Questo sito contribuisce alla audience di DeAbyDay.tv

QUINOA E SOSTENIBILITÀ

La quinoa fa bene alla salute e, per questo motivo, il suo consumo è cresciuto molto negli ultimi anni. Tutta questa domanda pone problemi di sostenibilità?

Il consumo di quinoa è cresciuto molto negli ultimi anni anche in Italia perché la quinoa fa bene. È un alimento altamente proteico; contiene un buon quantitativo di fibre e di minerali; possiede pochissimi grassi, in prevalenza insaturi.

Contrariamente a quanto talvolta si pensa, non è un cereale, e pertanto è priva di glutine. Tutte queste caratteristiche rendono la quinoa un superfood, un alimento sempre più conosciuto e richiesto. Esiste, però, il rovescio della medaglia…

 

Dove si coltiva la quinoa

La quinoa è, tradizionalmente, un alimento di provenienza sudamericana e si coltiva principalmente in Perù e in Bolivia. Questi due Paesi stanno vivendo quello che potremmo definire un vero e proprio boom agricolo; la produzione, infatti, negli ultimi anni è praticamente raddoppiata.

La produzione e i prezzi sono in costante crescita e oltre la metà della quinoa coltivata in Perù e Bolivia va in esportazione, nei Paesi occidentali. L’Italia è il principale esportatore in Europa e la domanda continua a crescere.

In Bolivia, la quinoa si consuma da migliaia di anni, fa parte della loro tradizione; un po’ come il grano per noi italiani. Attualmente, però, la crescente richiesta di quinoa sta alterando gli equilibri naturali e anche quelli sociali. Un tempo la quinoa si coltivava soprattutto sui pendii mentre nelle pianure si allevavano lama e altri camelidi.

Da qualche anno, però, conviene di più coltivare quinoa e allora gli allevamenti stanno sparendo oppure si stanno spostando più in collina. Ma non è tutto; la crescente richiesta, infatti, sta creando altre criticità quali l’impoverimento di terreni sfruttati esclusivamente in monocoltura e la scarsa attenzione alla qualità a vantaggio della quantità, che comporta talvolta l’uso di scadenti fertilizzanti di natura chimica.

Il prezzo della quinoa è cresciuto talmente tanto negli ultimi anni che alle popolazioni andine conviene spesso acquistare e dunque mangiare junk food di esportazione, piuttosto che nutrirsi di questo super food su cui si è sempre basata la loro dieta.

 

Leggi anche I cereali privi di glutine >>

 

In Italia si può coltivare quinoa?

Il consumo di quinoa assume, per certi versi, le caratteristiche di una moda. Salutare, ma pur sempre una moda. Di conseguenza, molti Paesi diversi hanno tentato di coltivarla e tra questi c’è anche l’Italia.

La coltivazione di alimenti esotici comporta sempre qualche problema etico, oltre che diverse criticità, e i tentativi di coltivare quinoa nel nostro Paese non ha finora dato i risultati sperati.

 

Il boom della quinoa

Fino a non molti anni fa comprare quinoa qui da noi non era poi così semplice; la si poteva acquistare più che altro nei negozi di commercio equo-solidale, oggi la si trova un po’ ovunque, anche al supermercato.

Il suo successo dipende soprattutto dalle qualità nutritive ma anche dalla praticità d’uso, perché basta sciacquarla e cuocerla per 15-20 minuti per ottenere una base da usare in mille ricette, dalle insalate, alle polpette, alle zuppe, insieme alle verdure, soprattutto quelle un po’ dolciastre per contrastare il retrogusto amarognolo, ai legumi, ma anche carne o pesce.

Insomma, un alimento salutare e anche molto versatile. Però attenzione: quando si acquistano prodotti che provengono da lontano è sempre bene porsi qualche domanda di natura etica.

 

Leggi anche Avocado, quanta acqua serve per coltivarlo >>

 

Foto: Charles Wollertz / 123rf.com

 

Iscrivendoti accetti le condizioni d'uso e l'informativa sulla Privacy


Ti potrebbe interessare anche: