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FUMARIA OFFICINALIS

Deve il suo nome all’acre ed acido odore che sprigionano le radici quando viene estirpata, od all’odore, molto simile a quello del fumo, emanato dalle foglie sfregate. Fumaria deriva dal latino (Fumus= fumo) per la credenza popolare di provocare lacrimazione qualora il succo venisse a contatto con gli occhi

Un po’ di storiala Fumaria era già nota nell’antichità come regolatrice delle vie biliari. Dioscoride e Galeno ne apprezzavano le proprietà benefiche sulla depurazione del sangue e prescrivevano la Kapnion (Gr.= fumo) per le malattie del fegato, per l’itterizia e per la dermatosi.

Nel 1500, veniva chiamata Fumus Terrae perché si credeva fosse generata dalle emanazioni di vapore emesse dal terreno che, dopo la pioggia, consolidandosi, assumevano aspetto di piante. Tale tradizione si è mantenuta anche oltreoceano: nell’America settentrionale, infatti, si credeva che non nascesse da un seme ma fosse un’emanazione della terra, ed il nome Fume Root descrive il modo con cui il fogliame verde bluastro si allarga sul terreno simile ad una nuvola di fumo.
Nella metà del XVII secolo, il medico erborista Culperer, rifacendosi a Dioscoride, si sofferma sugli effetti benefici della Fumaria per la vista, quando assunta sotto forma di succo fresco, sottolineando un (magari ignorato!) collegamento con la Medicina Tradizionale Cinese (si ricorda la correlazione fegato-vista). Mattioli, nel 1885, la considerava il fitocomplesso specifico delle affezioni addominali. Secondo la tradizione popolare, la Fumaria assicura lunga vita, insieme al Frassino ed all’Angelica. Leclerc, verso fine ’800-inizio ’900, la raccomandava nei soggetti pletorici che abusano dei piaceri della tavola.
Più recenti studi hanno confermato l’azione antispasmodica dello sfintere di Oddi ad azione costante ed antalgico biliare(Roux e Coli., 1973) e l’utilità nelle manifestazioni epatodigestive dell’infanzia (J. Torlet, 1976).

Attualmente, in Germania, la Fumaria officinalis è approvata per l’indicazione: “coliche che interessano la colecisti e le vie biliari, insieme al tratto gastrointestinale“. E’, tuttavia, da non trascurare l’utilizzo tradizionale della Fumaria per affezioni dermatologiche, quali crosta lattea, eczema, scabbia. “[...]L’uso proprio della medicina popolare che impiega la pianta nel trattamento di svariate dermatosi potrebbe essere giustificato dall’azione depurativa della Fumaria e dalla presenza dell’acido fumarico che compare, come sostanza di sintesi in alcuni farmaci per il trattamento della psoriasi(Della Loggia R., op. cit., p. 215)”.

 

Botanica: la Fumaria appartiene alle Fumariaceae, famiglia dell’Ordine botanico Ranunculales, talvolta considerata una sottofamiglia delle Papaveraceae (Fumarioideae). Ad essa appartengono oltre 500 specie, suddivise in 16 generi, tra cui vi sono Adlumia Raf. ex DC., Corydalis DC., Dicentra Bernh. e Fumaria L.

E’ una pianta erbacea, annua, con radice fittonante bianco-giallastra; fusti ramificati, rampanti, glabri, eretti per non più di 30-40 cm, gracili di colore verdognolo spesso con sfumature porporine. Le foglie sono picciolate, profondamente divise in segmenti, alterne, sottili, glauche, glabre, di colore bruno-verde. I fiori sono raccolti in infiorescenze terminali racemose, opposte alle foglie e portanti oltre 20-30 fiori rosa porpora più scuri all’apice. Questi presentano un unico piano di simmetria ed hanno quattro petali di cui due più interni oblunghi e saldati tra loro all’apice, quello esterno superiore è munito posteriormente di uno sperone e quello inferiore è semplice. Il calice ovale è composto da due sepali, dentati, che cadono rapidamente, più stretti della corolla; due stami; lo stilo a due stimmi laterali, termina con una piccola escrescenza. I frutti sono acheni tondeggianti, un po’ schiacciati all’apice, con superficie verde e rugosetta che producono un singolo seme.

Habitat: originaria dell’Asia e dell’Europa, è presente su tutto il territorio, prati, campi, strade, in pianura ed in collina, soprattutto nei coltivi, dove è considerata infestante. Altitudine da zero a 1600 metri sul livello del mare.

Fumaria off.

Parti utili: si utilizzano, a scopo terapeutico, le parti aeree e le sommità fiorite.

Principi attivi: Alcaloidi del gruppo della berberina e della protropina: Fumarina, Fumoficinalina, Fumarosina, Stilopina, Sinactina, N-metilsinactina, Coridamina, Coptisina, Fumarilina, Fumarofina, Sanguinarina, Aurotensina, Bulgramina, Canadina, Criptopina, Diidrofumarilina, Fumaricina, Scoulerina (in complesso hanno un’efficace azione anti-istaminica, antiaggregante piastrinica e sudorifera) Acidi fenolici: Acido fenilico, Acido protocatechico, Acido caffeico, Acido clorogenico. Acidi alifatici: Acido fumarico, Acido citrico, Acido glicolico, Acido malico, Acido succinico (regolarizzano il metabolismo epatico.). Flavonoidi: Rutina, Isoquercetina, Campferolo (eccellente azione antispastica biliare e diuretica, oltre che leggermente sedativa). Inoltre: Mucillagini, Sali di potassio, Esacosanolo, Sostanze amare.

