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ERBE E PIANTE OFFICINALI

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Ginkgo, quando e come utilizzarla

Il ginkgo (Ginkgo biloba) è una pianta della famiglia delle Ginkgoaceae. Oltre ad essere utile contro il diabete e le allergie, è usato anche per contrastare il morbo di Alzheimer. Scopriamola meglio.

>  Proprietà del gingko

>  Modalità d'uso

>  Controindicazioni del gingko

>  Descrizione della pianta

>  Habitat del gingko

>  Cenni storici

Gingko

 


Proprietà del ginkgo biloba

Le foglie di ginkgo biloba contengono terpeni, (ginkgolide B) che bloccano la perossidazione lipidica, implicata nell'aggregazione piastrinica. Questi principi attivi, infatti, inibiscono il fattore di attivazione delle piastrine (PAF), prevenendo la formazione di trombi nei vasi sanguigni; e diminuiscono la permeabilita’ capillare, migliorando l’irrorazione dei tessuti.

I polifenoli e i flavonoidi (ginketolo, isiginketolo, bilabetolo, ginkolide) agiscono sulle membrane cellulari, stabilizzandole e contrastano la formazione di radicali liberi. Questa proprietà antiaggregante piastrinica lo rende particolarmente adatto per evitare il rigetto degli organi trapiantati, utile sotto stretto controllo medico in caso di emboli, responsabili di attacchi cardiaci e di alcune apoplessie.

Particolarmente conosciuta per la sua attività sulla circolazione venosa, arteriosa e capillare, la pianta è ampiamente utilizzata anche come fluidificante del sangue, perché ne diminuisce la viscosità, nella prevenzioni di trombi, e infarti. Per questa proprietà, il ginkgo aiuta anche l’ossigenazione e il nutrimento dei tessuti, con benefici effetti, in particolare, sull’irrorazione sanguigna dei tessuti cerebrali.

Infatti, per la capacità di favorire una corretta distribuzione di ossigeno e glucosio al cervello, incrementa l'acuità mentale, la concentrazione, la memoria a breve termine, e le facoltà cognitive: è particolarmente indicato agli studenti. Numerose ricerche hanno anche dimostrato che l’uso del ginkgo contrasta i fenomeni di aterosclerosi negli anziani e rallenta la progressione del morbo di Alzheimer.

I suoi principi attivi lo rendono inoltre un potente rimedio contro le allergie: è un vasodilatatore delle arterie, mentre nelle vene ha un’azione vasocostrittrice, quindi è consigliato negli attacchi di asma. Inoltre favorendo una circolazione periferica più efficiente è consigliato nel trattamento dei geloni alle estremità, dovuti al freddo; ed è impiegato anche in casi di tinnito (ronzio alle orecchie) vertigini, dolori intermittenti alle gambe, e mal di testa.

La proprietà vasoprotettrice è data dalla capacità della pianta di migliorare il tono e l’elasticità delle pareti di vene, arterie e capillari, e perciò è consigliato nel trattamento delle neuropatie causate dal diabete, nelle degenerazioni maculari della retina, e altri problemi circolatori, come emorroidi, varici e fragilità capillare.

Il ginkgo biloba è infine considerato uno scavenger (spazzino) dei radicali liberi. Questa caratteristica lo rende un ottimo antiossidante, perché attiva il metabolismo cellulare e protegge il cervello e il sistema nervoso dai danni provocati dai radicali liberi, e ciò può aiutare a contrastare gli effetti dell'invecchiamento.

 

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Modalità d'uso

INFUSO: 1 cucchiaio raso foglie di ginkgo, 1 tazza d’acqua 

Versare le foglie nell’acqua bollente e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo lontano dai i pasti per usufruire dell’azione antinfiammatoria a beneficio del sistema circolatorio.

Tintura madre di ginkgo: 30-40 gc da assumere al mattino

800- mg estratto secco in compresse o capsule al mattino

 

Controindicazioni del gingko

Controindicato in gravidanza e allattamento, somministrare con cautela in pazienti che assumono contemporaneamente anticoagulanti, fluidificanti del sangue e antiaggreganti piastrinici, inibitori del MAO e FANS o acido acetilsalicilico. 

Durante il periodo di assunzione è bene evitare l’esposizione al sole e/o a lampade abbronzanti, perché fotosensibilizzante.

 

Descrizione della pianta

Albero (30-40 m.) con chioma larga, piramidale nelle giovani piante e ovale negli esemplari più vecchi. La corteccia è liscia e di color argento nelle piante giovani, diventa di colore grigio-brunastro fino a marrone scuro e di tessitura fessurata negli esemplari maturi.

Ha foglie decidue, lungamente picciolate a lamina di colore verde chiaro, che in autunno assumono una colorazione gialla molto decorativa, dalla forma tipica a ventaglio, bilobata.

La Ginkgo è una gimnosperma e per questo non presenta dei fiori come abitualmente li intendiamo, ma possiede delle strutture definite coni o strobili o, come in questo caso squame modificate. È una pianta dioica cioè che porta strutture fertili maschili e femminili separate su piante diverse. I frutti (di cui è commestibile l'embrione dopo la torrefazione) sono rivestiti da un involucro carnoso, pruinoso di colore giallo, con odore sgradevole a maturità.

 

Proprietà dei ginkgolidi, principi estratti di Ginkgo biloba

 

L'habitat del ginkgo

È originaria della Cina, nella quale sono stati rinvenuti fossili che risalgono all'era mesozoica, e del Giappone. Oggi il ginkgo biloba è diffuso nelle aree temperate del pianeta, come pianta ornamentale da parco e da viali cittadini; proprio a tale scopo è stato introdotto in Europa a metà del XVIII secolo.

 

Cenni storici

Il termine "ginkgo" deriva dal giapponese Yin-kuo, che significa “albicocca d'oro”; "biloba" si riferisce invece alla forma della foglia, a 2 lobi. È considerato un albero leggendario vecchio di più di 250 milioni di anni e che ha resistito ai peggiori inquinamenti del ventesimo secolo e in particolare ai residui della bomba atomica di Hiroshima.

Il ginkgo, oltre a essere considerato l'albero più vecchio presente sulla Terra, è anche uno dei più longevi, dal momento che può raggiungere i 1000 anni. Non c'è da stupirsi, dunque, che in Giappone sia considerato un albero sacro, spesso presente nelle vicinanze dei templi. Per questo motivo si ritiene che la specie sia stata preservata grazie alla coltivazione operata dai monaci cinesi per ornare i luoghi di culto.

 

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Immagine | Cuyamaca.edu

In collaborazione con Erboristeria del Pigneto

 

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