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SOSTANZE NATURALI E PRINCIPI ATTIVI

Capsaicina: proprietà, uso, controindicazioni

La capsaicina è un alcaloide contenuto nel peperoncino, e nelle piante dl genere Cspsicum, dall'azione analgesica e lenitiva, utile per curare artrite, reumatismi e nevralgie. Scopriamola meglio.

>  1. Che cos'è la capsaicina

>  2. Dove si trova la capsaicina

>  3. Proprietà e uso

>  4. Controindicazioni della capsaicina

 

Capsaicina contenuta nei peperoncini
Peperoncini

 

Che cos'è la capsaicina

La capsaicina è un alcaloide presente nelle piante del genere Capsicum, il noto peperoncino. Gli alcaloidi sono molecole con un gruppo amminico in grado di dare reazione basica. Sono sostanze tossiche e utilizzate dalle piante a scopi di difesa.

Esempi di alcaloidi importanti nel regno vegetale sono la nicotina, la caffeina, la stricnina, lo stramonio.

In fitoterapia gli alcaloidi in genere, e la capsaicina nel dettaglio, hanno ruoli importanti. L’estratto di peperoncino è impiegato come antinfiammatorio nei disturbi articolari.

 

Dove si trova la capsaicina

La capsaicina è estratta dal Capsicuum annuum L., il peperoncino. Esistono diverse controversie nella classificazione botanica dei peperoncini distinguibili dal potere piccante dei loro frutti. Attualmente si distinguono cinque specie di peperoncini, con le loro varietà.

Il capsico annuale è un’erba alta fino a 1m, mentre le altre specie sono generalmente degli arbusti legnosi pluriannuali. Tutti sono originari dell’America tropicale e ora ampiamente coltivati. I frutti sono piccanti o in alcune varietà dolci (es. paprika).

Il peperoncino contiene fino all’1,5% di componenti piccanti, costituiti da capsaicina, diidrocapsaicina, nordiidrocapsaicina, omocapsaicina, oltre ad altre molecole a componente minore. Inoltre, è ricco di carotenoidi, vitamine A e C.

La scala di misura della piccantezza del peperoncino e la scala di scoville. Maggiore è il piccante del peperoncino, maggiore è l’unità di scoville. I peperoncini più piccanti consociuti superano 2.000.000 unità di scoville. Il peperoncino prodotto in Italia più piccante raggiunge al massimo 500 unità di scoville!

 

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Proprietà della capsaicina

La capsaicina ha una potente azione stimolante locale, oltre che fortemente irritante per gli occhi; ammorbidisce la pelle, producendo una sensazione di intenso bruciore.

L’intensa azione di bruciore, dolore e infiammazione nell’applicazione topica della capsaicina  tende a ridursi con il perdurare della somministrazione per desensibilizzazione.

L’azione analgesica e lenitiva indotta dalla capsaicina è spiegabile dall’interferenza della sostanza con i nervi sensoriali cutanei. Inoltre, altri studi confermano la capacità dell’alcaloide di causare una deplezione della sostanza P (molecola coinvolta nella risposta infiammatoria) dai neuroni sensitivi coinvolti nella trasmissione dello stimolo.

La capsaicina è utilizzata in varie preparazioni per applicazioni esterne antiirritanti per curare artriti, reumatismi, nevralgie, lombalgie e geloni. Nel caso di spasmi dolorosi ai muscoli della spalla, braccio e spina dorsale.

Studi recenti lo considerano quale interessante antiossidante per la prevenzione di lesioni cancerose.

 

Controindicazioni

Se preso per via orale, il peperoncino può causare effetti indesiderati a livello gastrointestinale, come dolori addominali e nausea. A livello topico, può provocare bruciore e irritazione e può essere pericoloso se viene a contatto con gli occhi.

Il peperoncino può interagire con molti altri farmaci, come la teofillina, gli ACE-inibitori, i sedativi, gli antidepressivi e l’acetaminofene.

Nell’utilizzo di creme alla capsaicina bisogna evitare i bendaggi occlusivi; oltre a bagni e docce calde prima e dopo l’applicazione perché aumentano la sensazione di bruciore.

 

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