Proprietà curative: drenante e depurativa, coleretica, colagoga, antispasmodica, ipotensiva, lievemente diuretica e lassativa, regolatrice del flusso biliare, sudorifera,anti-eczematosa, antiserotoninica, antiemicranica, antinfiammatoria, antiaritmica (batmotropa negativa).
Secondo Leclerc la sua azione dipende dalle dosi e dalla durata del trattamento: essa avrebbe un’azione tonica all’inizio e ipostenizzante e antipletorica in seguito. Durante i primi otto giorni egli notò un aumento dei globuli rossi poi una diminuzione.

Indicazioni terapeutiche: affezioni dermatologiche (acne, eczema, seborrea, pitiriasi, dermatiti, dermatosi allergiche, psoriasi); obesità, stipsi, pesantezza postprandiale, meteorismo, ritenzione idrica, spasmi gastrici e biliari, discinesia biliare, ittero da ritenzione, colangite, ipercolesterolemia, iperlipidemia, iperuricemia; insufficienze epatiche medio-lievi, congestione epatica, drenaggio epato-biliare, nausea, vertigini, pesantezza, dolori all’ipocondrio destro, emicranie epatiche, astenia in caso di epatite ed anoressia nei cirrotici (in regime di riposo ed alimentazione atossica); cefalea associata a disturbi digestivi o preceduta da difficoltà digestive; turbe dispeptiche da abuso alimentare; tendenza alla pletora con eritrocitosi ed iperviscosità ematica; ipertensione arteriosa, tachicardia nervosa, arteriosclerosi, trombofilia; secchezza delle fauci in corso di terapia con antidepressivi e neuroletici; ansia, eccitazione, insonnia. Nell’anziano è un polimedicamento (Lagrange E., 2001) in caso di insufficienza digestiva generale, dovuto ad una bassa secrezione enzimatica, inappetenza, litiasi non operabili e, come preventivo, combatte l’arterosclerosi in un impiego prolungato.

Controindicazioni ed effetti collaterali: l’abuso può provocare sonnolenza, aumento della pressione intraoculare ed edema, eccitamento e convulsioni, diarrea. E’ sconsigliato in soggetti glaucomatosi, in gravidanza ed allattamento; nella gastroduodenite, in quanto è un fitocomplesso amaro; per il contenuto di alcaloidi si consigliano cicli brevi di trattamento (ipotensione arteriosa). Possibili interazioni con sedativi ed ipotensivi per sommazione di effetti. Tuttavia, a dosi terapeutiche è ben tollerata.

Sinergie: con Cynara scolymus e Taraxacum officinalis per drenaggio epato-renale.

 

Applicazioni:

  • Tintura Madre            40 gocce 1-3 volte al giorno
  • Estratto Fluido           10-15 gocce 3 volte al giorno
  • Estratto Secco            1 capsula (250 mg) 3 volte al giorno
  • Infuso di: Actium I. radici, Taraxacum o. radici, Borago o. fiori, Plantago o. foglie, Fumaria o. sommità fiorite, a.p. – per il trattamento dell’acne;
  • Infuso di: Fumaria o. sommità fiorite, Taraxacum o. pianta intera, Silybum m. foglie e radici, Achillea m. sommità fiorite, Orthosiphon s. foglie e sommità, a.p. – per le colecistopatie;
  • Infuso di: Crataegus o. foglie e fiori, Fraxinus e. foglie, Melilotus o. sommità fiorite, Fumaria o. sommità fiorite, Olea e. foglie, a.p. – ipertensione arteriosa;
  • Infuso di: Fraxinus e. foglie, Orthosiphon s. foglie, Fumaria o. sommità fiorite, Tilia e., a.p. – iperuricemia;
  • Infuso di: Fumaria off. sommità fiorite – leggera stipsi, catarro e muchi;
  • Impacchi della pianta intera sulle lesioni -  per le dermatosi.

(tratto da: Tesi per Master in Fitoterapia ed Erboristeria “Approccio olistico alle Intolleranze alimentari” – candidato Giuseppe Annunziata) BibliografiaC. Di Stanislao, O. Iommelli, L. Giannelli, G. Lauro - “Fitoterapia comparata” - Massa Editore
-  “Enciclopedia della Fitoterapia” - Ed. Riza
“Erbe buone per la salute” - Ed. Giunti Demetra
“Guida alla Medicina Naturale” - Ed. Selezione
- C. Monti - “Le erbe aromatiche e le spezie. Cucina, salute e bellezza” - Ed. Xenia
“Natura&Salute” - Ed. De Agostini
“I miei fiori e le mie piante” - Alberto Peruzzo Editore

 

Giuseppe Annunziata

 

Immagine | Wikipedia

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