sebbene anche frutti e foglie ne registrino la presenza seppur in concentrazione variabile.

Le proprietà di questa pianta sono molte e sono date da specifiche sostanze al suo interno che le conferiscono proprietà immunostimolanti, antimicrobiche, antinfiammatorie e antidolorifiche. Un’altra importante caratteristica è quella riguardante l’attività adattogena che esercita sull’organismo: in poche parole, aumenta la resistenza e la capacità di risposta in condizioni di stress psico-fisico.

Funge quindi da antidepressivo naturale senza gli effetti collaterali che questo tipo di farmaci implica. È stato infatti condotto uno studio a riguardo e il ginseng indiano ha dimostrato una attività ansiolitica simile a quella ottenibile con il lorazepam ed effetti antidepressivi analoghi a quelli dei medicinali tradizionali.

L’Istituto di Medicina Naturale dell’Università giapponese di Toyama ha dimostrato le sue importanti proprietà neuro protettive dunque potrebbe rivelarsi un potente alleato per malattie come morbo di Parkinson e Alzaheimer.

Per l’ayurveda questa pianta ha la capacità di limitare lo squilibrio di vata e migliorare l’attività di kapha. È considerata un fantastico anti-age (per usare una parola moderna) ed è utilizzata come sedativo, antiinfiammatorio, per acquistare resistenza e per aumentare energia e forza.

A quanto pare le uniche accortezze da prendere nell’assunzione di questa pianta sono in gravidanza o se associata a degli psicofarmaci

 

Una pianta da tenere sotto osservazione

Come è evidente, l'ashwagandha è un vegetale estremamente interessante oggetto di molti importanti studi per il contributo reale e ancora potenziale che può offrire con nessun (o quasi) effetto collaterale.

Evitando il fai da te e chiedendo sempre consiglio alle figure professionali competenti, teniamo presente questa preziosa pianta e seguiamo gli sviluppi della ricerca in merito.

 

Ma quanti tipi di ginseng esistono?

 

Per approfondire:

>  Ginseng: proprietà e controindicazioni

>  Proprietà e controindicazioni dei ginsenoidi

 

Immagine | Wikipedia

 

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