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OLTRECONFINE E SPAZIO INTERIORE. INTERVISTA AD ANDREA COLAMEDICI

Pare tutto stia andando a rotoli in Italia. Ma energia viva e nuova c'è. Ci sono persone con un obiettivo e la forza di coagulare le energie per arrivarci. Nascono realtà nuove come quella di OltreConfine, bimestrale di spiritualità, arte e letteratura e Spazio Interiore, luogo fisico speciale, centro da cui si diramano possibili percorsi. Un dialogo speziato e nutriente con il Direttore Editoriale, Andrea Colamedici

Cos'è OltreConfine? Che vuol dire Spazio Interiore? Odore di nuove iniziative, allettanti perché nella spiritualità non ci ristagnano, anzi, la toccano, sfiorano, ci entrano, ne escono, ci scherzano, ci si immergono.

Ne abbiamo parlato con il Direttore Editoriale, Andrea Colamedici, una delle anime che lavorano con energia a questo progetto incantevole e fresco. Ci ha fatto un sorriso pieno, ci ha dato parole semplici e potenti. Sentiamole, leggendole.

Parliamo di OltreConfine. Il primo numero esce nel Novembre 2011. Parole per cercatori spirituali di ogni età e tendenza ne ha raccolte nel frattempo. Come è cambiato in questo anno, come senti cambierà?

Un labirinto! Eravamo partiti con un mensile, poi la rivista si è ingrassata mese dopo mese ed è diventata bimestrale. In meno di un anno abbiamo creato un centro olistico a Roma, Spazio Interiore, e un’omonima casa editrice (sono già usciti i primi tre libri, di Igor Sibaldi, Lidia Fassio e Carlo Magaletti), mentre la rivista diventa sempre più conosciuta e apprezzata anche al di fuori dell’ambiente strettamente “spirituale”.

E meno male, perché rinchiudersi tra ricettatori spirituali ed esoturisti/esoisteriche poteva diventare davvero pericoloso. Ora siamo più consapevoli del messaggio che intendiamo diffondere: la rivista ci mette sempre di fronte ai nostri oltre, e ci fa venire voglia di infilarci dentro ai confini, facendoli rotolare un po’ più in là, come fossero dei grossi cilindri di senso.

 

Si parla di crisi. Investe ogni settore. Eppure, tornare a leggere veramente, riviste dense come OltreConfine è di fondamentale importanza per coloro che hanno sete e fame di indagine. Come ve la cavate in questo momento di precarietà, specie per il cartaceo, e cosa il lettore appassionato può fare per sostenere l'iniziativa?

Va benissimo, la crisi è davvero una svolta! Per chi osa, per chi disubbidisce, questo momento è semplicemente straordinario.

Basta uscire un pelo fuori dai binari dell’obsolescenza programmata e aprirsi a un mondo incredibile, pieno di possibiltà e misteri. Senza tirare fuori il Kali Yuga o l’ideogramma cinese Wei Ji (ma se non li conoscete andateli a cercare!), sono d’accordo con Igor Sibaldi quando parla di speciazione: ci si può staccare dalla specie madre trasformandosi nel futuro, diventando ciò che si è, oppure credere alla crisi e lasciare che qualcun altro (o qualcos’altro) viva attraverso le nostre energie. Il lettore appassionato ha il dovere, più che il diritto, di vedere il proprio corpo come un potentissimo strumento di lettura, e cominciare a interpretare la realtà diventando lettera, capoverso, virgola, del thriller universale.

 

Le persone che vogliono avvicinarsi alla rivista dove possono acquistarla?

In un sacco di posti: quasi cento librerie più o meno esoteriche sparse in tutta Italia; l’elenco è online, si trova sul sito di OltreConfine, attraverso cui è possibile anche comprare direttamente la rivista, sia in versione cartacea che in PDF. 

 

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Le cose cambiano. Innescare processi di trasformazione anche dentro noi esseri umani e tra noi esseri umani sembra essere la "soluzione" splendente che abbiamo davanti agli occhi ma che non coltiviamo, perché lamentarsi è un po' più facile (apparentemente). Oltre Confine nasce con la voglia di nutrire questa spinta poco considerata?

Sì, infatti più che le cose siamo noi a cambiare. Le cose non cambiano: ho anche seri dubbi sul fatto che esistano. Oltre Confine vorrebbe solversi nella trasformazione, con la ferma idea propugnata dal grande Modugno, tremendamente esoterica, del “che ti lamenti, ma che ti lamenti, pigghia nu bastune e tira fora li denti”.

 

Spazio Interiore, nel cuore del Pigneto è un luogo che ha già ospitato diversi incontri, seminari e convegni. Siamo curiosi di sapere quale è stato finora quello che ha destato maggiore interesse, anche a vostra sorpresa magari, e quello che ha trovato una ricezione meno immediata.

