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CALENDULA OFFICINALIS

La Calendula è una pianta officinale molto utilizzata in diversi rami della medicina naturale, tra cui fitoterapia ed omeopatia. Si presenta con infiorescenze di colore giallo arancio, molto appariscenti e dal profumo molto gradevole e particolare

 

Curiosità: gli Egizi consideravano la Calendula una pianta capace di far ringiovanire. Gli Indù ne ornavano i templi. Persiani e Greci ne utilizzavano i petali per decorare i cibi. La tradizione vuole che, se al mattino i fiori di Calendula rimangono chiusi, molto probabilmente pioverà!

Botanica: la Calendula appartiene alle Asteracee (dette anche Composite), famiglia botanica dell’Ordine Asterales. Le Asteracee sono una famiglia di piante dicotiledoni (piante a fiore nel cui seme l’embrione è dotato di due cotiledoni, foglie embrionali), per la maggior parte erbacee. La peculiarità delle Composite è l’infiorescenza a capolino, composta, cioè, da un insieme di piccoli fiori compatti tra loro. Di questa famiglia fanno parte, oltre alla Calendula officinalis, la Matricaria recutita, da cui si ricava l’infuso di Camomilla, il Taraxacum officinalis, Tarassaco, l’Artemisia vulgaris, Artemisia, e molte altre. La Calendula, può raggiungere fino a 70 cm di altezza. Presenta la radice fittonante, il fusto ramificato e ricoperto da peluria e foglie lanceolate a margine intero o leggermente dentato. Se strofinata, la pianta, emana un gradevole profumo, non forte, ma caratteristico. I fiori sono commestibili, dal gusto amarognolo e leggermente salato.

Habitat: la Calendula cresce spontaneamente in Italia e viene difficilmente coltivata a scopo ornamentale. Le sue origini sono essenzialmente europee, nordafricane e dell’Asia occidentale. Come pianta selvatica, la Calendula, si trova un po’ ovunque, ma soprattutto lungo i cigli delle strade assolate o nei campi aperti. In Italia è molto diffusa nel Meridione.

Coltivazione

  • Semina: la Calendula va solitamente coltivata come biennale, effettuando la semina a marzo (per ottenere la fioritura estiva), o a settembre-ottobre (per ottenere quella invernale), direttamente a dimora, in vasi larghi. Se si abita in zone dal clima molto rigido, è conveniente coprire il vaso con un’artigianale serra (creata con un semplice foglio di plastica), almeno fino al tempo della germinazione. Trattandosi di una specie annuale o biennale, è possibile moltiplicarla unicamente per seme, ricordandosi di coprire i semi con un centimetro di composta.
  • Fioritura: il periodo della fioritura è a cavallo tra il mese di maggio e quello di novembre. I fiori sono grossi capolini di colore arancione o giallo che contengono dei pigmenti talvolta usati come coloranti al posto dello zafferano.
  • Esposizione alla luce: cresce bene sia a pieno sole che a mezz’ombra.
  • Concimazione: questa pianta non ha particolari esigenze per ciò che riguarda il terriccio, l’importante è che non sia troppo compatto e che il vaso sia dotato di un efficace sistema di drenaggio dell’acqua in eccesso. E’ sufficiente il comune terriccio da giardino, ben drenato. Concimare prima della fioritura. Poco prima che cominci la fioritura, somministrare del concime liquido misto e di pronto effetto contro parassiti, ruggine e larve.
  • Annaffiatura: se la pianta è rivolta al pieno sole, bisognerà innaffiarla tutti i giorni; se è collocata a mezz’ombra sarà sufficiente ogni due.
  • Malattie e parassiti: può essere colpita dal mal bianco, dalla ruggine e dalle nottue.
  • Trapianto: in primavera od in autunno.
  • Adattabilità: se coltivata in giardino, tende a disseminarsi spontaneamente.


Parti utili: 
a scopo medicinale, della Calendula si utilizzano in particolare i fiori. Per ottenere una spremuta fresca, però, si lavorano anche foglie e gambo, ma non la radice.

Principi attivi: la Calendula è ricca di principi attivi che ne fanno di questa pianta un ottimo rimedio contro molti disturbi. Tra i principi attivi si annoverano:  oli essenziali, che conferiscono il tipico profumo ed hanno una potente azione antinfiammatoria, principi amari, resine, acidi grassi, acido salicilico, saponina, carotenoidi, tra cui la calendulina, triterpeni pentaciclici, flavonoidi, polisaccardi immunostimolanti, fitosteroli e mucillagini.

Proprietà curative: coleretica, colagoga, antisettica, antimicrobica, antivirale, antinfiammatoria, diuretica, cicatrizzante, emmenagoga, depurativa ed aiuta la sudorazione.

Indicazioni terapeutiche: per le sue proprietà antinfiammatorie ed anticoagulanti , è ottima in caso di ferite infiammate o purulente, bruciature ed eritemi. Indicata anche per ipertensione arteriosa, digestione difficile, mal di gola, acne, afte, gengivite, herpes, punture di insetti, orticaria. Può, ancora, essere utilizzata per stati influenzali, tosse e raffreddore (decotto) – dolori mestruali, febbre, ulcere e irritazioni cutanee(infuso) – aiutare la cicatrizzazione di piaghe, piccole ferite o Herpes Zoster (succo e fiori della pianta applicati al naturale o  sottoforma di olio e pomata) – mal di denti e nevralgie (risciacqui con vino alla calendula) – pelle secca, screpolature, dermatosi eritematose, geloni, calli, verruche (uso topico).

 

Creme alla calendula: benefici e come farle

 

Applicazioni

  • Tisana: versate 1-2 cucchiaini di petali essiccati in 1/4 l di acqua bollente. Lasciate in infusione per 10 minuti e poi filtrate. Berne una tazza calza 1-2 volte al giorno addolcendo con un po’ di miele.
  • Decotto: fate bollire 1 cucchiaino i fiori essiccati in 2.5 dl di acqua per qualche attimo e lasciate riposare per 10 minuti, quindi filtrate e bevetene 2 tazze al giorno a digiuno, addolcendo on un po’ di miele, per combattere catarro, tosse, febbre e stati influenzali.
  • Compressa: immergete una compressa di garza o cotone nell’infuso ed applicate sulla parte dolente. Ottimo per far rimarginare le ferite ed in caso di irritazioni cutanee.
  • Pomata: è possibile acquistarla in farmacia o erboristeria, oppure si può fare in casa aggiungendo alcune gocce di olio essenziale di calendula ad una crema base per la pelle. Usatela su tagli e screpolature.
  • Spremuta: spremete la la pianta intera, tranne la radice, e mettete il succo direttamente su verruche, calli o altre ferite a livello della pelle.

 

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Bibliografia
– C. Di Stanislao, O. Iommelli, L. Giannelli, G. Lauro - “Fitoterapia comparata” – Massa Editore
-  “Enciclopedia della Fitoterapia” – Ed. Riza
- “Erbe buone per la salute” – Ed. Giunti Demetra
- “Guida alla Medicina Naturale” – Ed. Selezione
- C. Monti – “Le erbe aromatiche e le spezie. Cucina, salute e bellezza” – Ed. Xenia
- “Natura&Salute” – Ed. De Agostini
- “I miei fiori e le mie piante” – Alberto Peruzzo Editore

Giuseppe Annunziata

 

Immagine | Wikipedia

 

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