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COME SCEGLIERE I FIORI DI BACH EFFICACI

La scelta della combinazione dei fiori da assumere è ovviamente alla base dell'efficacia della terapia. Vediamo in questo articolo quali siano le difficoltà nello scegliere e quali i modi più diffusi. Parliamo dei vantaggi e degli svantaggi dell'autoterapia e delle doti che dovrebbe avere una brava terapaeuta.

Alla base dell’efficacia dei fiori di Bach c’è l’intuizione geniale dello stesso E. Bach "è importante lo stato emotivo della persona che è a disagio, qualsiasi sia la malattia di cui soffre.  Da cui segue che, considerando il suo stato emotivo, la sua mente, la sua psiche... in essa si trova la radice della malattia" Se la mente viene riequilibrata allora il corpo, di conseguenza, migliora.

Per questo i fiori sono ottimi rimedi sia per i problemi prettamente psico-emotivi, sia come supporto per qualsiasi malattia, anche con sintomi fisici. Compito del terapeuta, dice Bach, è capire in quale condizione mentale si trova il cliente e suggerire la corretta combinazione di fiori.

Sembra semplice, ed infatti concettualmente lo è, ma la difficoltà è nota, per chi suggerisce i fiori, ed è quella di azzeccare la giusta combinazione di fiori.  Ognuno di noi ha incontrato persone a cui i fiori sono stati utilissimi e altre a cui i fiori non sono serviti a niente. Da questo,  non vale la conclusione che i fiori in generale siano inefficaci come terapia , quanto invece, si può semplicemente dedurre che, per coloro a cui non siano serviti, la combinazione assunta fosse errata.

Infatti considerando che ci sono 38 rimedi corrispondenti a 38 stati d’animo diversi, tra loro miscelabili, in misura anche di 10-12 fiori per volta, anche se comunemente se ne usano da 1 a 4, le combinazioni possibili che portano a diverse boccette risultano un grande numero  di possibilità (..ai matematici   il calcolo del fattoriale per sapere quante scelte siano possibili) e quindi è comprensibile  la difficoltà che si ha nel definire la giusta miscela.

Ci sono diversi modi per scegliere i fiori. Innanzi tutto due sono le strade: a) scegliendoli da soli o B) con l'aiuto di un esperto

A) In questo caso bisogna leggere e capire i benefici e gli stati d’animo legati ai fiori e poi passare alla pratica. A questo punto, però, il rischio potrebbe essere di pensare "Per me sono adatti tutti, o quasi". Teoricamente possiamo dire che ciò sia vero, in quanto i fiori prendono in esame tutti gli aspetti della nostra vita e quindi , una volta o l'altra, possano essere anche tutti adatti per noi.

Ma quando stiamo scegliendo un fiore il focus da tenere presente è quello di concentrasi solo sul momento presente della nostra vita. Cosa provo in questo momento? Anche se un fiore mi ricordasse uno stato d’animo che ho provato ieri, perché ad esempio ieri mi sentivo apatica e senza energia, non è detto che ora vada bene. E’ proprio necessario riferirsi al momento presente.  Inoltre è importante distinguere tra ciò che provo e le idee e le opinioni che ho su di me. Ad esempio uno potrebbe  credere di avere scarsa fiducia in se stesso, così in generale, come lato della sua personalità e pensare quindi di aver bisogno di ed ancora potrebbe essere tratto in inganno, perché questa è un’opinione, un pensiero, non la sensazione attuale.

Per un’autocura efficace quindi è importante allenarsi a sentirsi, e staccare un po’ il cervello per non farsi influenzare dalle proprie credenze.

In generale questa modalità di scelta porta a scarsi risultati, specie le prime volte, ma ha il pregevole vantaggio di essere economica, ripetibile a piacere e migliorabile con l’allenamento.

All’inizio, per fare esperienza, ci possono venire in aiuto anche i vari questionari che si trovano liberamente su internet, che ci aiutano a districarci nelle relazioni tra stati d’animo e fiori relativi.  

