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ERBE E PIANTE OFFICINALI

ERBE E PIANTE OFFICINALI

Crespino, quando e come utilizzarla

A cura di Maria Rita Insolera, Naturopata

 

Il Crespino (Berberis vulgaris) è una pianta della famiglia delle Berberidacee conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà officinali. Scopriamo meglio quali sono.

>  Proprietà del crespino

>  Modalità d'uso

>  Controindicazioni del crespino

>  Descrizione della pianta

>  L'habitat del crespino

>  Cenni storici

Crespino

 

Proprietà del Crespino

La fitoterapia attribuisce al crespino numerose proprietà, quali:

  • Stomachico – eupeptico: è un tonico amaro usato come stomachico nelle dispepsia; regolatore della funzionalità digestiva. Ha anche il potere di stimolare l’appetito nei casi di inappetenza.
  • Lassativo: a dosi elevate, ma non eccessive, è un purgante di lieve entità, utile nei casi di costipazione e stipsi.
  • Epatoregolatore: agisce regolando l’attività del fegato attraverso un’azione purificatrice, facendolo rientrare nei limiti funzionali nei casi di ipertrofia epatica e ittero.
  • Colagogo: strettamente legata alla funzione epatoregolatrice è quella più specifica della produzione e rilascio della bile (azione colagoga), che previene positivamente i casi di litiasi biliare (calcoli biliari). È presente anche una miglior emulsione dei grassi a livello intestinali causata dal maggior rilascio di bile.
  • Diuretica: la funzione diuretica è data per lo più dalla foglie. Indicata nei casi di idropsia, termine medico per indicare l’accumulo di liquidi. Con questo effetto, il crespino è indicato per chi soffre di renella, cioè depositi sabbiosi nei reni. Infatti ne facilità l’eliminazione tramite l’urina ed evita che si accumulino gli ossalati, responsabili della sua formazione ed eventualmente trasformazione in calcoli.
  • Adattogeno: la grande quantità di vitamina C, fa sì che sia un adattogeno contro i raffreddori invernali e primaverili.
  • Febbrifugo: la proprietà di abbassare la temperatura corporea contenuta nei frutti, spingeva il crespino ad essere usato come febbrifugo generale, sia che si trattasse di febbre da influenza, che febbre tifoidea.

I suoi più importanti principi attivi sono la berberina (un isochinolina – alcaloide) e la berbamina (un benzilisochinolina), presente in tutte le parti della pianta, tranne che nei frutti e nei semi. La berberina è molto considerata in campo farmaceutico per le sue proprietà antimicrobiche ed antisecretive, nel trattamento di infezioni di vario genere come le diarree batteriche e le infezioni recidivanti da Candida albicans, per le sue proprietà ipocolesterolemizzanti ed ipoglicemiche

 

Modalità d’uso

Sono tre le parti della pianta che vengono utilizzate nella fitoterapia:

  • la corteccia delle radici, che viene raccolta in autunno inoltrato;
  • le foglie, raccolte in primavera;
  • i frutti che vengono colti a maturazione.

Si può preparare un'ottima tisana naturale a base di crespino: è sufficiente versare 150 ml di acqua bollente su 1-2 cucchiaini di foglie essiccate e lasciare riposare tale composto per almeno cinque minuti e poi provvedere al filtraggio.

Per quanto riguarda il decotto di radice di crespino, invece, si dovrà versare un cucchiaino di corteccia di radice finemente sminuzzata all'interno di 150 ml di acqua bollente, poi fare bollire per almeno 20-30 minuti ed eseguire successivamente il filtraggio. Le modalità di assunzione non dovranno superare una tazza per 1-2 volte al giorno.

Esiste anche lo sciroppo di bacche di crespino che si può preparare con estrema facilità: è sufficiente inserire 500 grammi di bacche mature in acqua e poi aspettare fino a quando non si saranno ammorbidite, per poi passarle e unire con un po' di miele: lasciare cuocere fino a ricavarne un ottimo sciroppo, lasciando raffreddare e poi versandolo in una bottiglia di vetro.

Per quanto riguarda l'uso esterno, il crespino si può efficacemente sfruttare per effettuare gargarismi e frizioni alle gengive, per contrastare la piorrea: si consiglia di utilizzare il decotto della corteccia e radice al 5-8%. La tintura madre viene direttamente estratta dalla corteccia, essiccata dalla radice, sottoposta ad una particolare lavorazione e poi confezionata in pastiglie o in gocce. C’è anche la possibilità, però, di acquistare la tintura madre anche sotto forma di soluzione, soprattutto le fiale che servono per le iniezioni.

Potendo usare tutte le parti della pianta, si possono realizzare tutte le forme: polvere per capsule e compresse, decotti, tisane ed infuso, estratti fluidi e tinture. 

 

Controindicazioni del crespino

Evitare l'utilizzo di crespino in caso di insufficienza cardiorespiratoria e di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti. Ad alte dosi si possono avere intossicazioni a causa dei molti alcaloidi presenti. Si sconsiglia la somministrazione ai bambini.

 

Descrizione della pianta

Il crespino (Berberis vulgaris) è una pianta appartenente alla famiglia delle Berberidacee. Il nome del genere deriva dal greco Berberi, che significa Conchiglia, per via dei petali fatti a conca.

È un albero alto da uno a tre metri con grosse radici scure all'esterno e gialle all'interno; la pianta presenta molti rami spinosi. Le foglie sono ellittiche, si restringono alla base in un corto picciolo e arrotondate all'apice; la superficie è larga e lucida, il margine è dentellato. Le foglie sono alterne sui rami lunghi oppure sono riunite in fascetti su dei rametti molto corti, alla base di ognuno dei quali è presente una spina composta da tre a sette aculei pungenti. Il frutto è una bacca lunga 1 cm, rossa e persistente sulla pianta, che contiene da due a tre semi dal guscio corneo.

 

Habitat del Crespino

Si tratta di una pianta che si sviluppa soprattutto nei boschi, siepi, campi incolti e, in modo particolare, nei monti europei e del Caucaso, mentre in Italia la si può facilmente trovare sugli Appennini e sulle Alpi.

Il crespino si trova in Italia, soprattutto nelle zone alpine e prealpine e cresce fino a 2500 metri di altitudine, più genericamente nei pascoli e in terreni aridi. 

 

Cenni storici

Il crespino presenta un nome che deriva da un vocabolo arabo, ovvero “harbaris”, con cui venivano indicati tutti quei frutti di tali piante, che venivano spesso sfruttati come essenza medicinale anche dai seguaci della Scuola salernitana.

Nel medioevo lo si usava erroneamente come cura contro il tifo. La credenza che potesse combattere questa malattia era data dal fatto che è in grado di abbassare la temperatura corporea e a dare un momentaneo sollievo, senza però intaccare la vera causa della malattia.

 

Il crespino è una pianta intelligente?

 

Immagine | Wikimedia

 

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