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FISIOTERAPIA E MOVIMENTO

Tai chi chuan: cos'è e a cosa serve

Il Tai chi chuan è una disciplina dalle origini antiche, che si avvicina al mondo delle arti marziali, utile per il potenziamento del carattere, l'elasticità di tendini e muscoli e il miglioramento della postura. Scopriamola meglio. 

>  1. Origini e descrizione del Tai chi chuan

>  2. A cosa serve il Tai chi chuan

>  3. Una lezione tipo di Tai chi chuan

>  4. Chi può operare in Italia

Tai chi chuan

 

Origini e descrizione del Tai chi chuan 

Tai Chi Chuan significa letteralmente “Lotta del Grande Termine”o "Suprema Arte del Combattimento". Tai Chi” sta per “Grande Termine” o “Suprema Unità”, mentre “Chuan” significa “lotta” e ci riporta alla mente le origini marziali di questa arte, caratterizzata dalla ricerca dell’armonia e dell’equilibrio di Yin e Yang in quel microcosmo che è l’essere umano. 

La storia del Tai chi chuan è lunga 3 millenni. Una disciplina con una storia talmente lunga veicola senz'altro messaggi radicati nella storia dell'uomo, ma, al contempo, è intuitivo che abbia subito modifiche durante la trasmissione.

Questo ha avuto ripercussioni sui rapporti tra le scuole allora e ne ha ancora oggi: l'adesione a una scuola piuttosto che a un'altra incide notevolmente su esecuzione e movenze assimilate dall'allievo e, se nella scuola non si abituano gli allievi al confronto, è facile cadere in errori di arroccamento e presunta esclusività.

La più antica citazione conosciuta di Chang San Feng, riconosciuto come leggendario fondatore, come artista marziale si trova nella biografia di un certo maestro di pugilato molto famoso a quei tempi, Chang Sung-ch'i, vissuto nel XVI secolo a Ning-po. Chang Sung-ch'i dichiarava di aver imparato il tai chi chuan da un alchimista di nome Chang San Feng che viveva come eremita in cima al Wu-tang.

Durante la dinastia T'ang (618-907 d.C.) pare esistessero 4 scuole distinte di arti marziali ed esrecizi con movimenti simili. Hsu Hsun-ping fu probabilmente il nome del maestro della prima scuola, dove venivano insegnati movimenti in 37 posizioni secondo uno stile ispirato all'I ching, secondo tecniche che per le braccia includevano gli Otto Trigrammi e per le gambe i Cinque Elementi.

Secondo alcuni, Chang San feng unì queste due scuole e creò il tai chi chuan. Un'altra teoria riconosce un villaggio della famiglia Chen nella provincia di Honan come la culla del tai chi chua; in questo villaggio arrivò Wang Tsung-yueh, girovago e studioso di arti marziali e dal confronto con le tecniche locali nacque la lotta dolce. Una quarta teoria nega l'esistenza dell'avventuriero marziale e attribuisce ai soli discendenti della famiglia Chen, durante la dinastia MIng, l'istituzione del tai chi chuan.

Tante teorie, testimonianze di incontri e scambi marziali, leggende che si confondono con i dati: il gesto e le tecniche sono passati attraverso tutto ciò, modificandosi.

Quel che è certo è che da 1949 i cinesi hanno promosso le arti marziali su larga scala e hanno fatto degli sforzi per unificare le genealogie di ciascuna arte. La genealogia presentata attualmente riconosce un certo Cheng Wang-t'ing, allievo di un allievo di Wang Tsung-yeuh come fondatore del tai chi chuan.

Dai movimenti inventati da Cheng Wang-t'ing, dopo alcune generazioni, due uomini trassero diverse tecniche: Chen Yu-pun creò uno stile nuovo, basato sul concetto di spirale da ritrovare nei movimenti; Chen Ch'ing-p'ing fondò uno stile più ento e compatto. Oltre allo stile di solo appannaggio della famiglia Chen, nacque lo stile Yang, grazie al Gran Maestro Yang Lu Chan (1799-1872).

