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ERBE E PIANTE OFFICINALI

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Cardo mariano, come e quando utilizzarlo

Il cardo mariano (Silybum marianum) è una pianta che appartiene alla famiglia delle Asteracee. Indicato per migliorare la funzionalità epatica, ha anche ottime proprietà sia come tonico che come decongestionante. Scopriamolo meglio.

>  Proprietà del cardo mariano

>  Modalità d'uso

>  Controindicazioni

>  Descrizione della pianta

>  Habitat del cardo mariano

>  Cenni storici

Cardo mariano

 

Proprietà del cardo mariano

Il cardo mariano è noto per avere una valida azione protettiva sul fegato, legata alla silimarina. La sua assunzione è indicata per la disintossicazione dovuta a epatite, cirrosi, alcolismo, droghe, e tossine ambientali, che entrano nel corpo tramite il cibo, l'acqua, l'aria e la pelle. É il rimedio salvavita contro l’avvelenamento da funghi velenosi, come l’Amanita phalloides. Rigenera i tessuti del fegato, stimolando la produzione di nuove cellule, ringiovanendolo e proteggendolo dai danni futuri.

Per la sua proprietà tonica e decongestionante, migliora la funzionalità epatica, ed è coadiuvante contro problemi, legati alla fatica, la depressione e ad allergie alimentari. Ha inoltre proprietà galattogene: stimola cioè la produzione di latte materno nelle puerpere, perché contiene una gran quantità di complessi di bioflavonoidi (fitoestrogeni) chiamati flavonolignani. Questi fitoestrogeni regolano la produzione ormonale femminile, il cui equilibrio è fondamentale per il benessere generale della donna.

 

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Modalità d'uso

DECOTTO: 1 cucchiaio raso di cardo mariano semi, 1 tazza d’acqua

Versare i semi di cardo mariano nell’acqua fredda, accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire qualche minuto e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo lontano dai i pasti per usufruire della sua azione disintossicante ed epatoprotettiva.

 

Controindicazioni

L’assunzione e l’utilizzo del cardo mariano può avere degli effetti collaterali e delle controindicazioni in soggetti affetti da ipertensione a causa della tiramina che contiene.

Inoltre, in caso consumo di dosi eccessivi, il cardo mariano può:

  • avere un effetto lassativo

  • interferire con l’assorbimento di alcuni farmaci

  • dare senzazione di gonfiore e pienezza

  • generare irritabilità e mal di testa.

Tutti i sintomi, generalmente, scompaiono in pochi giorni, in seguito alla sospensione dell’assunzione del cardo mariano.

 

 

Descrizione della pianta

Pianta annuale con radice fusiforme e fusto eretto (1,5 m), vigoroso, ampiamente ramificato.

Le foglie sono grandi, lobate, hanno un colore verde intenso, lucenti, con striature biancastre e bordo spinoso.

I fiori, compaiono in estate, sono di un bel colore violetto, circondati da bratee spinose, e sono riuniti in grandi capolini.

 

Habitat del cardo mariano

A carattere seminfestante è particolarmente diffusa nell’area mediterranea e principalmente al Sud e al Centro.

Si rinviene con una certa facilità nei campi incolti, nei pascoli, lungo i margini dei sentieri, tra le macerie dove forma estesi gruppi.

 

Cenni storici 

La sua figura ha ispirato leggende che lo vogliono altero protettore degli indifesi.

Una di queste racconta che durante la fuga di Maria e Giuseppe, per salvare Gesù dall’infanticidio voluto da Erode, il Cardo coprì con la sua prestanza tutta la famiglia, nascondendola alla vista degli inseguitori.

Per questo motivo si macchiò del latte della Madonna e da allora fu detto Mariano.

 

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In collaborazione con Erboristeria del Pigneto

Immagini | Universo Mamma


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