B) In questo caso molto dipende dalla sensibilità della terapeuta a cui ci rivolgiamo. Dal tipo di domande che ci pone, dalla sua capacità di osservazione ad esempio dei vari segnali non verbali che le mandiamo,  come per esempio il tono della voce, il tipo di sguardo, la postura, la cadenza delle parole, la mimica del viso, come siamo vestiti etc. Si perché di solito, il processo più efficace nello scegliere i fiori per un altro non è tanto il fatto di procedere razionalmente all’esclusione di un fiore o un altro, fino a ridurre, passo per passo, in modo logico, la gamma dei fiori validi ma dipende soprattutto dal livello dell’intuito della terapeuta. Per si intende quel processo di scelta per cui razionalmente la persona non saprebbe esporre tutte  le ragioni per cui ha scelto certi fiori ma, probabilmente, ha processato un gran numero di indizi, anche in modo automatico e alla fine ha deciso.

Un modo spesso efficace che i terapeuti adottano, anche per ovviare alle doti di osservazioni non comuni che dovrebbero avere, risulta il test kinesiologico, che ormai è molto diffuso  come strumento di scelta.  Dopo una breve conversazione con il cliente, il terapeuta passa subito a interrogare il muscolo indicatore, da lui scelto, che potrebbe essere lo ring o altro, chiedendo direttamente al corpo del cliente i fiori di cui ha bisogno. Il Il cliente tocca, di volta in volta, le diverse boccette e la terapeuta sente la risposta del muscolo, nel linguaggio binario di (il muscolo in ipertono) e (muscolo non tonico). In questo modo si riesce a scavalcare la mente del cliente e tutte le sue convinzioni, per andare a interrogare, tramite il corpo direttamente l’inconscio, cioè lo stato emotivo in cui si trova, ma di cui il cliente non è consapevole e che è alla base del suo disagio.

Sia con una terapeuta intuitiva e sensibile, che con una terapeuta abile nel test kinesiologico, l’aiuto che si riceve è importante e di solito l’efficacia delle boccette è maggiore.

Un’ulteriore considerazione che possiamo fare nella scelta dei fiori è il fatto se sia o no influente nell’efficacia della terapia scegliere correttamente i fiori, ma solo parzialmente.  Cioè se mi servissero diciamo  3 fiori diversi e invece ne scelgo solo uno di questi tre e gli altri due non li prendo, avrei comunque effetto o no? Dall’esperienza clinica si vede che l’effetto sarebbe molto esiguo, nel senso che è la combinazione dei tre fiori che crea insieme la giusta vibrazione energetica  e il conseguente effetto di risonanza con il psiche-soma del cliente e quindi l’efficacia, non tanto vale il singolo fiore, ance se è corretto.

In ultimo parliamo di un’altra modalità di scelta: la scelta spontanea dei fiori da parte del cliente, senza che egli/ella abbiano nessuna conoscenza dei fiori, ma solo avvicinando la mano alle boccette per sentire quelle “giuste”. Ci sono parecchi dubbi verso questa modalità.

Dall’esperienza si vede che è un ottimo modo di scelta per i bambini piccoli, fino ai 6-7 anni di età, che sono spontanei di natura e senza inibizioni. Non è altrettanto valido per il clienti adulti. Di solito appare inefficace perché l’adulto medio non è abituato ad affidarsi al proprio sentire.  Il dubbio dell’errore su ciò che sente, toccando la boccetta,  lo distoglie dal suo stesso sentire e causa fallimento. Sarebbe in teoria un ottimo modo, ma il cliente dovrebbe essere rilassato, in uno stato di raccoglimento, non dovrebbe sentirsi valutato o giudicato da alcuno, non dovrebbe avere fretta e dovrebbe avere piena fiducia nel suo sentire.

Le difficoltà sopra esposte, nella scelta dei fiori, non dovrebbero togliere valore  a questo tipo di terapia, che resta insostituibile per sbloccare molte situazioni. Questo discorso ha solo lo scopo di inquadrare la terapia dei fiori di Bach in un contesto concreto e pratico, per poterla usare al meglio e togliere la parola ai vari delatori che la etichettano superficialmente come inefficace, anche quando è stata solo male applicata.

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