Ci ha spinto a comprare altre sedie l’incontro con Paolo Crimaldi e Selene Calloni Williams, sul concetto di terapia alternativa e il ruolo del terapeuta sciamano. Meno popolato è stato il seminario con Paolo Avanzo, sitarista e counselor, inventore della Biofonia, tecnica di trasformazione interiore attraverso il suono. Non avendo raggiunto il numero minimo il seminario è saltato, ma grazie a questo imprevisto c’è venuta l’idea di registrare con Paolo un album il giorno stesso, che si è rivelato davvero fenomenale!

 

Spazio Interiore è anche Art Gallery e casa editrice. Sono appena usciti alcuni deliziosi volumetti, gli Amuleti. Ce ne parli brevemente?

La galleria va alla grande, abbiamo iniziato con l’amico Satvat e ora stiamo esponendo Psicotropia Rituale, una serie di dipinti sulle visioni di Stefano Mayorca. Poi, come accennavo prima, la casa editrice è davvero sangue du me cori (sì, vivere un anno in Sicilia mi ha segnato). Per qualche strana e favorevole congiunzione astrale pubblichiamo e pubblicheremo i nostri autori preferiti: da Rick Strassman, autore di DMT, la molecola dello spirito (presente ad esempio nell’Ayahuasca) a E.J.Gold, autore di un bellissimo best-seller: Il Libro Americano dei Morti, una sorta di Bardo Thodol per l’uomo occidentale.

Poi gli Amuleti, una collana creata in collaborazione con il centro olistico Harmonia Mundi, sono davvero una chicca, piccoli libricini dai 3 ai 5 euro, una sorta di guida galattica agli autostoppisti spirituali a puntate, zippata. Gli si può dare un’occhiata sul sito di Spazio Interiore, il sito del centro e della casa editrice.

 

A OltreConfine e Spazio Interiore lavori insieme a delle belle menti. Come sei arrivato a incontrarle, quale sono state le linee fondamentali del percorso che ti ha portato a loro?

Tutto è partito da Giovanni Picozza: è lui il filantropo un po’ folle che ha messo in moto questa macchina da guerra, fondando OltreConfine poco più di un anno fa. In fondo nel Vangelo di Giovanni Gesù è chiaro: non era mica venuto per portare la pace, ma la spada! Ecco, ad un certo punto dovevamo incontrarci e guerreggiare insieme io, lui, Maura Gancitano, Silvia Tusi e Nicola Bonimelli, oltre ad uno sterminato team di collaboratori esterni. L’idea portante è quella di esplorare lo spazio interiore insieme, bastonandoci se necessario, mettendo a disposizione dei ricercatori uno spazio più o meno fisico in cui unire le forze in armonia, equilibrio, energia e creatività.

 

Il libro o la pratica che ti ha cambiato radicalmente?

Il libro è sicuramente Racconti di Belzebù a suo nipote, bomba alla caffeina di G.I.Gurdjieff per trovatori addormentati. La pratica è il fare l’amore con la mia compagna, che detta così sa molto di trovata del giorno per festeggiare l’anniversario ma che davvero mi ha permesso di vivere quello yoga delle cellule di cui parla bene Sri Aurobindo. L’unione (più o meno mistica) tra due amanti è la pratica chiave dell’esoterismo, non c’è scampo. Poi alle volte l’Altro è Dio (o chi per lui), ma cambia davvero poco: l’Altro è sempre e comunque la porta.

 

Il libro o la pratica che ha solidificato la tua essenza, rendendola più completa?

L’I:Ching e il Libro Rosso di Jung. Il primo mi ha condotto verso alcune scelte interiori fondamentali, e il secondo, con la sua potenza catartica indescrivibile,  mi ha mostrato i segreti della relazione tra arte e ricerca interiore.

 

Il libro o la pratica che hai scoperto di recente e vuoi approfondire? 

Senza dubbio le costellazioni familiari. Ho concluso qualche giorno fa il seminario di formazione per costellatori immaginali ed è stata un’esperienza davvero interessante. Si possono integrare benissimo in un lavoro teatrale, attraverso pratiche legate alla mitologia e alla ricerca e ascolto del proprio daimon. Mi interessano, più che nella risoluzione di conflitti transgenerazionali, per l’ampliamento della propria percezione attraverso lo spostamento del Punto d’Unione, per dirla con Castaneda

 

Ci fai un sorriso?

Oh sì! Per dirla con Gurdjieff,  «Chi fa la festa, la faccia fino in fondo, compresi porto e imballaggio!».

Immagine | OltreConfine

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