Questo sito contribuisce alla audience di DeAbyDay.tv

PARTO NATURALE O CESAREO?

In Italia, circa il 38% parti avviene in seguito a taglio cesareo. È una percentuale elevatissima, e infatti il dato è al centro di un acceso dibattito da diversi anni ormai, ma non si riesce a ottenere un’inversione di tendenza. Forse le donne dovrebbero essere più informate …

Il parto naturale è fisiologico, fa cioè parte della naturale conclusione dell’esperienza della gravidanza.

Il parto cesareo è, invece, un intervento chirurgico a tutti gli effetti, che talvolta può essere indicato e molte altre non è necessario.

 

I dati del parto cesareo

In Italia, secondo dati del 2008, si fa ricorso al parto cesareo in circa il 38% dei casi, con un’incidenza diversa da regione a regione, che ha punte del 62% in Campania. Con queste percentuali, l’Italia è la nazione europea in cui si effettua il maggior numero di tagli cesarei.

Le ragioni sono molteplici, a volte accade persino che siano le stesse gestanti a spingere verso il parto cesareo piuttosto che verso il parto naturale, spesso per paura del dolore.

 

Indicazioni al taglio cesareo

Le indicazioni al taglio cesareo sono spiegate bene nelle recenti linee guida dell’ISS, intitolate Taglio cesareo: una scelta appropriata e consapevole. Le riassumiamo:

  • presentazione podalica del feto
  • placenta previa
  • gestante con diabete e feto di peso pari o superiore a 4,5 kg
  • presenza di alcune infezioni o patologie della madre, per esempio Herpes simplex e HIV

Ci sono poi altre condizioni in cui, a giudizio del medico, può essere necessario ricorrere al parto cesareo, per esempio in alcuni casi di parto gemellare o in alcune donne che hanno già subito il taglio cesareo.

 

Puoi approfondire tutte le tecniche di parto naturale dolce

 

Parto naturale e dolore

Qualche volta le donne propendono per il parto cesareo per paura del dolore che può accompagnare il parto naturale.  In realtà, spesso è più doloroso il cesareo, in quanto, in quel caso, la sofferenza fisica si sposta nel post-parto, che è a tutti gli effetti un post-operatorio.

Una delle prime cose che vengono spiegate a cui segue un corso preparto è che il dolore del parto naturale è una condizione assolutamente soggettiva: non è uguale per tutte e non tutte le donne hanno la stessa sopportazione né la stessa percezione del dolore. Essere preparate su ciò che accadrà al proprio corpo è un modo, spesso efficace, per affrontare con più tranquillità l’esperienza del parto naturale.

Esistono tecniche di respirazione e di rilassamento, quali il training autogeno respiratorio, che aiutano a controllare il dolore. Queste tecniche di rilassamento servono a contrarre in maniera cosciente una parte del corpo e a rilassarla successivamente, in modo da sfruttare al meglio il momento delle contrazioni e riposarsi, cercando di rilassarsi, tra una contrazione e l’altra. Anche la respirazione è importante durante il travaglio in quanto garantisce un’adeguata ossigenazione al feto e riduce la sensibilità al dolore della madre. La durata del travaglio è soggettiva, in genere al primo parto tende ad essere più lunga.

Quando si arriva finalmente alla fase espulsiva, la donna deve alternare spinte e respirazionei; le spinte devono seguire le contrazioni uterine. Tra una contrazione e l’altra, una corretta respirazione garantisce un apporto di ossigeno sufficiente alla madre e al bambino.

Una volta concluso il parto naturale, il dolore passa in fretta e la ripresa, generalmente, è molto rapida.

 

Sapevi che il parto medicalizzato può essere una delle cause del baby blues?

 

Per approfondire:

> Le fasi del parto naturale

> Lo yoga in gravidanza

> Partorire naturalmente dopo un cesareo

 

 

Iscrivendoti accetti le condizioni d'uso e l'informativa sulla Privacy


Ti potrebbe interessare anche: