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BREVE STORIA DEI LIQUORI NATURALI

Quando un tempo conservare le piante e le loro proprietà era di vitale importanza, soprattutto per mancanza reperibilità o per la scarsità di acqua potabile, la scienza araba scoprì la distillazione, una tecnica efficace che rispose a questa esigenza e che permise la prima produzione di liquori naturali

Sono definiti liquori naturali, bevande ottenute dalla miscelazione di alcol alimentare, con erbe e piante officinali, o con frutta, oppure ottenute dalla macerazione (a freddo), infusione (a caldo) o percolazione dell'alcol o altro solvente con le parti aromatiche delle piante. Questi miscugli vengono successivamente completati con sciroppo di zucchero o fruttosio e acqua (per il raggiungimento della gradazione alcolica desiderata). 

 

Dalla fermentazione alla distillazione: la nascita dei liquori naturali

Presenti in quasi tutte le civiltà antiche, le prime bevande alcoliche furono prodotte per fermentazione ed erano usate sia per ragioni mediche, in alcuni luoghi e periodi in cui non era disponibile acqua potabile; sia per conservare le virtù delle piante, al di fuori del periodo vegetativo o del loro tempo balsamico. A sviluppare la produzione di liquori naturali erano anche motivi igienici (in quanto l'alcol ha proprietà antisettiche e disinfettanti); dietetici (per il loro apporto calorico di zuccheri), oltre che per i consueti scopi conviviali, e di ispirazione artistica o in virtù dei loro effetti afrodisiaci.

Tuttavia la scoperta dell'alcol, ingrediente chiave per la preparazione di liquori naturali, è avvenuta in tempi quasi recenti. Infatti prima dell'invenzione dell'alambicco, nell'VIII sec. d. C per opera degli alchimisti islamici, che permise l'estrazione dell'alcol e delle parti volatilicontenute nelle piante, gli olii essenziali, le cosiddette bevande alcoliche consistevano principalmente in birra, sidro, o vino, ottenuti per fermentazione degli zuccheri contenuti nei frutti o nei cereali (ad esempio il vino dall'uva o la birra dall'orzo, malto, luppolo, ecc.) Le fonti storiche confermano che già prima del III millennio a.C., Egizi e Mesopotamici conoscessero bevande simili alla birra. 

Dunque il procedimento della distillazione è invece più recente. La sua scoperta si fa risalire agli scienziati arabi medievali, che permisero con questa nuova tecnica di superare la barriera del 16 % di gradazione alcolica, causata dalla non tollerabilità dei lieviti nei confronti di una concentrazione superiore. L’alcol puro così ottenuto venne considerato una sorta medicina rivitalizzante e la battezzarono in latino prima aqua ardens (acqua ardente o "che brucia") e poi aqua vitae (acqua di vita), da cui deriva il nome attuale. 

La tecnica distillatoria dagli arabi giunse così ai monaci latini, detentori della grande sapienza e saggezza delle civiltà passate, che all'interno dei monasteri continuarono a conservare, tramandare e sviluppare la scienza botanica, erboristica e medica. Infatti fu l’esigenza di poter conservare nel tempo e rendere trasportabili i prodotti curativi, che indusse i frati medievali ad utilizzare altre forme galeniche diverse dall’idrolito o tisana. Essi iniziarono a sperimentare la distillazione per estrarre le virtù delle piante in forme più pure e usare conservanti e sostanze veicolanti più stabili come l’alcol (alcolati, elixir, estratti, liquori), a miscelare tra loro vari elementi creando sinergie di grande effetto terapeutico

Inizialmente la distillazione partiva dai residui della produzione di bevande fermentate (vinacce, mosti di cereali o altri vegetali) ed era destinata a un utilizzo prettamente terapeutico; e per la sua efficacia nelle conservazioni alimentari, perché preservava i cibi da fenomeni putrefattivi. Passò molto tempo prima che si cominciassero ad accettare le acquaviti così come erano, probabilmente perché, a causa della conoscenza imperfetta delle tecniche distillatorie erano state prodotte forme deleterie di "vinum ardens" o acqua ardens. Soltanto a partire dal XVIII sec. l'utilizzo dell'alcol come liquore si generalizzò, grazie, forse, ai progressi della distillazione e all’impiego di aromi che ne arricchirono il bouquet, con impiego di erbe officinali, frutti e naturalmente con le spezie.

 

I liquori naturali oggi

Grazie alla scoperta dell'alcool si poterono così macerare in esso ingredienti particolari come infusi, sciroppi, miele ecc. riuscendo a produrre i liquori naturali, che conservano le virtù curative delle piante, i loro aromi e sapori. Quegli antichi farmaci non si usano più, ma sono rimaste le loro formule, frutto di un'attenta lavorazione dei vegetali, con metodiche e macchinari tradizionali, che rappresentano la sintesi di secoli di conoscenza, dedizione, scrupolosa attenzione delle sostanze usate e meticolosa preparazione

Oggi, infatti, la funzione terapeutica dei liquori naturali è stata sepolta dalla dilagante marea di alcolici preparati in modo industriale, formulati spesso con zuccheri e sostanze artificiali, dalle dubbie proprietà curative ed effetti dannosi per la salute. Tuttavia anche se la tradizione popolare, e non solo, riconosce ai liquori naturali proprietà aperitive, digestive, toniche, balsamiche, non dimentichiamo che contengono alcol, perciò consumiamoli con moderazione.


I tipi di liquori naturali

  • I Ratafia sono liquori fatti per infusione, a base di succhi di frutta fresca e alcool, particolarmente ciliegie ed amarene. Pare che l'etimologia del nome provenga da tre antichi vocaboli latini Pax, Rata, Fiat pronunciate dagli antichi magistrati come suggello di un contratto verbale, atto sostitutivo della più comune stretta di mano 

 

  • Le Acquaviti: sono bevande ottenute dalla distillazione alcolica di mosti fermentati, di vinacce, di frutta e di cereali, per cui sono considerate un sinonimo di "distillati".  Acquavite (o”distillato”) è un termine generico che da solo non indica nulla a meno che non sia specificata la materia prima da cui è stata ottenuta: la Grappa è il termine che definisce l’acquavite di vinaccia prodotta in Italia, mentre il Brandy, il Cognac, l’Armagnac sono acqueviti di vino prodotte all'estero, invece la Vodka è l'acquavite ottenuta dalle patate, il Whisky dai cereali, il Rhum dalla canna da zucchero, la Tequila dall'agave e così via.

 

  • L'Elisir: deriva infatti dal termine arabo al-ikir ovvero "la medicina" e sono chiamati così i preparati alcolici corroboranti. In pratica sono veri e propri liquori il cui uso deve essere considerato esclusivamente a scopo medicinale e terapeutico. La gradazione varia da 40° a 65° e quindi devono essere usati con grande moderazione. Pochi ingredienti sono sufficienti per preparare un liquore casalingo; si può avere così, un prodotto naturale poiché basta variare i componenti, magari aggiungendo un'erba, la buccia di un frutto, o cambiando la gradazione alcolica, la quantità di zucchero, gli ingredienti stessi. La tradizione popolare è ricca di ricette, di rosoli, liquori, vini medicati da cui attingere suggerimenti per inventare un nostro liquore o personalizzare uno esistente. 

Immagine | fotopedia

 

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