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COME COLTIVARE IL MANDARINO

Il mandarino è uno degli agrumi più conosciuti e utilizzati: ecco come coltivarlo in terra e in vaso, quali sono le sue esigenze colturali e come eseguire l'impianto.

Origini e stagionalità del mandarino

Il mandarino è un albero della famiglia delle Rutaceae come gli altri agrumi quali limone, arancio e pompelmo.

Il suo nome botanico è Citrus reticulata ed è un piccolo albero sempreverde che può crescere sino a 2 metri di altezza.

Le sue foglie sono piccole e di un bel verde scuro con fiori bianchi formati da 5 petali che sbocciano in primavera.

Il loro profumo è intenso e i fiori vengono utilizzati, come anche la buccia del frutto, per estrarre essenze profumate per l’industria cosmetica, per la creazione di profumi e per l’aromaterapia.

Il frutto del mandarino matura dall' autunno sino alla fine dell' inverno ed esistono molte varietà ed ibridi di mandarini che hanno sapore, forma e dimensioni differenti nel frutto e nella struttura della pianta.

Ad esempio molte varietà di mandarini hanno la buccia quasi completamente staccata dalla polpa e questo li rende molto facili da aprire, altri invece come le clementine e i mandaranci sono ibridi che assomigliano più ad arance anche nel sapore che al mandarino stesso dal quale sono incrociati.

Gli stessi mandarini sono nati dal ibridazione naturale già centinaia di anni fa e fanno parte dei 3 agrumi originari:

> cedro,
> pomelo
> e appunto il mandarino.

Da questi agrumi sono poi nati i limoni, le arance, i mandaranci e tutti gli altri agrumi.

Le origini di coltivazione del mandarino si possono collocare in Asia orientale e poi la sua diffusione ha toccato le terre Mediterranee dove attualmente trova la sua massima produzione.

In Italia le coltivazioni più pregiate del mandarino sono nel Sud tra le terre della Sicilia e della Calabria.
Nel resto del mondo il mandarino viene coltivato anche in America e nel Africa meridionale.

 

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Esigenze colturali del mandarino

Il mandarino, come gli altri agrumi, ha bisogno di sole e quindi di una posizione dove sia esposto ai raggi solari per gran parte della giornata. Solitamente le zone a Sud sono le migliori e magari anche vicino a un muro o terrapieno che lo protegga dal vento e lo riscaldi maggiormente.

Il clima ideale per il mandarino è un clima caldo con inverni non troppo rigidi per questo le terre del Sud Italia sono molto indicate alla sua coltivazione.

Il vento è un altro fattore che influisce sulla crescita del mandarino quindi è bene valutare una posizione non ventosa. Il rischio inoltre dato dal vento è il disseccamento delle foglie e dei germogli oltre che l’eventuale rottura dei rami più piccoli e deboli.

Per quanto riguarda il terreno il mandarino predilige un terriccio sciolto, profondo, fertile e ben concimato. Il pH del suolo è consigliato tra i 6,5 e i 7,5 ed inoltre vanno evitati i terreni calcarei, argillosi o troppo salini.

Inoltre il terreno deve essere molto permeabile perché soffre i ristagni di acqua, infatti le innaffiature devono essere regolari ma non abbondanti pena il rischio di marcescenza radicale.

La temperatura ideale di crescita del mandarino è tra i 13 e i 30 gradi e quando le temperature scendono o si alzano sopra i 40 gradi la pianta ne risente molto con rischio anche di perire sopratutto se accade nei primi 2 anni di impianto quando la piantina è ancora molto giovane.

 

Coltivazione del mandarino

Il mandarino è un albero robusto grazie anche al suo profondo apparato radicale che una volta sviluppato gli permette di prosperare al meglio. Può essere coltivato in terra o anche in vaso purché di grandi dimensioni.

La piantagione del mandarino viene consigliata al inizio del inverno in modo che possa avere il tempo di adattarsi al nuovo ambiente mettendo le radici.

Le buche devono essere profonde e distanti una dall’altra almeno di 4 o 5 metri. Viene posto del concime naturale quale letame maturo e una buona pacciamatura in superficie.

Solitamente possiamo acquistare gli alberelli direttamente nelle agrarie o ai vivai specializzati per poi metterle a dimora nelle buche preparate a terra o nei vasi.

La moltiplicazione del mandarino viene fatta come innesto su un arancio amaro che possiede radici e una struttura della base più resistente e meno soggetta a malattie.

I primi anni il mandarino ha necessità di acqua in modo regolare e con maggiore frequenza in estate mentre in inverno le irrigazioni sono quasi sospese.

La potatura del mandarino è un operazione che viene fatta per rendere la pianta più armoniosa esteticamente ma anche per facilitare la raccolta. La necessità di potatura avviene comunque sempre per i rami secchi e per i succhioni.

La produzione dei mandarini comincia in quantità più rilevanti dal 4 o 5 anni di impianto ma già al secondo anno possiamo raccogliere i primi frutti.

 

Raccolta e uso dei mandarini

I frutti del mandarino vengono raccolti solitamente a mano quando il picciolo li lascia staccare dal albero in modo naturale. La raccolta avviene dal autunno e per tutto l’inverno e questo dipende anche dalle varietà più o meno tardive o precoci che abbiamo scelto di coltivare.

I mandarini sono mangiati solitamente come frutta fresca sopratutto in inverno quando è il loro momento di raccolta e sono anche ottimi uniti ad altri frutti per creare squisite macedonie, gelati e altri dolci.

Inoltre possono venir utilizzati per preparare deliziose marmellate oppure a partire dalla loro scorza possiamo fare i canditi di mandarino.

Infine la ricchezza di oli essenziali nella buccia del mandarino li vede utilizzati anche nell' industria cosmetica e nei profumi oltre che in aromaterapia e in altri prodotti erboristici.


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Credit foto: Sarote Impheng

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