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ERBE E PIANTE OFFICINALI

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Boldo, quando e come utilizzarlo

Il boldo (Peumus boldus) è una pianta perenne della famiglia delle Monimiaceae, utilizzata per la la digestione difficile, la stitichezza e l'insufficienza epatica grazie alle sue proprietà disintossicante, digestiva e colagoga. Scopriamolo meglio.

>  Proprietà del boldo

>  Modalità d'uso

>  Controindicazioni

>  Descrizione della pianta

>  L'habitat del boldo

>  Cenni storici

Boldo

 

 

Proprietà del boldo

Le foglie del boldo contengono oli essenziali (cineolo e ascaridolo); flavonoidi e alcaloidi (boldina) che conferiscono alla pianta una generale azione disintossicante e colagoga cioè fluidifica la bile, di cui aumenta la secrezione e ne diminuisce la viscosità.

Per questa ragione la pianta è impiegata nelle cure depurative stagionali, come protettore epatico, utile per prevenire danni al fegato, e nella lieve insufficienza epatica e biliare. 

Le proprietà digestive la rendono utile per contrastare le dispepsie (digestione lenta), poiché favorisce la secrezione gastrica e migliora la digestione dei grassi.

La sua azione blandamente lassativa rende il boldo particolarmente indicato in caso di stitichezza poiché l'aumento dei sali biliari nell'intestino favorisce la funzionalità enterica, grazie anche all'effetto  antinfiammatorio e rilassante la muscolatura liscia.

 

Modalità d'uso

USO INTERNO

DECOTTO: 1 cucchiaio raso di boldo foglie, 1 tazza d’acqua 
Versare le foglie nell’acqua fredda, accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire qualche minuto e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. 
Filtrare l’infuso e berlo lontano dai pasti per usufruire dell’azione disintossicante. 

- Tintura madre di boldo: 40 gocce in poca acqua 2 volte al giorno lontano dai pasti. La posologia max giornaliera consigliata è di 120 gocce.

 

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Controindicazioni del boldo

L'assunzione del boldo è controindicata in gravidanza e in allattamento, mentre invece è da eseguire sotto stretto controllo medico, in caso di occlusione delle vie biliari e calcolosi biliare. 

Nella tisana di Boldo la quantità di olio essenziale (Ascaridolo), è talmente minuscola da non rappresentare alcun rischio per la salute. Tuttavia, a puro scopo precauzionale, è meglio non assumere infusi di Boldo per periodi troppo prolungati o in dosi superiori a quelle consigliate.

 

Descrizione della pianta

Albero dioico sempreverde, che non supera i 5 m di altezza. Ha foglie opposte, coriacee e ovali di colore verde opaco, che presentano un picciolo molto breve. I fiori maschili e femminili sono in genere bianchi, riuniti in infiorescenze terminali. Produce frutti nel periodo che intercorre fra dicembre e febbraio caratterizzati dal grande contenuto di zuccheri e quindi dal gusto molto dolce.

 

L'habitat del boldo

Originaria dell'America del Sud, e più precisamente del Cile centrale e del Perù, ormai si è diffusa in molte altre zone del continente ed è stata introdotta anche in Europa e nell'Africa del Nord.

 

Cenni storici

Nella tradizione popolare andina, il boldo viene utilizzato da secoli per le sue proprietà stimolanti le funzioni epato-biliari e gastro-intestinali. L'olio essenziale contenuto nelle foglie conferisce alla pianta un odore aromatico penetrante, pungente e legnoso sono utilizzate, tanto che in America del sud, lo usano per preparare infusi, soprattutto in Cile, Argentina e Uruguay, dove viene utilizzata con la yerba mate, per mitigarne il forte sapore. 

Sempre in Cile, molti anni fa, gli studiosi notarono che le capre che si nutrivano delle sue foglie, non avevano disturbi epatici; da queste osservazioni presero spunto gli studi per giustificare il suo impiego nelle affezioni che colpiscono il fegato.

 

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Immagine | Zoom50.wordpress.com

In collaborazione con Erboristeria del Pigneto

 

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