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RADICATI A TERRA CON LO YOGA

Vi proponiamo tre asana a terra da svolgere a stretto, intenso profondo contatto con... il vostro tappetino di yoga

Molte delle posizioni yoga si svolgono sul pavimento permettendoci così di riconquistare una dimensione dimenticata: nella nostra evoluzione, infatti, abbiamo abbandonato la terra per elevarci verso l’alto, perdendo il nostro contatto con essa per sempre.

Molti asana, al contrario, ci invitano a ristabilire questo legame attraverso l’appoggio del bacino, degli arti, del corpo intero affidandoci completamente al sostegno del tappetino sotto di noi.

Le posizioni che ci apprestiamo ad esporre sono da eseguire una seduti, una sul dorso e una in torsione volendo anche in sequenza previo un adeguato riscaldamento e un tempo di rilassamento e consapevolezza tra un asana e l’altro.

 

SHAKHINI ASANA (posizione della conchiglia)

Questo asana prende il nome da Shakhini, signora delle conchiglie. La conchiglia è anche il simbolo della Yoni, l’organo sessuale femminile.

  • Seduti al suolo, flettere le gambe in modo tale che le piante dei piedi siano a contatto tra loro. Il busto è eretto e le spalle rilassate. E’ importante percepire da un lato il radicamento del bacino al pavimento e dall’altro l’allungamento della schiena verso il soffitto.
  • Si portino i piedi ad una distanza dal bacino equivalente alla lunghezza del busto.
  • Flettere la schiena in avanti espirando profondamente e far passare le braccia davanti alle gambe fino a far infilare le mani all’interno dello spazio creato dai piedi e dal bacino.
  • La conchiglia può essere aperta o chiusa a seconda della scioltezza individuale. Nella posizione finale la fronte si appoggia sui piedi e gli avambracci toccano il pavimento.

Shakhini asana

 

SETU BANDHASANA (posizione del ponte)

Questo asana deve il suo nome alla parola setu che significa diga, ponte. Bandha vuol dire chiuso, legato.

  • Si parte dalla posizione supina, piante dei piedi al suolo lontane tra loro quanto la larghezza del bacino, talloni vicini ai glutei e braccia distese lungo il corpo con i palmi delle mani rivolti verso terra.
  • Espirando sollevare i glutei fino a portare le cosce parallele al pavimento. La spalle sono ben radicate a terra mentre il dorso segue  –se possibile- il movimento ascendente intrapreso dal bacino.
  • Il collo è lontano dalle spalle e rilassato, lo sterno progressivamente si avvicina al mento. Le mani possono essere mantenute lungo il corpo con i palmi rivolti verso il basso, afferrare le caviglie oppure unirsi sotto il bacino.
  • Per sciogliere la posizione, si raccomanda si abbassare lentamente la colonna una vertebra dopo l’altra.

Setu bandhasana

 

JATARA PARIVARTASANA (posizione dell’addome che ruota)

Ecco una posizione di torsione in questa sequenza di asana a terra. Jatara significa stomaco, ventre, parivartana girare attorno, ruotare. In tema di rotazione, questo asana coinvolge particolarmente il chakra situato nell’addome, ovvero Manipura Chakra.

  • Distendersi supini, braccia aperte in linea con le spalle palmi delle mani rivolti verso il basso.
  • Piegare le ginocchia unite e sollevarle dal suolo in modo tale che le cosce siano approssimativamente perpendicolari al pavimento (se possibile).
  • Espirando far scendere le gambe in questa posizione a destra fino a portarle a contatto con il pavimento. La spalla sinistra dovrebbe rimanere ben aderente a terra, lo sguardo, volendo, si può rivolgere verso sinistra.
  • Ripetere sull’altro lato.

jatara parivartasana

 

Le foto sono frutto del lavoro di Valerio Cutulo, giovane promettente fotografo romano appartenente al collettivo Missviluppo2.0. Lo ringrazio per la disponibilità a lasciarsi coinvolgere in questa iniziativa, la gentilezza costante e la generosità con la quale ha prestato le sue competenze e il suo talento.

 

Leggi anche Le torsioni a terra dello yoga. Ascolto e dolcezza

 

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