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OMEOPATIA E DISTURBI

Stipsi e omeopatia

A cura del Dott. Francesco Candeloro

 

La stipsi, o stitichezza, è un disturbo dell'intestino che consiste nella difficoltà di defecare. Può dipendere da diversi fattori, sia fisiologici che, spesso, psicologici: non a caso è uno dei disturbi gastro-intestinali più diffuso al mondo. Scopriamo i rimedi omeopatici per curarla. 

Stipsi

 

Cause e sintomi della stipsi

Esistono due forme di stipsi:

  • quella da propulsione, comunemente definita stitichezza, legata propriamente ad un rallentato transito intestinale;
  • ed una stipsi da espulsione, in questo secondo caso la difficoltà del paziente consiste nella incapacità parziale o totale alla evacuazione.

Per comprendere meglio il significato di queste distinzioni, occorre ricordare che il colon è quella parte di intestino deputata al riassorbimento dell’acqua e alla conseguente espulsione del materiale della digestione che non è stato assorbito. La Serotonina, invece, è il mediatore ormonale deputato a stimolare la funzionalità della parete del colon.

Dunque la stispi, o il suo esatto contrario, la diarrea, dipendono da due diversi meccanismi fisiopatologici:

  • o un’alterazione del riassorbimento di acqua da materiale indigerito che arriva al colon,
  • oppure un’alterazione della motilità intestinale dovuta all’azione locale della serotonina, prodotta in eccesso (diarrea) o in difetto (stitichezza), in risposta a stimoli, che però coinvolgono il sistema nervoso centrale e quindi l’emotività della persona.

Oltre al rallentamento, dunque, o alla mancata espulsione del materiale indigerito, che, quando avviene una sola volta a settimana, o ad intervalli di 10-12 gg, defininiamo stipsi ostinata, i sintomi che accompagnano quadri cronici di stitichezza comprendono una ricorrente sensazione di ingombro o di gonfiore addominale, e sovente disturbi della digestione associati alla presenza di elevate quantità di aria intestinale (meteorismo).

Non va dimenticato, poi, che una stitichezza importante, insorta improvvisamente, in un paziente prima regolare nelle sue abitudini intestinali, deve far sospettare sempre l’esistenza di una patologia tumorale, e rimandare ad indagini diagnostiche più approfondite (retto-sigmoido-colonscopia).

L’alternanza di stipsi e di diarrea, invece è, più banalmente, attribuibile ad una sindrome dell’intestino o colon irritabile, della quale abbiamo già parlato in questo spazio, mentre tra le probabili conseguenze di una stitichezza che si protrae negli anni, ricordiamo in  particolare la formazione dei diverticoli e le emorroidi, anch’essi argomenti già trattati in questo spazio.

La cura di una stitichezza che non abbia cause organiche – anche il morbo di Crhon può provocarla –  si basa spesso su indicazioni ad assumere un maggior quantitativo di acqua unitamente ad una  maggiore quota di verdura, e di vegetali più in generale, nella dieta, e di una adeguata quantità di moto nella giornata.

Dal punto di vista terapeutico, invece, le forme di stitichezza in cui si rileva una compartecipazione emotiva importante del paziente beneficeranno anche di farmaci ansiolitici, o che agiscono comunque sul tono dell’umore della persona; quelle associate a importanti e fastidiosi dolori intestinali, di comuni farmaci antispastici; tutte, e in particolare le forme più ostinate, di sostanze ad azione lassativa, tra le quali, almeno inizialmente, saranno da preferire quelle che aumentano la massa delle feci o richiamano acqua, piuttosto che altre, di uso più comune, che irritano la parete intestinale e, attraverso questo meccanismo, favoriscono l’evacuazione.

 

Scopri anche quali sono e quando assumere gli integratori contro la stipsi

Integratori contro stipsi e stitichezza

 

I rimedi omeopatici contro la stipsi

Nelle forme transitorie od occasionali saranno prevalenti i consigli alimentari e dello stile di vita per favorire la ripresa di un corretto transito fecale, a meno che, anche in questi casi, non sarà stato possibile individuare con certezza fattori scatenanti ben precisi, per i quali verrà utilizzato un rimedio in maniera del tutto simile a quella già descritta, sempre in questo spazio, per altri disturbi occasionali.

Molto più utile, però, sarà il ricorso ai rimedi omeopatici nelle forme persistenti o ostinate, grazie ad un’azione come al solito non solo locale, ma bensì generale, capace cioè di influenzare quel meccanismo serotoninergico che abbiamo descritto in precedenza.

Molti dei principali rimedi omeopatici di norma utilizzati nella cura di stati cronici, infatti, presentano, a gradi diversi, tendenza alla stipsi. Ricordiamo, ad esempio:

  • Graphites in soggetti particolarmente obesi e freddolosi, con manifestazioni cutanee, e una particolare indecisione di carattere;
  • Lycopodium la cui stitichezza si associa ad un addome frequentemente disteso e meteorico, che migliora con l’espulsione dei gas;
  • Natrum muriaticum, rimedio di stitichezza nei pazienti più longilinei, legata a secchezza di tutte le mucose e feci caprine;
  • Sepia che presenta una stitichezza associata alla sensazione di palla nel retto, e di pesantezza nel basso ventre, come se qualcosa dovesse fuoriuscire, cosa che porta il paziente a tenere spesso le gambe incrociate;
  • Nitric acidum rimedio di stipsi in pazienti che presentano come complicanza di questa ragadi anali;
  • Nux vomica con la sua tipica sensazione di retto che non si svuota mai del tutto;
  • Silicea e Thuja, infine, che presentano entrambi feci a molla, cioè che ritornano su dopo un parziale inizio di espulsione.

 

Una prospettiva psicosomatica sulla stipsi

 

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