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ERBE E PIANTE OFFICINALI

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Ginseng, quando e come utilizzarlo

Il ginseng è un tonico, energizzante e adattogeno, utile contro lo stress. Quali sono le sue proprietà e controindicaizoni? Come e quando assumerlo?

 

Il ginseng (Panax ginseng) è una pianta appartenente alla famiglia delle Araliaceae. Conosciuta per le sue proprietà adattogene e antistress, è anche utilizzata per la cura del diabete mellito, grazie alle sue qualità ipoglicemizzanti. Scopriamolo meglio.

Proprietà del ginseng

Modalità d'uso

Controindicazioni del ginseng

Descrizione della pianta

L'habitat del ginseng

> Cenni storici

Ginseng

 

 

Proprietà del ginseng

Le virtù del ginseng sono attribuibili a diversi componenti presenti nelle sue radici. Oltre ad un buon contenuto in vitamine, olio essenziale e polisaccaridi (panaxani), va segnalata la presenza di saponine triterpeniche, chiamate ginsenosidi, i principi attivi principali della droga.

La pianta ha proprietà toniche e adattagone, perché favorisce la capacità dell'organismo di adattarsi allo stress rafforzando il sistema immunitario, endocrino e nervoso e migliorando le capacità fisiche e mentali.

Come tutti gli adattogeni vegetali, migliora la risposta del cervello e del surrene, incrementando quindi la resistenza dell'organismo di fronte ai più diversi agenti lesivi di carattere chimico, fisico, meccanico, farmacologico e biologico.

Diversi studi hanno dimostrato che il ginseng influenza l'asse ipotalamo-ipofisi aumentando il rilascio di ACTH, un ormone che induce la liberazione surrenale di cortisolo o "ormone dello stress". Il cortisolo, promuove la sintesi del glicogeno e quella delle proteine a livello muscolare e stimola la funzionalità del sistema immunitario, permettendo all’organismo di resistere meglio al freddo, al caldo, alle intossicazioni chimiche, alla fatica, ecc.

Numerosi studi evidenziano inoltre le sue proprietà ipoglicemizzanti, utili per ridurre la concentrazione ematica di glucosio, in caso di diabete mellito. I ginsenosidi sembrano favorire la sintesi pancreatica di insulina ed aumentare la produzione di trasportatori del glucosio nel fegato; i panaxani (polisaccaridi) sembrano invece diminuire la sintesi di glucosio a livello epatico ed aumentare il suo utilizzo nei vari tessuti corporei.

La sua proprietà stimolante agisce su tutti i sistemi grazie alla sua abilità di aumentare temporaneamente la funzione e l'attività in modo rapido con un conseguente miglioramento dei riflessi, accelerazione alla risposta nervosa, riduzione dell’affaticamento mentale e potenziamento la resistenza fisica, e della memoria, rendendolo indicato per chi studia o ha un’intensa attività sportiva.

Considerato da sempre un cibo afrodisiaco specialmente maschile, il ginseng stimola il desiderio e le funzioni sessuali. Questa sua virtù sembra essere legata alla capacità di aumentare il rilascio di ossido nitrico dalle cellule endoteliali dei corpi cavernosi del pene; la conseguente vasodilatazione permetterebbe di ottenere un'erezione più vigorosa.

Tra le varie specie, la medicina Cinese associa le maggiori proprietà afrodisiache al ginseng rosso, la cui colorazione è dovuta, semplicemente, al trattamento della radice con vapore (120-130°C per circa 2-3 ore) e alla successiva essicazione.

 

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Modalità d'uso

Si consiglia l’assunzione al mattino e non dopo le 16 per evitare problemi d’insonnia.

  • In estratto molle 30-40 mg al giorno
  • In compresse o capsule 2 al giorno
  • In tintura madre 30 gocce 1 o 2 volte al giorno

 

Controindicazioni del ginseng

L’assunzione del ginseng è controindicata in caso di ipertensione, tachicardia palpitazioni, insonnia, ansia tremori, mal di testa e convulsioni, in presenza di gravi malattie psichiatriche, in gravidanza e allattamento.

Sono state segnalate interazioni con farmaci anticoagulanti e con la fenelzina (principio presente in alcuni psicofarmaci), con farmaci ipoglicemizzanti e insulina: di conseguenza si sconsiglia l’assunzione del Ginseng in questi casi.

 

Descrizione della pianta

Pianta perenne, eretta e alta 30-80 cm. Fusto glabro con verticilli terminali di 3-5. Le foglie sono palmate, sottili, finemente dentate, gradualmente acuminate, lunghe 7-20 cm e larghe 2-5 cm.

Rizoma fusiforme e carnoso, spesso palmato all’apice dando una forma umana. L’infiorescenza è semplice o ramificata, con 1-3 ombrelle da 15-30 fiori ciascuna.

I fiori androgini hanno corolle verde-giallo. Il frutto è una drupa delle dimensioni di un pisello, globosa o reniforme, viola, lucida e liscia, con due semi.

 

L'habitat del ginseng

Originario dell'emisfero settentrionale in Asia orientale (principalmente Corea, Cina del Nord e Siberia orientale) ed in Nord America, e si sviluppa tipicamente nei climi più freddi. La specie vietnamita del Panax è quello più comunemente utilizzato.

 

Cenni storici

Il termine Panax viene dal greco, dalla composizione della parola pantutto” e akèiacura” (termine dal quale viene anche la parola italiana panacea, cioè rimedio a tutti i mali); il termine ginseng viene dal cinese rènshēn, ossia “pianta dell'Uomo, perché secondo la teoria delle Segnature, la forma della sua radice che ricorda una forma umana.

Per questa ragione la pianta è allevata per produrre radici di che somigliano al corpo umano, e agli organi, cioè con ramificazioni che suggeriscono la forma degli arti, della testa, degli attributi sessuali dei due sessi, ecc.; gli artigiani agricoltori che riescono a riprodurre in maniera migliore tali forme riescono a spuntare alla vendita prezzi di tutto rispetto.

A parte ciò, la medicina tradizionale cinese considera la pianta un elisir di giovinezza, che possiede tutte le virtù terapeutiche, preventive, curative ed energetiche immaginabili; e pare che questo accada da millenni, perché il ginseng compare nei più antichi trattati di medicina, all'inizio dell'era cristiana.

 

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Immagine |  Wikimedia 

In collaborazione con Erboristeria del Pigneto


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