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OMEOPATIA E DISTURBI

Occhi e omeopatia

A cura del Dott. Francesco Candeloro

 

In questa sezione ci occuperemo solo di alcuni dei disturbi più comuni che possono interessare l’occhio, e che sono di pertinenza ambulatoriale, e del medico generico in particolare, tralasciando situazioni più complesse, che richiedono comunque una visita specialistica prima di poter intervenire con la sola omeopatia.

Occhi e rimedi omeopatici


Principali rimedi omeopatici per i disturbi degli occhi


BLAFERITE

La blefarite è un’infiammazione del margine palpebrale, spesso di natura virale oppure allergica, che si può complicare con la formazione di caratteristiche lesioni puntiformi, a volte anche molto fastidiose, conosciute con il termine di orzaioli.

La blefarite propriamente detta può trovare sollievo con un rimedio come Apis, la cui caratteristica generale è un’infiammazione di colorito roseo piuttosto che rosso vivo, che provoca localmente dolori brucianti o pungenti che trovano sollievo con le applicazioni fredde.

Quando, però, la zona appare arrossata e dolente, soprattutto nelle prime fasi, gli si preferirà Belladonna, mentre nelle forme che si associano a dolore intenso e fotofobia (cheratite) e sono spesso conseguenti all’esposizione ai raggi ultravioletti, in montagna o al mare, troverà indicazione Ruta graveolens.

La comparsa di orzaioli, isolati, o in associazione ad una blefarite, richiama a quello che è il rimedio principe di queste lesioni, ovvero Pulsatilla. Quando questi mostrassero una certa lentezza nella guarigione, e si associassero ad una sensazione locale di corpo estraneo, gli preferiremo Silicea, più indicato in soggetti longilinei e di facile affaticabilità, mentre in individui più corpulenti, e generalmente irresoluti, gli preferiremo Graphites, che presenta una tipica sensazione di pesantezza in sede palpebrale.

CALAZI

Le lesioni che abbiamo appena descritto, a volte possono ulteriormente complicarsi, o manifestarsi fin da subito sottoforma di calazi, infiammazioni delle ghiandole sebacee, a sede palpebrale che, in casi particolari, possono anche richiedere l’intervento chirurgico.

Anche per questi, come per gli orzaioli, un rimedio spesso utile è Pulsatilla, soprattutto nelle fasi iniziali dell’indurimento ghiandolare, mentre in fase avanzata gli preferiremo Staphysagrya, rimedio caratteristico, tra le altre cose, di stati di irritabilità e di collera, o anche solo di afflizione, tipicamente repressi.

 

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CONGIUNTIVITE

La congiuntivite è un disturbo frequente, che può avere origine virale o allergica, ma essere poi complicato da sovrapposizioni batteriche, che modificano la presentazione del quadro iniziale. Questa, infatti, può presentarsi come un semplice arrossamento oculare, associato o meno a lacrimazione e fotofobia, e complicarsi per l’appunto con la formazione di una secrezione densa e giallastra che tipicamente si presenza al mattino, e impedisce la corretta apertura degli occhi.

Molti dei rimedi già citati li ritroveremo anche nei diversi stadi della congiuntivite, e così Belladonna quando prevale il rossore della parte, Ruta quando a questa si aggiunge dolore inteso e fotofobia dovuti all’esposizione ai raggi ultravioletti, Euprhasia quando il paziente si lamenterà di intensa lacrimazione e fotofobia, Pulsatilla nella fase iniziale dell’essudazione, Mercurius e Silicea in fase avanzata il primo, e persistente il secondo, Hepa sulfur nella fase di convalescenza.

Nelle forme allergiche troveranno indicazione, spesso, altri due rimedi e, più precisamente, Apis quando sarà presente sensazione di prurito o bruciore oculare, migliorato dalle applicazioni fredde, e Allium cepa, allorquando i sintomi di rinite saranno maggiori rispetto a quelli oculari, pure essi tuttavia presenti nel tipico quadro della rinocongiuntivite allergica.

 

TRAUMA LOCALE

In tutte le forme di occhio arrossato a seguito di un trauma locale, e nel quale si forma spesso uno stravaso ematico che ha difficoltà a regredire spontaneamente (occhio nero) il rimedio più utile sarà Ledum Palustre.

 

Conclusioni

Gli stati descritti, e i rimedi proposti, si riferiscono a situazioni acute o comunque transitorie, spesso precedute da esposizione prolungata al sole, cambiamenti bruschi del tempo e della temperatura o anche situazioni di sovraffaticamento fisico che diminuiscono le capacità di resistenza di ogni organismo.

Come al solito, però, tutti questi quadri possono presentarsi in maniera ricorrente, certamente nelle forme allergiche, ma anche per semplice predisposizione individuale.

In entrambi questi casi, allora, sarà solo una terapia di fondo, o costituzionale, in grado di ridurre la suscettibilità a questi stati e, molti dei rimedi citati, tra cui Pulsatilla, Stapphysagrya, Silicea, Mercurius solubilis ed Hepar sulfur, saranno utilizzati a questo scopo, ma anche per curare aspetti generali ed emotivi della persona, in cui spesso, per l’appunto, sintomi locali, particolarmente ricorrenti e caratteristici, faranno da conferma alla loro prescrizione. 

 

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Immagini | Speakingtree

 

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