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LA RESPIRAZIONE YOGA

Tutti sanno, per grandi linee, cos'è lo Yoga. Come tutti ritengono di sapere come si respira. Scopriamo allora il rapporto tra yoga e respirazione

 

Yoga del respirare

Tutti credono di saper respirare in modo corretto. É naturale, si pensa. In realtà, non è così. Respiriamo in maniera sbagliata, non conosciamo le fasi della respirazione, tantomeno i relativi benefici. Lo Yoga considera fondamentale la respirazione. La respirazione Yoga può essere suddivisa in tre momenti, che si riuniscono in un atto unico di respirazione ideale. Viene utilizzato il diaframma, il torace e la zona clavicolare. Avremo quindi, rispettivamente, una respirazione addominale, toracica e alta.

Per respirare in maniera completa e corretta, c'è bisogno di calma e profondità nel respiro. Nessuna forzatura e niente scatti. Si comincia con...l'espirazione. Si butta fuori l'aria viziata all'interno del corpo. La postura da assumere è quella da seduti, con schiena dritta, collo e capo eretti. Si contrae la parete addominale e si vuota la cassa toracica. Il diaframma deve salire in alto. Se ci fare caso, inspiriamo e espiriamo al contrario. Come durata dell'espirazione vanno bene otto secondi, circa il doppio dell'inspirazione. Inclinare il mento sullo sterno aiuta nel processo.

Ora siamo vuoti. Riempiamo il corpo di nuova aria con l'inspirazione. Questa deve essere come un'onda. Parte dall'addome e passa dalla cassa toracica per giungere in alto. Il diaframma si abbassa.

Vediamo ora il pranayama, la respirazione Yoga per eccellenza.

 

Pranayama: la respirazione cosciente

La respirazione Yoga cosciente si basa su tre principi fondamentali, tre momenti cardine dell'atto respiratorio consapevole:

- Inalazione (puraka), attraverso cui si va a stimolare l'organismo;

 - Esalazione (rechaka), fase in cui si espellono i veleni dal corpo;

 - Ritenzione (kumbhaka), momento di redistribuzione delle energie attraverso tutto l'organismo

La tecnica triadica non è semplice come può sembrare a una prima lettura. Il pranayama presuppone ascolto di se stessi, capacità di assorbimento, volontà di ampliare la percezione, gestire il controllo. La manipolazione del prana interno al proprio corpo tende a ristabilire il flusso spontaneo e rimuovere blocchi energetici che si traducono in chiusure psico-fisiche. La respirazione pranayama è innestata nello Yoga in maniera radicale e la si ritrova in qualsiasi tipo di yoga si pratichi. Il praticante allena la mente in modo graduale ed esperisce la sensazione della sospensione spontanea dell'atto respiratorio. In senso lato, chi pratica il pranayama, impara a stare sospeso. Creare le condizioni per questa evoluzione di coscienza richiede tempo, cura e amore.

 

Immagine | Yoga-vidya

 

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