In questa biforcazione ritroviamo una distinzione tuttora vigente; il principale stile trasmesso oggi è lo Yang, anche se negli ultimi anni si è diffuso lo stile Chen, insieme agli stili elaborati dalle organizzazioni di atletica cinese.

A partire dagli anni Settanta circa, l'arte del tai chi chuan si è diffusa in tutto il mondo. Oggi questa arte si insegna non solo nelle scuole, molte delle quali spesso millantano di possedere la "vera arte", ma anche in circoli privati, palestre polifunzionali, centri benessere. Talvolta questi stessi enti si avvalgono di insegnanti cinesi provenienti da Stati Uniti, Taiwan, Cina, Singapore, Malesia.

 

A cosa serve il Tai chi chuan

Molti sono i positivi di una pratica costante. Tra questi ne elenchiamo alcuni: potenziamento del carattere, indagine sul sé, elasticità di tendini e muscoli, allungamento del respiro e potenziamento della capacità polmonare. Miglioramento dello stato generale della postura, lavoro sulla connessione articolare ed energetica interna.  

Il movimento su un solo punto consente di aprire i sensi all'espressione motoria originaria e lasciare che la forma fluisca.

Uno, recentissimo, pubblicato sulla rivista “American Journal of Health Promotion”, condotto da ricercatori dell’Arizona, conferma come la pratica del Tai Chi sia benefica per la salute dell’organismo e offra benefici psicologici migliorando la qualità della vita in generale. Lo studio sull'efficacia del Tai Chi in persone affette da artrite reumatoide ha evidenziato come la sua pratica presenti un significativo beneficio per i movimenti delle gambe e dell’anca. 

Neurologi e riabilitatori israeliani hanno sperimentato gli effetti del Tai Chi su persone colpite da ictus, registrando nei praticanti un netto miglioramento nel recupero delle funzioni generali e nelle relazioni sociali.

 

Ecco l'intervista al maestro Gianfranco Pace su Tai chi chuan il movimento a spirale, il naturale cambiamento

 

Una lezione tipo di tai chi chuan 

Il maestro di Tai chi chuan introduce l'allievo alla pratica della "suprema arte del combattimento". L'insegnamento che veicola non avviene solo su un piano fisico. Il Maestro trasmette la tecnica, la forma, la respirazione, il Tui shou (Spinta con le mani), il chi kung (qi gong) e le applicazioni marziali e, al contempo, aiuta l'allievo a trasporre queste lezioni nel quotidiano, gli insegna a guardare le cose alla luce del fluire. Esercizi di allungamento, meditazioni, lavoro sull'energia e ripetizioni delle forme sono le pratiche principali.

In alcune scuole gli studenti per frequentare i corsi di tai chi chuan devono osservare la regola di indossare i costumi tradizionali cinesei dell'allenamento: giacca allacciata con gli alamari, collare mandarino, pantaoni largi che permettano libertà di movimento e scarpe che diano al piede una superficie piatta su cui riposare. Di solito in Italia ogni scuola stampa magliette specifiche per i propri allievi, con il simbolo di riconoscimento. 

La lezione varia motlo a seconda dello stile: per il Chen son previste accelerazioni, gesti esplosivi (che si studiano comunque solo a uno stadio già avanzato della pratica), mentre per lo Yang, includono movimenti sferici, passi lenti e compatti. Una volta riconosciuto lo stile più consono alla propria persona, l'aspirante maestro di tai chi chuan avrà di fronte a sé un processo lungo, che si riflette nella vastità delle tecniche e nel grado di approfondimento.

 

Chi può operare in Italia 

Tra associazioni spotive dilettantistiche affiliate a enti sportivi o scuole internazionali di tai chi, il bacino degli insegnanti è molto ampio, su tutto il territorio italiano. Un proverbio buddhista recita: Quando l'allievo è pronto, il Maestro compare

Noi vi consigliamo di verificare se il M° ha davvero una pratica almeno decennale in una disciplina delicata come lo è questa arte interna. Non male se il M° possiede anche nozioni di base di fisiologia articolare ed anatomia del movimento.


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